Sym – L’universo fatto di luce ed ombre
Tutti abbiamo delle paure che ci minacciano giorno dopo giorno. Chi ha paura della morte, chi di fallire professionalmente e anche qualcuno che teme fortemente di restare solo per tutta la durata della sua vita, senza dimenticare la paura di tutto ciò che ci circonda. Gli sviluppatori di Sym hanno pensato proprio a questo nel realizzare questo platform/puzzle game completamente costellato di luci ed ombre.
Ho paura del buio, ma anche della luceJosh è il protagonista di questa avventura che ci porta in due mondi completamente contrastanti ma che allo stesso tempo necessitano l’uno dell’altro, grazie agli spazi vuoti proprio nati per cercare di dare un rifugio da queste paure. Il nostro Josh dovrà dividersi in due alter ego, ovvero Caleb e Ammiel, con il primo a cui viene dato accesso ad un modo completamente bianco, che quindi indica la luce, l’altro, Ammiel, vive nell’ombra e vuole essere assolutamente solo ed evitare completamente il contatto umano. Attraverso i 44 livelli che ci vengono messi di fronte si può sentire pienamente il senso di angoscia e di paura che colpisce il protagonista, si diventa completamente parte del suo stato d’animo e sembra quasi di essere noi stessi all’interno del gioco. Ad ogni singolo movimento, ad ogni frase che si può leggere a schermo e filmato si sente come Josh sia completamente spaventato ed intimorito dalle creature malvagie che albergano all’interno del mondo creato da se stesso per cercare di trovare un rifugio sicuro da questo mondo crudele duro e minaccioso nei suoi confronti, un qualcosa che davvero non riesce a sentire più suo e per questo ha dovuto assolutamente cercare riparo altrove, dove nessuno lo conoscesse dove solo lui e il suo essere potevano trovare pace, ma così non è stato.
Tutto questo avviene all’interno di meccaniche platform/puzzle in cui sarà possibile affrontare i 44 livelli, già sopra citati, in cui bisogna essere abili ad utilizzare il passaggio dai due mondi per sfruttare tutti gli elementi che compongono ogni livello, stando attenti naturalmente agli ostacoli posti in essi. Ad impedirci il cammino oltre a creature oscure posizionate nel mondo della luce, ci saranno piante carnivore che mangeranno il nostro protagonista al passaggio (sempre nel primo mondo) o addirittura delle lame rotanti che, invece, possono essere trovate all’interno del mondo dell’oscurità. Completare i diversi stage non sarà sicuramente semplice dato che le piattaforme situate lungo il nostro percorso non saranno obbligatoriamente fisse, anzi, alcune con il passare dei secondi si dissolveranno e automaticamente riappariranno in modo progressivo seguendo un determinato percorso facilmente intuibile dalle frecce presenti nella schermata di gioco. Inoltre, sono presenti alcuni interruttori che attiveranno dei percorsi da seguire tassattivamente utilizzando con il giusto tempismo i comandi di gioco. Quest’ultimi, vengono assegnati a due combinazioni: le frecce direzionali della tastiera o la classica combinazione WASD.
Dita rapide e meningi fortiLa difficoltà del gioco è molto ben bilanciata e si parte da livelli molto semplici che ci permettono di assimilare in modo graduale tutti gli elementi del gameplay di Sym fino a giungere agli stage conclusivi che sono delle prove molto dure per abilità. L’asticella della difficoltà si alza sempre di più e oltre a saper utilizzare i riflessi dovremo essere in grado di capire al volo quale sia il giusto percorso da svolgere anche perché la conformazione geniale dei livelli, capaci di mescolare in modo perfetto punti tranquilli a vere e proprie “valli della morte” ci rendono partecipi di un gioco davvero molto particolare che non solo fa dell’immersione uno dei suoi punti forti ma anche il level design. Purtroppo la curva della difficoltà viene anche aumentata dall’imprecisione dei comandi che a volte risultano essere fin troppo reattivi e sensibili tramutando un semplice salto in un vero e proprio tripudio di frustrazione. La completa assenza di checkpoint nei livelli, infatti, ci costringe a tornare indietro fino all’inizio anche per un solo misero errore. Di certo l’altro aspetto negativo del gioco è formato proprio dalla sua durata, 44 livelli, nonostante siano quasi tutti ottimi, non rendono Sym un titolo molto longevo per il quale potranno bastare 4 ore appena per portare a termine la storia. Ad aumentare il fattore longevità c’è anche la possibilità di utilizzare la modalità “Editor Livelli” che però non aumenta di molto la durata.
Il mondo non è fatto di colori, ma di scala di grigiLa realizzazione tecnica di Sym è molto semplice dal punto di vista tecnico. Gli sviluppatori per rendere al massimo la natura di luce e ombre del gioco hanno deciso di adottare lo stile del bianco e nero che rende perfettamente ogni singola ambientazione sia dal punto di vista visivo che ambientale spingendo molto sull’angoscia e l’ansia che prova il protagonista e che riesce a trasmetterci. Anche il comparto sonoro è formato da brani che davvero spingono su questo punto e si imprimono nella mente fino a diventare parte di un unico grande ambiente e di uno stato d’animo che viene condiviso dal primo all’ultimo secondo di gioco.
Immersione, tanta immersione, è questo che ci dona il comparto tecnico di Sym. Saremo parte di questo universo e di queste paure, le faremo nostre e neanche per un secondo ci potremo sentire davvero come se stessimo giocando, ma solo un piccolo essere che balla tra un mondo oscuro ed uno di luce cercando di allontanarci dalle nostre paure e da tutto ciò che ci minaccia e ci ferisce ogni secondo di più.
Atmosfera fantastica |
8 | Non longevissimo |
Un ottimo livello di sfida generale... | ... Minato da alcune piccole imprecisioni nei comandi | |
| Luce o oscurità? | ||

