Robot Rescue Revolution – Recensione
Arrivato a fine 2013 su PlayStation 3, Robot Rescue Revolution soltanto recentemente è apparso sul catalogo digitale di Steam; abbiamo avuto modo di provarlo – oltre che di testare anche un altro titolo dello stesso sviluppatore di cui pubblicheremo la recensione nel pomeriggio, Heavy Rain: Afghanistan – per stabilire che si è saputo confezionare un puzzle game di stampo casual divertente nel breve/medio periodo, pur affidandosi a meccaniche non nuove nel genere.
ROBOT CADUTI IN TRAPPOLASappiamo quanto poco basti per realizzare un puzzle game al giorno d’oggi, proprio per questo assieme al genere platform è uno dei più sviluppati da team indipendenti, sia perché con un buon concept di base si può arrivare alla conclusione del progetto senza grosse spese, e sia perché feature quali il Workshop di Steam aiutano – e non poco – ad estenderne la longevità, senza che sia lo sviluppatore stesso a metterci mano. Sì, probabilmente questo non è un modo di fare apprezzato da tutti, ma quando si è indipendenti, in pochi e con scarsità di fondi, di tempo per lavorare ad espansioni se ne trova davvero poco, soprattutto quando le vendite non rispettano le previsioni nonostante un prezzo di lancio tutt’altro che elevato. Un po’ quello che è accaduto con Robot Rescue Revolution, giunto piuttosto silenziosamente su PlayStation 3 l’anno scorso e arrivato ancor più in sordina su Steam da qualche settimana, ad un prezzo di ben due euro al di sotto della versione ancora disponibile sul PlayStation Network. Il titolo per meccaniche ricorda abbastanza Chu Chu Rocket arrivato su Dreamcast: il nostro compito sarà quello di guidare uno o più robot – simultaneamente – all’interno di livelli pieni zeppi di trappole, mine, esplosivi, portali, buche, in modo tale da consentire loro di raggiungere un punto di estrazione ben evidenziato. I primi tre livelli fungono da tutorial, ma basta davvero poco per capire come muoversi all’interno di questa produzione, che superato l’impatto iniziale ci getterà in faccia puzzle e percorsi sempre più ardui da risolvere, per i quali servirà ingegno e buon colpo d’occhio, oltre che qualche ulteriore tentativo. Complicheranno le cose speciali interruttori da attivare che consentiranno ai robot di avanzare nel percorso, e anche il più piccolo errore potrebbe portare al game over, con conseguente riavvio dello stage.
L’idea è carina, anche se non originale, e funziona bene, divertendo anche i più piccini per via delle grafiche molto colorate e cartoonesche, che di certo però non brillano per qualità dei dettagli. Oltretutto, del contorno non ci si può lamentare più di tanto, considerando che in quanto a level design, varietà e trappole, il team di sviluppo ha fatto un lavoro più che discreto. Con oltre 100 livelli di base e tanti altri giocabili grazie al level editor (condiviso tra versione PC e PS3), che permette di creare nuovi contenuti e pubblicarli online, la longevità è ottima, ma Robot Rescue Revolution anche a causa del suo essere sostanzialmente un puzzle game di stampo casual non fornisce al giocatore lo spunto per passare più di una quindicina di minuti al giorno sui suoi schemi e percorsi. Viene incentivata la rigiocabilità grazie al classico sistema a stellette, legato principalmente al tempo impiegato per portare a termine il livello, e alle classifiche online, ma in solitaria stanca piuttosto presto, mentre in modalità cooperativa offline le cose possono protrarsi un po’ più a lungo, ma non per molto. Non per forza un male, tenendo conto che il videogioco è stato sviluppato con l’intento di intrattenere tutti per piccoli momenti di svago, e siamo rimasti decisamente contenti dei controlli solidi e precisi, sia tramite tastiera che tramite gamepad, aspetto indispensabile in Robot Rescue Revolution. Come tanti altri videogiochi giunti su Steam, anche qui troverete achievements e carte collezionabili, quindi per i “completisti” questo potrebbe rappresentare un ulteriore incentivo all’acquisto, a prezzo pieno o scontato, anche se qualcosina in più dal punto di vista del sonoro avrebbe garantito più immersione alle fasi di gioco, al momento “sostenute” da soli effetti sonori di cui farete volentieri a meno fin dalla prima partita avviata.
Puzzle ben congegnati |
7 | Adatto solo a brevi momenti di svago |
Level editor | Tecnicamente non brilla, ma in ambito audio si sarebbe dovuto osare di più | |
| SALVA I ROBOT, ATTENTO ALLE MINE | ||

