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Recensione
TESTATO SU PSVITA
7 maggio 2013, 12:54
Thomas Was Alone
Thomas Was Alone mobile

Thomas Was Alone – Recensione

Pochi giorni fa abbiamo giocato e finito Thomas Was Alone, titolo dello sviluppatore indipendente londinese Mike Bithell uscito su PC la scorsa estate e che ora è approdato anche su PlayStation Network. Il gioco va a rimpolpare il florido catalogo di titoli appartenenti al genere platform che in questa generazione ha vissuto una sorta di età dell’oro. Fa sempre piacere agli amanti del genere un nuovo titolo ma per forza di cose, vista l’enorme offerta disponibile sui vari canali, è importante offrire qualcosa di diverso, di originale. Qualcosa che gli altri non hanno. Andiamo quindi a vedere come si comporta il gioco davanti a queste prerogative.

Thomas Was Alone

UN MONDO DA SCOPRIRE

Il titolo del gioco anticipa sia il nome di uno dei protagonisti, Thomas per l’appunto, sia un tassello della narrazione, uno degli aspetti su cui punta il gioco. Thomas è una IA che prende su schermo la forma di un rettangolo rosso, ma è anche un essere curioso e senziente, che nota come il mondo che lo circonda lo mette costantemente alla prova. Thomas era solo. Sì, perché durante il suo percorso fatto di salti da un posto all’altro per raggiungere un portale che lo conduce in un nuovo schema, incontrerà altre IA raffigurate con altre forme geometriche intrappolate all’interno dello stesso sistema. Ognuna di esse ha una propria personalità, così come una caratteristica e abilità peculiari, e sarà interessante vedere come relazioneranno fra loro. Il lavoro svolto dallo sviluppatore nel caratterizzare le forme geometriche attraverso una coinvolgente voce fuori campo (in Inglese sottotitolata in Italiano) è sicuramente ben riuscito coadiuvato da una bella quanto rilassante colonna sonora, un po’ stancante alla lunga, quasi ipnotica nelle fasi finali, creando insieme alla grafica semplice e minimalista, un’esperienza davvero suggestiva.

La trama è un elemento da prendere in forte considerazione, dato che nella maggior parte delle volte in questo genere la storia è poco più che un pretesto per giustificare gli spostamenti del protagonista. Qui si vuole raccontare una storia e anche in modo diverso, utilizzando una voce che descrive le sensazioni e le emozioni di oggetti, che a tratti dimentichiamo essere inanimati. Se il lato narrativo è un punto saldo dell’intera esperienza, ben riuscito, non altrettanto possiamo dire della storia in sé. Soprattutto nelle battute finali perde compattezza e finisce per essere anche un po’ pretestuosa.

LA SEMPLICITÁ ALLA BASE DI TUTTO

Alla base di tutto c’è un platform, le cui meccaniche si basano sulle abilità “fisiche”, sia nelle forma geometrica che quella atletica, dei protagonisti. Thomas è dotato di un discreto salto per esempio, non altrettanto si può dire di Chris invece. Un quadrato basso e arancione che avrà bisogno di un aiuto costante nel raggiungere piattaforme altrimenti irraggiungibili per lui, ma sarà di grande aiuto per addentrarsi in piccoli e stretti cunicoli. Ancora, abbiamo John dalla forma snella e lunga in grado di saltare molto in alto o Claire un quadrato blu in grado galleggiare sull’acqua, e altri ancora. Come detto poc’anzi, l’aspetto grafico è minimalista. Tutto è rappresentato da forme geometriche uniformi e qualche sorgente di luce. Il mondo di gioco creato così come le meccaniche che sono alla base, sono semplici. Segno che forse dietro c’è una precisa scelta dello sviluppatore. Difatti quelle semplici ed elementari forme geometriche suggeriscono in modo abbastanza evidente la soluzione agli ostacoli che i protagonisti dovranno affrontare. Se il passaggio da una piattaforma a un’altra sarà separato dall’acqua, sapremo  benissimo che dovremo utilizzare Claire per traghettare i nostri compagni. Per raggiungere qualche piattaforma più elevata dove attivare un interruttore, utilizzeremo sicuramente John, e così via. Per cui gli amanti delle sfide impegnative sono avvisati. Se è questo quello che cercate, non lo troverete in Thomas Was Alone.

La progressione di gioco che si estende all’interno di 100 livelli per una durata complessiva che difficilmente supererà le cinque ore, aggiungendo qualche sezione di gioco extra alla raccolta dei collezionabili (due per ogni dieci livelli), sarà semplice e lineare, ma con una buona varietà. Man mano verranno proposte situazioni di gioco diverse, che cambieranno le carte in tavola, rendendo comunque piacevole la progressione. Come per esempio la meccanica della gravità, oppure l’utilizzo di alcuni elementi che doneranno ai protagonisti delle proprietà aggiuntive come fare un doppio salto piuttosto che poter galleggiare sull’acqua o diventare un trampolino per i nostri compagni. Ancora sezioni, che abbiamo trovato molto piacevoli,  che chiedono di attivare degli interruttori per liberare il passaggio ai nostri compagni all’interno di quadri labirintici, sempre molto facili. Le uniche parti noiose, poche, sono quelle che vedono aiutare il povero Chris salire delle scalinate a volte un po’ troppo lunghe dovendo ripetere più volte la stessa azione con la possibilità di incappare, nella noia, in un errore che ci costringerà a ripetere tutto da capo. Il level design è in definitiva discreto, in linea con l’animo sobrio del gioco.

Immagine anteprima YouTube
IN CONCLUSIONE
Thomas Was Alone è un platform consigliato a quelli che vogliono provare qualcosa di diverso dal punto di vista della narrazione e del coinvolgimento, e anche ai novizi che magari troppe volte si sono tirati indietro dinanzi a un platform, spaventati dalla difficoltà. E’ infatti possibile vedere Thomas Was Alone come un piccolo compendio delle meccaniche base di un platform. Allo zoccolo duro degli appassionati i 7,49 euro richiesti saranno un po’ troppi per un’esperienza sì piacevole e suggestiva per lunghi tratti, ma poco longeva e facile. Quest’ultimo è un avvertimento più che un difetto visto che questa è una scelta dello sviluppatore che ha comunque dimostrato una grande attenzione nel creare un mondo di gioco coerente. Disponibile sia su PS3 sia su PS Vita, il nostro consiglio è di giocare il titolo su quest’ultima, la cui esperienza più rilassata ben si sposa con la natura portatile del dispositivo.
Pro-1
Narrazione suggestiva e coinvolgente
7.5
Contro-1
La storia perde compattezza sul finire
Pro-2
Progressione abbastanza varia e piacevole...
Contro-2
... Ma semplice e manca di spunti orginali
Pro-3
Mondo di gioco coerente
Contro-3
Poco longevo e bassissima rigiocabilità
SEMPLICE NELLA FORMA E NELLO SPIRITO
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