Spirits – Recensione
Il titolo di cui parleremo oggi, probabilmente, è più adatto ad essere giocato nel periodo autunnale, visto che per scelte cromatiche (e non solo) lo ricorda tantissimo. Non è molto recente, essendo stato rilasciato nel febbraio 2012 su Steam, non per questo merita meno attenzione se siete alla ricerca di un titolo che fa di tutto per rilassare il più possibile. Dalle immagini di gioco, così come dai filmati gameplay, questo aspetto viene messo in evidenza più di tutto il resto; ciò non toglie che Spirits abbia qualcosa da dire anche a livello di gameplay, quindi eccovi le nostre impressioni.
FOGLIE PRIMA, SPIRITI ORASpesso accade che, prima di prender dimestichezza con le meccaniche di gioco di un nuovo videogioco, passi un po’ di tempo, altrettanto spesso il panorama indie ci ha abituato a quell’immediatezza tanto ricercata, fatta di poche e semplici mosse, da imparare all’istante. Spirits si vanta di un gameplay tanto semplice quanto azzeccato per la tipologia di gioco che rappresenta. Prima erano foglie, ora son diventati spiriti, questi sono i protagonisti del gioco; lo scopo è quello di raggiungere la spirale all’interno del livello, solitamente posta ad una quota considerevole rispetto a quella che è la base di partenza. O viceversa. Questi piccoli esseri verranno ostacolati da tutt’una serie di correnti che spirano in punti nevralgici, quelli che più di altri ci consentirebbero di arrivare alla meta con poco sforzo. Il team di sviluppo, per venirci incontro, ha quindi pensato di consentire ad ogni “spiritello” ben quattro azioni: la prima consente di trasformarci in una nuvola e soffiare vento in una direzione di nostra scelta; la seconda ci trasforma in una sfera che ha il compito di tappare zone e crepe dalle quali giungono venti non utili al nostro scopo; poi, trasformarci in un rampicante che consente di creare scalinate e ponti provvisori utili a non sopperire sugli ostacoli presenti nel livello; infine, la possibilità di mutare in una sfera che, girando vorticosamente, rosicchia del terreno, creando cunicoli e piccole gallerie.
Combinando questi poteri, e ricordando che ogni spirito mutato non può tornare alla forma originale e quindi dirigersi verso la spirale, bisognerà creare un percorso sicuro. È davvero semplice capire il procedimento, altrettanto venire a capo di molti dei livelli presenti, anche se il raggiungimento dello score perfetto, legato ad un numero minimo di spiriti da condurre fino al portale ed al numero di piante raccolto, rende le cose molto più interessanti per chi ha voglia di sfida e di spremere le proprie meningi oltremodo, in ognuno dei 46 livelli di gioco presenti.
RELAXL’apparire, prima, e l’essere, dopo, rilassante, non deve trarre in inganno chi decide di spendere i propri risparmi per far proprio Spirits. Grazie ad un level design appropriato, il titolo si concede il privilegio di entrare nella categoria di titoli adatti a tutti, ma con riserva. La curva di apprendimento è ben tarata, arrivando soltanto nei livelli conclusivi a toccarne di alti, che non tutti riusciranno a portare a termine al primo tentativo. Tutto questo senza causare frustrazione di turno, proprio per via di comparti tecnici ideali nel creare una atmosfera gioviale. Tuttavia, potrebbero portare alla noia il videogiocatore poco interessato e quello attento ad ogni minimo particolare; l’audio orchestrale, ad esempio, è stupendo nel breve, ma un pochino ripetitivo dopo la prima decina di livelli. Niente da ridire sullo stile grafico bicromatico disegnato a mano, che è perfetto per quel che Spirits è e per quel che rappresenta nel genere dei puzzle game, ossia un titolo da avvicinare senza fare le dovute presentazioni, ma da gustare pian piano ed ogni tanto, come passatempo non troppo abitudinario. È in tal modo che il prodotto di Spaces of Play raggiungerà il massimo grado di apprezzamento da ognuno di noi.
Stile grafico unico |
7.5 | Alla lunga un po' ripetitivo |
Rilassa mentre impegna | ||
| RILASSANTE | ||

