The Walking Dead: A Telltale Games Episode Two – Starved for Help
Previsto per fine maggio, Starved for Help è arrivato presso le principali piattaforme di distribuzione digitale soltanto da qualche giorno, segno che Telltale Games non ha voluto affrettare i tempi visto anche l’ottimo inizio che la serie ha riscosso, sia in termini di vendite che di pareri della critica. Una cosa, quest’ultima, che s’era rivelata molto altalenante per il team di sviluppo americano, ormai intento a tirare dalla propria parte i tanti fan di serie cinematografiche e TV di importante valore (Back to the Future, Jurassic Park, Law & Order tra gli ultimi loro progetti), con risultati soltanto in parte davvero apprezzabili.
DIETA A BASE DI ZOMBIE
Immaginate di essere in aperta campagna, o quasi, ed avere al vostro fianco un piccolo gruppi di uomini che cerca di rimanere in vita contro orde ed orde di zombie, senza auto, con l’ausilio di qualche arma e col senso di essere abbandonati ad un destino che, prima o poi, sarà più forte di tutto e tutti. La prima preoccupazione riguarderebbe, sicuramente, le scorte di cibo; stabilire le razioni, a seconda di età, sesso, resistenza fisica, importanza nella difesa del gruppo, è un compito difficile, che soltanto i leader possono fare. Starved for Help tratterà di questo tema, farà uso delle grandi sofferenze d’alimentazione del gruppo, scampato all’attacco del primo episodio, per narrare un altro spezzone di storia. Una storia che non racconteremo onde evitare di rovinare la sorpresa a chi non lo ha ancora giocato, ma introdurremo appena.
Tutto ha inizio tre mesi dopo l’incontro numero uno tra Lee e Clementine, i due protagonisti del gioco. Il primo, un ex professore universitario di 37 anni; la seconda, una tenera e dolcissima bambina di appena otto anni, spaventata dal mondo che la circonda perché rimasta (almeno temporaneamente) senza genitori, partiti per un viaggio nel peggior momento possibile. In questo secondo capitolo, Telltale Games ha inserito già in partenza alcuni nuovi personaggi, dei quali pian piano conosceremo svariati particolari; ma saranno altri, a rendere le cose molto interessanti…
A tante new-entry corrispondono altrettante scelte, che influenzeranno l’esito della nostra avventura, in modo più o meno piacevole. In particolare, sarà l’incontro di due fratelli, in possesso di una fattoria della zona, a dare un senso più profondo a tutto il gioco; questo, soprattutto nella seconda metà, con la prima che risulta essere decisamente più lenta e ragionata, di avvicinamento ai nuovi personaggi e ai loro stati d’animo, nonostante un inizio tutt’altro che soporifero o compassato.
Piuttosto, a differenza di ‘A New Day’, è stato impossibile fare a meno di notare la totale assenza di enigmi che, seppur di semplice difficoltà, erano presenti nel prequel. Questo ha portato la parte due di The Walking Dead ad essere più vicina ad una produzione cinematografica che ad un videogioco con basi gameplay importanti, eppure il risultato globale è di quelli esaltanti, per attenzione, trama ed immedesimazione. I dialoghi, allo stesso modo, non sono mai banali ed assumono una grande importanza, e consentono al gioco di andare avanti tramite scene filmate e qualche Quick Time Event nelle fasi più action, alle quali si affiancano quelle da punta-e-clicca (molto semplificato) e dell’impianto narrativo pesantemente influenzabile dalle decisioni che prenderemo.
DUE MESI DI TEMPO
La lunga attesa per questo sequel ci ha messo qualche dubbio ulteriore sulla bontà tecnica del prodotto. Sebbene la qualità dei tratti grafici in formato cel-shading, unita ad una palette cromatica sempre buona, sia rimasta quella vista in ‘A New Day’, è rimasta evidente qualche imperfezione a livello di textures e qualche rallentamento durante le fasi di gioco. Lo stesso è avvenuto per il comparto sonoro, che in alcune circostanze ha mostrato problemi nel livello audio dei doppiaggi, cosa peraltro già avvenuta (in maniera decisamente più massiccia) in Law & Order: Legacies.
Tirando le somme, quindi, nonostante il numero di location non sia così elevato, anche perché il carattere cinematografico del prodotto e la struttura episodica non vanno di pari passo con fasi esplorative approfondite attraverso ambientazioni numerose, i risultati tecnici raggiunti in ‘Starved for Help’ sono da considerare lievemente inferiori a quelli del primo capitolo, anche in virtù dei due mesi di tempo passati e che in alcun modo (a quanto pare) son serviti per migliorare in questi termini.
Con la speranza che a fine luglio arrivi il terzo episodio, A Long Road Ahead, l’investimento richiesto (400 Microsoft Points, equivalenti a circa cinque euro sul PSN) è ancora una volta ripagato. Chi era incerto sulla bontà della serie, e ha quindi preferito non sottoscrivere il season pass venduto a 25 euro, può iniziare a dormire sonni tranquilli. Certo, la scomparsa degli enigmi rappresenta un passo indietro, soprattutto per chi apprezza e conosce i prodotti Telltale Games da anni, ma le molteplici sfaccettature introdotte nel corso dell’avventura, grazie alle scelte che influenzano l’esperienza di gioco e si ripercuotono sul gruppo di sopravvissuti pronto a darci una mano, rappresentano il punto forte e di traino per questo The Walking Dead. Con due ore piene arriverete ai titoli di coda, ma grazie ai tre slot salvataggio sarà cosa buona e giusta iniziarlo di nuovo, optando per scelte diverse da quelle iniziali. E potrebbe cambiare tutto…
È un buon secondo capitolo |
7.5 | Ancora problemini tecnici |
Le scelte da compiere | La struttura episodica è snervante | |
Nessun enigma |



