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Recensione
TESTATO SU PC
3 febbraio 2014, 9:00
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Strike Vector – Recensione

Quando si pensa ad un prodotto indipendente la nostra mente corre immediatamente a giochi sviluppati con budget risibili e con gameplay fondamentalmente di nicchia. Tale immagine per lungo tempo è stata abbastanza azzeccata, nonostante più di una volta abbiamo visto giochi indie mostrare una genialità ed una qualità assolutamente superiore a quella mediamente proposta dai titolo “Tripla A”; la veste grafica e/o l’atmosfera elitaria che li avvolgeva li ha tenuti lontani dal grande pubblico. Nell’ultimo paio di anni le cose son cambiate, gli indie hanno iniziato ad uscire dal loro guscio e un po’ alla volta stanno conquistando il favore di un mercato sempre più ampio, in quest’ottica Strike Vector è un indie di nuova generazione, sviluppato da quattro veterani del gaming raccolti sotto la bandiera di Ragequit Corporation. Il gioco è il risultato di un progetto assolutamente ambizioso, che non si accontenta delle briciole di un mercato attualmente spartito da CoD e Battlefield, tutt’altro, i suoi sviluppatori hanno sviluppato un gioco deciso a dimostrare che gli FPS arena non sono assolutamente morti, che si possono sviluppare grandi prodotti senza avere budget enormi alle spalle, ma soprattutto che il futuro degli sparatutto può essere migliore di quello proposto dai principali esponenti del giorno d’oggi. Un progetto folle? Probabilmente sì, ma Strike Vector è uscito ed è un gioco che i “Tripla A” dovrebbero guardare con enorme timore.

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TIME TO FRAG, NOOB!

Prima che il titolo di Activision conquistasse il quasi monopolio del mercato degli sparatutto, gli scontri online si combattevano in maniera completamente diversa. Giochi come Quake 3 ed Unreal Tournament mettevano una decina di avversari in una mappa sapientemente studiata, davano a tutti le stesse armi e li lasciavano scannare. In un contesto del genere non esistevano camper o perk cretine che permettevano di fare decine di kill in pochi secondi, in quelle arene chi era più bravo a mirare e aveva i riflessi migliori vinceva, sempre. Non c’erano possibilità che accadesse il contrario. Da allora le cose sono molto cambiate, gli sparatutto hanno adottato un approccio molto più morbido, la velocità di movimento è diminuita ed è diventato sostanzialmente molto più facile colpire gli avversarsi, ovviamente questo non vale per tutti i giochi; Counter Strike ad esempio continua ad andare alla grande e, parzialmente, Halo ha colmato questa lacuna sulle console, ma nella larga parte dei titoli più giocati fare un headshot in movimento è una azione alla portata di tutti. Strike Vector si butta in questo ostico mercato deciso a giocare con le sue regole, il prodotto Ragequit Corporation infatti non pare minimamente interessato alla moda o a logiche di mercato che probabilmente lo avrebbero favorito nelle vendite: volevano sviluppare un titolo competitivo esclusivamente multiplayer e così è stato. Il risultato è assolutamente esaltante, ma il prezzo da pagare è che molti dei nuovi giocatori non capiranno manco da che parte iniziare!

Strike Vector si definisce come “brutale FPS aereo”, una definizione abbastanza azzeccata soprattutto per la parola brutale. Non è uno di quei giochi che ti prende per mano e ti accompagna nei primi passi, tutt’altro. Passato uno striminzito tutorial, assolutamente opzionale, il gioco ci fa scegliere un Vector, delle navicelle dalle forme simili a quelle del famosissimo sparatutto R-Type, le armi che vogliamo equipaggiare e ci spara a 1200 Km/h direttamente dentro l’arena, a farci scannare con tutti gli altri giocatori. Il gameplay proposto è chiaramente inspirato a quello di Quake 3 e degli FPS competitivi della scorsa decade, all’interno di mappe all’apparenza semplici, ma in realtà decisamente complesse, i giocatori dovranno darsi battaglia evitando le strutture, rilasciando trappole ed eseguendo manovre da cardiopalma. Strike Vector dà a tutti i giocatori gli stessi mezzi, l’arsenale è completamente sbloccato fin dall’inizio, per ogni arma potremo equipaggiare due modificatori, montare un’abilità speciale ed un ulteriore potere “passivo”. Le armi sono ben bilanciate tra di loro, starà a voi scegliere, ricordando sempre che colpire l’avversario è tutt’altro che semplice. Strike Vector si discosta dagli altri titoli di combattimenti di aerei grazie alla possibilità di eseguire azioni fisicamente impossibili, ma che aggiungono una buona profondità al gameplay, premendo ‘Spazio’ la nostra navicella si fermerà praticamente sul posto, mossa utile sia per mirare con maggiore precisione e sia per spiazzare gli avversari o evitare uno schianto. Volendo, potremo  passare rapidamente dalla telecamera in prima alla terza persona, scelta da usare in maniera saggia aumentano le possibilità di colpire un avversario, ma si perde la chiarezza di cosa accade intorno a noi.

In tutto questo non bisogna mai dimenticare l’importanza delle mappe, infatti la conoscenza di queste può fare la differenza tra il vincere ed il perdere uno scontro. Le arene create sono studiate con grande cura, offrendo ambienti dove ogni elemento può essere usato per una precisa ragione di gameplay e non per finalità estetiche. Ci vuole pochissimo tempo per prendere conoscenza del mezzo e delle arene, fare virate e buttarsi in cunicoli alla velocità del suono, ma padroneggiare alla perfezione questo sistema di controllo è tutta un’altra storia. Nonostante l’immediatezza generale, un giocatore esperto riuscirà ad eseguire schivate laterali e stop millimetrici evitando i razzi attraverso l’uso di manovre impossibili e lasciando un ipotetico inseguitore novizio a schiantarsi contro un traliccio. Bisogna far notare che al momento Strike Vector, per quanto regali già una buona dose di divertimento e richieda numerose ore per padroneggiarlo al meglio, non è particolarmente ricco di contenuti, non ci sono tante armi né tante mappe e sono disponibili solo quattro modalità di gioco. Quella che è stata rilasciata però va vista come una “base” per i futuri aggiornamenti gratuiti già annunciati. Graficamente, il prodotto Ragequit Corporation spreme per bene il motore Unreal, restando fluido anche nelle situazioni più complicate, pur non mostrando particolarmente i muscoli: le navicelle sono ben definite e possono essere customizzate a piacimento con una buona serie di oggetti sbloccabili durante il gioco. Andando a ricercare l’attenzione anche di chi non possiede sistemi hardware particolarmente recenti, il gioco è scalabile in modo tale da offrire la necessaria stabilità a tutti.

IN CONCLUSIONE
Strike Vector raggiunge in pieno l'obiettivo prefissato: quello di essere un FPS Arena competitivo. Il gioco di Ragequit Corporation è un titolo adrenalinico, con un sistema di controllo estremamente funzionale che darà grandi soddisfazioni ai nostalgici e a chi ha passato centinaia di ore con Doom, Quake, Unreal e tutti i pilasti del gamig degli anni '90 e i primi anni del nuovo millennio. Di contro, il gioco darà non pochi problemi a chi si avvicina al genere per la prima volta ed è abituato a gameplay decisamente più lenti. La mancanza di tutorial adeguati ed il numero non elevatissimo di contenuti potrebbero un po' spaventare, ma se avrete voglia e coraggio di accettare la sfida di Strike Vector vi troverete un gioco in grado di darvi enormi soddisfazioni e svariate ore di divertimento.
Pro-1
Velocissimo
8
Contro-1
Nessun single-player
Pro-2
Il ritorno degli FPS arena
Contro-2
Tutorial carente
Pro-3
Gameplay competitivo
Contro-3
Devono arrivare ancora tanti contenuti
VIETATO AI DEBOLI DI CUORE

COMMENTI
  • Jacopo “ED64″ Retrosi

    Tra i miei prossimi acquisti, sembra uno spasso da giocare :D

  • http://steamcommunity.com/id/keepcalmandcallkira90kk Ivan “Kira90kk” Borriello

    Mio prossimamente!

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