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Recensione
TESTATO SU PC
9 gennaio 2013, 10:17
To the Moon
To the Moon mobile

To the Moon – Recensione

C’era un tempo in cui videogiochi d’avventura, erano semplicemente dei testi interattivi, rarissime immagini sullo schermo corredavano un testo, dove il giocatore doveva scegliere le parole adatte per andare avanti con l’avventura. Le avventure testuali hanno lasciato poi il posto alle avventure punta-e-clicca…ma a volte il passato ritorna, seppur in forme diverse.

Kan “Reives” Gao, facendo tesoro del motore RPG Maker, ha deciso di resuscitare questo genere, con titoli come Do you remember my Lullaby? e The Mirror Lied, raccontando degli eventi e facendoli vivere al giocatore solo con la rappresentazione delle immagini, riducendo fortemente il concetto di videogioco. Questo To the Moon è il primo titolo commerciale di Kan Gao e il suo team, che per meglio completare e rendere appetibile il loro stile di raccontare una storia, hanno inserito alcune meccaniche di gioco che lo fanno somigliare ad un mix tra un GDR e un Puzzle Game.
Ma può ancora oggi un gioco con uno stile retrò anni 90, ritagliarsi uno spazio nel mondo dei videogiochi odierni in alta definizione? Noi di Z-giochi pensiamo che le vere perle videoludiche nascano quando il videogioco sposa l’arte. Vediamo come ci riesce To the Moon…

Un ultimo desiderio

To the Moon non è un videogioco, ma un viaggio. Non si parla di un viaggio nella Luna come potrebbe trarre in inganno il titolo, ma un viaggio nella mente di Johnny Wyles un pover uomo che nel suol letto di morte ha espresso il desiderio di andare sulla Luna. Desiderio insolito, ma che può essere realizzato dalla Sigmund Corp. ovvero una società che possiede una tecnologia in grado di impiantare dei ricordi artificiali nella mente delle persone che vogliono vivere delle scelte, delle emozioni, delle avventure che in punto di morte vorrebbero vivere prima del trapasso. È questo il compito dei due protagonisti, la dottoressa Eva Rosalene e il Dr. Neil Watts, impiegati della Sigmund Corp. portare Johnny sulla Luna, collegandosi ai ricordi di un’intera vita passata, e raccogliendo informazioni utili ad inserire il ricordo di un viaggio sulla Luna. Quest’ultima volontà di Johnny rimarrà oscura per tutta la durata del gioco, e toccherà ai due dottori capire il motivo di questo desiderio. I due protagonisti si ritroveranno nella dimora di Johnny, in prossimità di un faro…ma soprattutto vagheranno a ritroso nei ricordi di Johnny venendo a conoscenza di come egli ha conosciuto la defunta moglie River, e di come ha passato i primi anni della sua infanzia, andando a scoprire dettagli insoliti, ma significativi nella vita di Johnny. Il dualismo formato dai due protagonisti, risulta davvero stupefacente, creando sin dai primi minuti di gioco una fortissima caratterizzazione della determinata dottoressa Eve, e dell’ironico Neil, formando una coppia perfetta, inserendosi in contesti narrativi che non appartengono alle loro vite, ma a quella del moribondo, riuscendo tuttavia a cogliere e perfino a sdrammatizzare con singolare comicità momenti significativi e delicati dei ricordi di Johnny.

Ogni mini viaggio compiuto nella mente di Johnny è legato alla sua età, ma ancor più importanti sono le persone, oggetti e perfino profumi che caratterizzano quel ricordo, tutti elementi che i due dottori dovranno scoprire negli ambienti di gioco. Ogni elemento va a comporre delle sfere colorate che troveremo sul fondo dello schermo, e una volta trovati tutti gli elementi di cui abbiamo bisogno (nemmeno tanto celati), si potrà “preparare” il ricordo successivo, facendo capo ad un puzzle tipico da “gioco del 15”, ovvero sistemare delle tessere che compongono, nel giusto ordine, un’immagine. Ebbene signore e signori, l’intero sistema di gioco è quello appena descritto, la ricerca di questi elementi-sfera, il puzzle…e poi tante righe di dialogo, dove non si effettuano scelte. Anche l’inventario presente nel gioco, vi servirà solo per raccogliere alcune note durante l’avventura, e a nient’altro.

Tuttavia, la totale linearità del gioco, viene accompagnata dalle piccole sfide appena descritte giusto per smorzare i tempi narrativi, ciononostante bisogna riconoscere che il vero punto di forza di questo titolo dei Freebird Games è solo ed esclusivamente l’intreccio narrativo che lo compone: la storia trattata, non è tipica di un videogioco e nemmeno di un anime, ma bensì degna di un romanzo in grado di catturare il lettore – o il giocatore in questo caso – fino alla fine delle quattro ore di gioco. Lo sviluppo della trama prende pieghe sempre inaspettate e affascinanti sulla vita di Johnny e sulla storia d’amore con la moglie River, che vi spingeranno sempre di più a comprendere il desiderio di Johnny di raggiungere la Luna. Sono tantissime le scene toccanti che vi rimarranno in mente, e quando avrete finito questo Primo Episodio ( decisamente poco velata la decisione del team di fare quindi dei seguiti), rimpiangerete di averlo finito troppo presto, spingendovi a rigiocarlo per meglio comprendere alcuni spunti narrativi, per riavere la compagnia di Neil e Eva, o ancora soltanto per riascoltare il tema musicale davvero indimenticabile.

Un’opera vecchio stile

Il lavoro svolto da Kan Gao nei suoi giochi precedenti si riversa anche in questo To the Moon, interamente scritto con RPG Maker, regalando ancora una volta quello che solo all’apparenza sembra un gdr vecchio stile, grazie alla grafica isometrica tipica dall’alto, e la caricaturale caratterizzazione dei personaggi di gioco in pieno stile orientale. I nostri protagonisti vengono gestiti benissimo con mouse o tastiera, in base alle vostre preferenze di gioco, mentre il motore grafico ormai un classico, permette di essere gestito anche dai PC più datati. Disponibile solo attraverso la distribuzione digitale, ad un prezzo veramente interessante per la longevità già citata, l’intero gioco ha i sottotitoli in Inglese e Italiano che al meglio vi faranno comprendere la sua trama.

Innegabile l’enorme qualità e capacità di Kan Gao come compositore musicale: originale l’intera colonna sonora che accompagna le avventure di Eva e Neil nei meandri della mente di Johnny, sempre adatte alle sfumature della trama, con un pianoforte che vi catturerà per la dolcezza e la bellezza dei motivi musicali ricercati. Inoltre la stessa OST è possibile acquistarla separatamente dal gioco, e parte del ricavato andrà a finanziare una società di ricerca sull’autismo.

Immagine anteprima YouTube
IN CONCLUSIONE
To the moon non è un vero videogioco nel senso strutturale della parola “gioco”, ma un'esperienza narrativa interattiva, come pochi film, giochi o libri riescono oggi a fare. Sicuramente forte di una narrazione perfetta degli eventi, la cura magistrale dedicata ad ogni aspetto del titolo con un motore grafico che per molti potrà sembrare obsoleto, ma come ogni strumento, in base agli utilizzi può regalare quelle emozioni che una volta davano i videogiochi, appoggiandosi al lato emotivo di ognuno di noi. Veri sposalizi artistici di gioco, sceneggiatura e musica come questo To the Moon, fanno sì che piccoli programmatori riescano ancora oggi a far sognare veramente le persone davanti ad un “videogioco”.
Pro-1
Trama meravigliosa e toccante
9
Contro-1
Gameplay troppo semplice e limitato
Pro-2
Musiche indimenticabili
Contro-2
Vi dispiacerà averlo finito troppo presto
Pro-3
Non stanca fino alla fine
UN TUFFO NEL CUORE
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