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Recensione
TESTATO SU PC
16 ottobre 2012, 8:44
Tryst
Tryst mobile

Tryst – Recensione

Non è un caso che negli ultimi anni siano aumentate le software house indipendenti provenienti dall’Est, anche perché il digital delivery ha aperto le porte del mondo videoludico un po’ a tutti. Oggi parleremo di Tryst, un RTS sviluppato da BlueGiant Interactive, azienda indipendente situata in India, che è alla sua seconda produzione. Composta da un team di circa venti giovani sviluppatori, tutti veri appassionati del Videogioco, l’obiettivo era quello di spazzare via un esordio abbastanza compromettente (quello di APOX Legend) con un prodotto dello stesso genere, ma di un livello qualitativo ben superiore. Ci saranno riusciti?

Tryst.PC

STARCRAFT INSEGNA

2900. Un futuro davvero lontano, in un pianeta (Ishtonia IV) in cui convivono due fazioni: quella umana ed una aliena senziente, chiamata Zali, un tempo disposta alla collaborazione per l’estrazione e la successiva lavorazione di un raro composto, il Lohum. I tempi di pace son finiti da un pezzo, come le premesse iniziali, esposte tramite un paio di brevi video introduttivi, ci fanno capire. Ora, il pianeta è diventato raduno di scontri durissimi e nessun accordo o proposta di pace, seppur provvisoria, ha dato esito positivo. Questo è il setting scelto dagli sviluppatori per proporre la breve campagna in singolo giocatore di Tryst; modalità che, è meglio metterlo in chiaro, funge esclusivamente da tutorial, piuttosto che da carnosa e succulenta vicenda con scontri all’ultimo sangue! Durante le soli cinque missioni di gioco, Tryst ci insegna e ci fa comprendere al meglio le meccaniche di gioco, che per un amante degli strategici appariranno chiare fin dalle prime battute, quindi ci catapulta all’interno del conflitto per porre fine alla guerra tra le due fazioni, nei panni di un soldato umano.

Le modalità gustose sono ben altre: la skirmish e quella multiplayer online fino a 8 giocatori, entrambe molto valide e divertenti da affrontare. Scelta una delle due fazioni presenti, entrambe ben bilanciate e contraddistinte degnamente, si inizia a fare sul serio. Partendo con una o con l’altra, lo scopo è sempre il medesimo: conquistare strutture, dalle più disparate e con diverse funzioni, passando alla produzione dei rinforzi; quindi, unità di soccorso per consentire la cura dei soldati feriti in battaglia, almeno nel caso si tratti di truppe umane. Ad accompagnarle, alcune unità speciali che faranno sentire il proprio peso in termini di costo di risorse, come i droni e dei soldati corazzati, ma che si rivelano assolutamente utili nei conflitti aperti. Dalla parte degli Zali, invece, le unità sono un po’ più originali e vanno dal Morpher, che consente la creazione di potenti esseri meccanici capaci di costituirsi in un corpo unico, all’Harvester, o unità di supporto, che può comporre dei droni raccogliendo i resti degli Zali caduti sul campo di battaglia, arrivando ad una terza classe capace di attacchi corrosivi. La differenza principe risiede nell’albero delle abilità col quale Tryst consente il potenziamento di ogni unità, che si differenzia maggiormente per gli Zali, a seconda della tipologia di tempio che abbiamo scelto.

PROMOSSO PER IL CORAGGIO

Pur prendendo spunto da titoli di livello mondiale, il videogioco dello sviluppatore indiano non rinuncia a qualche importante e nuovo spunto come quello dello strutture, dicevamo poc’anzi che bisogna conquistarle sul campo di battaglia, non costruirle. Una particolarità interessante, che consente di fare una seppur minima distinzione dai titoli del genere. Le strutture, quindi, disposte all’interno della mappa, vanno conquistate, protette e difese; soltanto così riusciremo a garantirci gli eventuali benefici che ne conseguono. Le azioni di gioco, così facendo, si rivelano interessanti e ben più veloci di quelle a cui produzioni come StarCraft ci hanno abituato, rappresentando un ottimo compromesso per il novizio stratega e quello un po’ più affermato, che può comunque raggiungere ottime soddisfazioni con questo prodotto semplice e poco costoso.

Chiudiamo con qualche considerazione dal punto di vista esclusivamente tecnico. Il motore grafico proprietario, l’Unigine, funziona bene soprattutto in termini di scalabiltà, ma impostando i dettagli al massimo è possibile notare un utilizzo delle risorse hardware ben al di sopra di quello che un titolo tecnicamente soltanto sufficiente dovrebbe sfruttare. Le mappe di gioco, la realizzazione delle unità, non danno mai l’impressione di essere realizzate con cura magistrale, ma va anche messo in conto che la natura indie del prodotto, unita all’ottima capacità organizzativa e lavorativa sfruttate per la creazione di un proprio engine grafico, fanno chiudere un occhio su una qualità finale, in termini di textures e colori, non così esaltante. Lo stesso possiamo dire a riguardo del comparto sonoro, che è molto limitato, ma discreto per effetti e doppiaggi.

Immagine anteprima YouTube
IN CONCLUSIONE
Tryst è un prodotto interessante, che prende spunto dai mostri sacri del genere per divertire il videogiocatore di turno. Dopo il passo falso iniziale di qualche tempo fa, già citato in apertura e che si rifà al nome, forse da pochi conosciuti, di APOX Legend, lo sviluppatore ha tirato fuori dal cilindro un RTS che di originale ha pochissimo, ma che si lascia giocare e rappresenta un buon antipasto al prossimo StarCraft...
Pro-1
È un buon RTS indipendente
7
Contro-1
Il single player è solo un buon tutorial
Contro-2
Tecnicamente ha dei limiti
UN BUON PASSATEMPO
COMMENTI