The Walking Dead: A Telltale Games Episode Four – Around Every Corner
Passeranno, ad occhio e croce, almeno altre sei/otto settimane prima che l’episodio conclusivo di The Walking Dead sarà disponibile, a meno che Telltale Games non voglia farci una gradita sorpresa. Quando venne annunciata la realizzazione di un videogame basato sul fumetto di Kirkman lo scetticismo fu tanto, visti i risultati altalenanti raggiunti con Jurassic Park: The Game e Back to the Future: The Game; a distanza di un bel po’ di mesi da quelle produzioni, e a circa sei dal primo episodio di The Walking Dead, possiamo dire che quello scetticismo (giustificato, a suo tempo, per carità) ora non ha più senso di esistere.
Around Every Corner, questo è il titolo del quarto episodio di cui oggi parleremo, porta qualche piccola aggiunta, senza strafare, ma nel finale…
SPARA AGLI ZOMBIECome accaduto per gli episodi precedenti, non faremo spoiler su aspetti riguardanti la trama, proprio per andare incontro a tutti coloro che attendono l’uscita dell’ultimo episodio per gustarsi, interamente, il videogioco ispirato al fumetto di The Walking Dead. Qualche premessa ed accenno, però, c’è bisogno di farli: nel terzo episodio, il nostro gruppo di “eroi” era finalmente riuscito a mettersi in viaggio su binario, viste le terribili condizioni in cui versava la zona che finora avevano occupato. Spostatisi in quel di Savannah, meta di viaggio dei genitori della piccola Clementine, Lee e gli altri si troveranno fin da subito nei guai. Around Every Corner: mai titolo fu più adatto, considerando che da ogni angolo (e grazie al riecheggiare di un suono di campana) orde ed orde di zombie sbucheranno intorno al gruppo ormai stanco, coi nervi a fior di pelle ed il morale a pezzi, per colpa di sconcertanti avvenimenti accaduti in precedenza. Verremo a conoscenza della situazione del posto, ben peggiore di quella riscontrata in Macon e dintorni; di una società disposta a sacrificare le vite di piccoli innocenti, piuttosto che cercare di affrontare la minaccia dell’infezione nel miglior modo possibile, ma faremo anche nuovi incontri (tanti), che contribuiranno a darci una mano in situazioni disperate. Perché, da sempre, l’unione fa la forza, anche se va detto che i nuovi personaggi incontrati non brillano così tanto.
Per una longevità intorno alle due ore, in linea con i precedenti episodi, The Walking Dead: Around Every Corner ha il merito di essere riuscito ad abbattere i “tempi morti” che in passato esistevano tra un passaggio particolarmente concitato ed un altro, facendolo tramite l’eliminazione di enigmi particolarmente complessi, in favore di altri decisamente semplici; in realtà, sarebbe anche una offesa bella e buona chiamarli enigmi. Questa sorta di “evoluzione”, o involuzione, a seconda dei punti di vista, c’è stata anche grazie alla massiccia presenza di fasi shooter. Non è sbagliato dire che Around Every Corner, piuttosto che per la trama, verrà ricordato per le molteplici kill da eseguire, pistola o fucile in mano, e per gli ultimi minuti finali che, anche tramite alcune scelte da compiere, cancellano tutto quanto visto e vissuto fino a quel momento e ci indirizzano con la mente, prima che col mouse o joypad in mano, al livello ultimo della serie: quello in cui Telltale Games tenterà, con tutte le sue forze, di regalare ai fan di The Walking Dead un epilogo degno di questo nome, senza rinunciare a scelte ed avvenimenti tristi o inaspettati, come ben messo in mostra nel finale di questo quarto episodio. E il titolo del quinto episodio, No Time Left, lo fa intendere non poco.
VOGLIAMO UN BEL FINALEForse, col quarto episodio, Telltale Games ha portato più novità dal punto di vista tecnico che altro. L’arrivo a Savannah, quindi nuove location, rendono decisamente bene considerando che l’engine proprietario di Telltale Games non è un mostro, in termini di resa grafica. Lo stile da fumetto è sempre ben marcato, in alcune location e per alcuni particolari lo si nota in maniera decisamente più netta di quanto possa apparire per ambientazioni più ampie e, finalmente, non abbiamo riscontrato alcun bug grafico e/o sonoro, segno che il team di sviluppo ha finalmente messo le toppe alle ultime falle presenti sul codice. Rimane il rammarico di essere, in un certo senso, vincolati ad “esplorare” location che spesso sono decisamente piccole, ma al contempo (come dicevano prima) queste permettono la riduzione dei tempi morti, a favore di fasi di gioco più veloci e con spunti di azione davvero frequenti. Riguardo al comparto audio, ancora una volta tanti dialoghi, interessanti e ben recitati, che donano ad ogni protagonista un tratto distintivo e delineano perfettamente emozioni e sensazioni vissute in quel momento, o fino a quel momento. Straordinaria Clementine, che Telltale Games ha saputo caratterizzare alla stragrande, donandole animazioni facciali e linee di dialogo che non risultano mai banali o scontate, al contrario, catturano il videogiocatore, che prova realmente pena o amore per quello che è il personaggio più bello di tutta la serie. Probabilmente, è il migliore tra quelli visti nei videogames rilasciati in questo anno 2012. Meritano anche gli effetti sonori e le musiche, che hanno subito un piccolo ampliamento di ottima qualità.
No Time Left, a questo punto, rappresenterà il punto di svolta della serie. Uno sviluppo attento e curato, oltre che importante dal punto di vista emozionale, deciderà le sorti di The Walking Dead fatto videogioco (da non confondere con quella “cosa” che porta il marchio Activision). Si parla già di sequel, di più stagioni, cose a cui Telltale Games ci ha già abituati in passato, quindi non sono da escludere. L’importante, però, è che l’avventura di Lee e Clementine abbia un finale di quelli che rimangono impressi, che strappano lacrime, perché no? Del resto è meglio non preoccuparsi fin da ora, se arriveranno altre stagioni saranno ben gradite, ma non si può vivere sempre e soltanto di The Walking Dead.
I colpi di scena nel finale |
7.5 | ... ma sono fin troppe |
Le fasi shooter... | Termina sul più bello | |
| SCONVOLGENTE | ||



