Shadowrun Returns – Recensione
Quando un annetto fa vedemmo su Kickstarter la raccolta fondi di Jordan Weisman si scatenò in noi un fiume di ricordi. Shadowrun è stato uno di quei giochi che ci ha divertito ed esaltato quando la barba doveva ancora crescerci ma che a differenza di Megaman e di altri capolavori è rimasto relegato nei lontani anni ’90 senza nessun reale seguito per quasi 20 anni.
Per noi, eternamente alla ricerca di nuove e vecchie emozioni, era un obbligo morale finanziare un progetto tanto interessante ed ora, dopo poco più di un anno e due milioni di dollari raccolti, Shadowrun Returns è realtà, ma ne sarà valsa la pena? Scopriamolo!
RITORNO ALLE ORIGINI
Prima di poter parlare del nuovo Shadowrun Returns è bene sapere che questa serie si basa su “Shadowrun roleplay game”. Contrariamente a quello che pensa la maggior parte del mondo, Dungeons and Dragons non è l’unico gioco di ruolo cartaceo esistente, anzi, in commercio è presente una larghissima varietà di titoli che affrontano ogni epoca o contesto storico immaginabile. L’universo di Shadowrun ci racconta di avventure ambientate in un futuro non troppo lontano dove improvvisamente la magia si è risvegliata e si è imposta con prepotenza nel mondo, donando nuove abilità e trasformando alcuni sfortunati umani in elfi, nani, goblin e troll. I nuovi poteri hanno cambiato radicalmente i vecchi equilibri sociali, i governi sono crollati e le vecchie monete sono carta straccia. La nuova società ha costruito un nuovo modello d’ordine civile, nel contempo mega corporazioni agiscono come governo ombra in territori dove i vecchi confini sono stati fortemente ridisegnati. Con queste premesse Shadowrun ha affascinato i giocatori di tutto il mondo e da anni è il punto di riferimento delle avventure cyberpunk cartacee.
Fin da primo approccio Shadowrun Returns si presenta decisamente molto bene. Prima di iniziare l’avventura vi verrà chiesto di creare un eroe su misura con tutte le caratteristiche liberamente modificabili. Dopo la classica scelta di sesso e razza, ognuna soggetta a particolari modificatori, è il momento di decidere quale classe interpretare; queste, nonostante vengano presentate con nomi diversi dal solito, sono quelle che conosciamo da sempre come il guerriero o l’invocatore, a portare un po’ di novità ci pensano però le interessanti abilità legate alla tecnologia o alla raccolta di informazioni tramite hacking, volendo potrete creare la vostra classe su misura mixando svariate skill. Oltre alle statistiche e al ruolo ci verrà chiesto di selezionare una “etichetta” per il nostro personaggio, elemento che indica la nostra provenienza o l’estrazione sociale: questa andrà ad influire nei dialoghi per tutto il corso dell’avventura. Nonostante un’apertura non troppo originale, fin dalle prime fasi è evidente come la storia e tutti i dialoghi coprano un ruolo di primo piano, non siamo ai livelli di Planescape Torment ma tutti i discorsi si assestano su un buon livello sia di realismo che di complessità. Meglio chiarire fin da subito che questo non è un gioco dove i protagonisti rispondono a monosillabi, i testi sono tanti e ben strutturati, volendo si possono saltare tutti e buttarsi semplicemente nella missione, ma si verrebbe a perdere quasi tutto il fascino del mondo di Shadowrun; insomma se non avete voglia di leggere è meglio cercare un altro gioco. Al momento, tutti i testi sono solamente in Inglese, ma sono già state annunciate le traduzioni in tutte le lingue principali, che non arriveranno prima di questo autunno. Dialoghi e trama non sono mai troppo complicati, nonostante questo siamo consci che potrebbero risultare ostici a chi non possiede una grande dimestichezza con la lingua anglosassone.
Il gioco presenta una visuale dall’alto, isometrica, molto old-school ma allo stesso tempo propone modelli ed animazioni realizzati in maniera egregia. Tutto quello che si vede e si legge in Shadowrun Returns ha un sapore artigianale, bello curato e a volte imperfetto, ma estremamente personale. Tutte le ambientazioni sono ricche di particolari e mostrano una grande cura nella fase di creazione, anche se dispiace un po’ per l’interattività estremamente limitata: ci sono tantissimi elementi sullo schermo ma sono veramente pochi quelli con cui potremo interagire, inoltre in ogni area troveremo due o tre icone che ci indicheranno sempre dove andare e con chi potremo parlare, cosa che porta a zero il fattore esplorazione e la rigiocabilità. Uno dei principali problemi del gioco è di fatto l’eccessiva linearità, più per una strampalata scelta di gameplay che per pigrizia; tutta la campagna principale lascia pochissimo spazio alle divagazioni. Sarebbe costato molto poco inserire l’esplorazione libera ed un paio di side quest, sfortunatamente queste mancano completamente. Altra mancanza che farà storcere il naso ai puristi del genere è quella di vere e proprie decisioni morali visto che durante i dialoghi troveremo risposte da poter sbloccare solo se avremo caratteristiche abbastanza alte; nonostante questo le nostre risposte andranno a modificare solamente l’approccio alla missione, non l’esito finale. Se è deciso da copione che la missione vada bene, questa andrà bene, anche se litigherete con tutti e lascerete morire qualsiasi vostro compagno.
Il sistema di combattimento è a turni e funziona bene. Ad ogni giro potremo gestire ogni elemento della nostra squadra ed ognuno avrà un limitato numero di action point. Questi serviranno sia per gli spostamenti, sia per attaccare o compiere tutte le azioni di contorno come ricaricare o curarsi. A mettere un po’ di pepe nei combattimenti ci pensano le coperture, infatti nei luoghi degli scontri troveremo armadi o scrivanie dietro cui ripararci, che andranno a modificare le linee di tiro e le possibilità di colpire o meno gli avversari. I combattimenti si eseguono principalmente con armi da fuoco e magie, volendo potremo inoltre evocare demoni che ci aiutino nella battaglia. Dispiace constatare come gli scontri siano abbastanza facili, bisogna portare il livello di difficoltà al massimo per avere una sfida un minimo più seria, ma anche in questo caso non è mai esagerata. La facilità dei combattimenti non è dettata tanto da una IA insufficiente, anzi i nemici eseguono azioni interessanti, quanto da un limitatissimo uso dei poteri a loro disposizione. Raramente i nemici usano tutte le magie di supporto e ciò renderebbe di certo la battaglia molto più interessante.
Tale scelta va incontro probabilmente ad un sistema di salvataggio decisamente poco funzionale. Per una serie di decisioni che fatichiamo a comprendere, al posto del classico e comodo quicksave esiste unicamente l’autosave. All’inizio di ogni nuova area il gioco salva in automatico, scelta che può ricordare i save point di una volta, ma che risulta comunque estremamente scomoda. Nonostante questi difetti, le circa 19 ore che vi richiederà la campagna principale sono più che piacevoli, intrattenendo con una storia interessante e in ambientazioni curate e ricche di atmosfera anche se resta un po’ l’impressione che sia tutta una grande demo o una vetrina per qualcosa di più grosso. Acquistando Shadowrun Returns non comprerete solo il gioco, ma anche un set di regole ed un potente editor con il quale ognuno potrà creare le proprie avventure e condividerle con il resto del mondo. La presenza di contenuti degli utenti, nonché di campagne aggiuntive, ci viene palesato fin dall’inizio, quando potremo selezionare l’avventura principale o caricare dal server quelle degli altri giocatori. L’editor a disposizione ha il sapore di uno strumento professionale, non è un semplice drag & drop e probabilmente ai giocatori meno interessati risulterà incomprensibile. Nonostante la scarsa immediatezza, sono reperibili le prime guide e sono già usciti i primi contenuti degli utenti, segno che una volta presa un po’ di dimestichezza non è eccessivamente complicato utilizzarlo. Avendolo provato un bel po’, ne abbiamo apprezzato il potenziale e la quantità di scelte a disposizione, quindi possiamo assicurarvi che le campagne personali potranno godere della più assoluta libertà di esplorazione, cosa che probabilmente troveremo nei DLC che di certo arriveranno nei prossimi mesi.
Ritorno dei GdR old-school |
8 | La campagna principale è molto facile |
Grande rapporto qualità/prezzo | Molto lineare | |
...Tutti in Inglese | ||
| GRANDE RITORNO DEL CYBERPUNK | ||


