Tiny and Big: Grandpa’s Leftovers – Recensione
Come spesso accade nel panorama indie, da un giorno ad un altro si possono scoprire nuovi piccoli capolavori, passati probabilmente inosservati a causa della routine piena densa di sponsorizzazioni e pubblicità che i giochi tripla A lanciano mesi e mesi prima il loro rilascio ufficiale. Il gioco che a breve analizzeremo è uno di questi, sebbene i riconoscimenti ottenuti l’anno scorso (anche in manifestazioni importanti come l’indiePub e l’IGF) erano già sentore di qualcosa d’importante: un videogioco divertente, allegro e a tratti geniale!
ALLA RICERCA DELLA MUTANDA PERDUTA!!!
Il pretesto col quale Tiny and Big: Grandpa’s Leftovers ci catapulterà nel mondo di gioco è assolutamente simpatico: nei panni di Tiny, un ragazzo spensierato, ci lanceremo in una avventura nel deserto per inseguire Big, suo acerrimo rivale, che ha rubato l’eredità lasciatagli dal nonno: un paio di mutandoni bianchi! C’è da ridere, e tanto, a quello che lo sviluppatore tedesco è arrivato a pensare!
Come si può capire, però, la trama rappresenta soltanto una piccola parte della vera esperienza di gioco, come spesso capita per i giochi indipendenti. Il bello sta in quello che potremo fare, di location in location, avvalendoci di tre utili strumenti: un laser, una corda con gancio e dei razzi. Con infinite possibilità, potremo modificare come preferiamo ogni elemento, eccezion fatta per il suolo calpestabile. Quindi, affettare tramite il laser e spostare i vari pezzi con la fune, magari farne volare altri tramite l’ausilio di potenti razzi, è la routine di questo gioco originale, che riesce a divertire e stimolare il videogiocatore nella creazione di percorsi utili per raggiungere determinate postazioni, andando alla ricerca di cassette audio che amplificano le sensazioni di gioco, e proseguendo la caccia nei confronti di Big per riportare a casa le mutande del caro nonno!
Anche l’aspetto visivo è di quelli ricercati, con effetti grafici a matita e l’uso del cel-shading che rendono giustizia a questo piccolo capolavoro di Black Pants Game Studio, capace di strappare tante risate e regalare fasi di gioco rilassanti e in compagnia di un’ottima selezione di tracce musicali.
È TUTTA FARINA DEL LORO SACCO
Tutto quel che potremo combinare all’interno delle varie ambientazioni è sorretto da un motore proprietario, lo Scape Engine, che rappresenta di certo un lavoro interessante per via del motore fisico implementato al suo interno (davvero ottimo). Lo stesso, inoltre, include importanti features come il 3D audio ed il multi-core rendering. Per contro, anche a causa della sua giovane età e del fatto che mostra le sue doti per la prima volta in Tiny and Big, provoca uno sfruttamento delle risorse PC un pelino sopra la norma di quelle che indie del genere dovrebbero richiedere. Niente di sconvolgente, comunque, visto che il gioco risulta godibilissimo anche su computer meno perfomanti. Per il resto, Tiny and Big: Grandpa’s Leftovers fa uso di ambientazioni perlopiù desertiche, quindi i colori messi in maggior risalto sono quelli classici che compongono la morfologia di quei luoghi. L’importante è, però, che all’interno di esse ci siano tanti elementi distruttibili, ideali per creare percorsi e raggiungere vette fino a poco prima soltanto ammirate. Ottimo anche il campionario delle animazioni, semplici ma che bene rendono nel contesto di gioco.
Menzione a parte per tutto il comparto audio, maestoso dall’inizio alla fine per le tracce che il team di sviluppo ha inserito grazie alla collaborazione di ben 10 gruppi musicali indie, che hanno concesso gratuitamente le licenze per il loro utilizzo al team di sviluppo. Qui trovate la soundtrack completa, con tanto di brano di lancio a cura di un gruppo tedesco: i 3typen. Le tracce audio rappresentano il vero punto forte del gioco, tanto che per poterle ascoltare tutte bisognerà andare alla loro ricerca; potremo anche cambiarle, per ascoltare quelle che più ci piacciono, per mezzo della radio di Tiny and Big, assolutamente utile e versatile. Per quanto riguarda il doppiaggio e gli effetti ambientali, c’è poc’altro da aggiungere: i dialoghi vanno avanti tramite fumetto e strani versi dei protagonisti, mentre gli effetti ambientali si mostrano di buona qualità.
Considerando che Black Pants Game Studio è formato da soli cinque elementi, tre programmatori, un animatore e un comic artist, non si può non elogiare il risultato finale raggiunto da Tiny and Big: Grandpa’s Leftovers. A questi si è aggiunto un collaboratore esterno che ha dato ulteriore aiuto sulle animazioni, ma il fattore che li accomuna è, per certo, la passione per i videogiochi e la volontà di voler creare qualcosa che catturasse per innovazione e simpatia. Questa l’idea base di tutto e, dopo aver passato un gran bel numero di ore sul gioco, possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto egregiamente. In un periodo abbastanza vuoto di uscite importanti, dargli una seria possibilità non sarebbe affatto male, soprattutto se, facendolo, si riesce a comprendere dove sia arrivato un piccolo gruppo di uomini, di ragazzi, spinti soltanto dalla passione e da menti brillanti, ovviamente!
Fresco, originale, divertente |
8.5 | Dà dipendenza |
Audio incredibilemente stimolante | La trama poteva essere più interessante | |
