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Recensione
TESTATO SU PC
31 agosto 2015, 9:12
Tales From the Borderlands
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Tales From The Borderlands Episode Four: Escape Plan Bravo – Follow Jack. Praise Jack. Be Jack.

Con Escape Plan Bravo, Telltale ha lanciato un messaggio piuttosto forte, a malapena ravvisabile nei trascorsi appuntamenti: palco, attori e storyline dell’universo Gearbox ora come ora sono nelle sue mani, e sembra intenzionata a farne quel che vuole, a costo di spianare personalmente la strada a quel sarà il futuro del brand. Oltre a preparare il terreno per il gran finale, per il quale dovremo aspettare come al solito ancora un paio di mesi, il quarto capitolo della saga di Tales From The Borderlands, in uno slancio di libertà d’autore non indifferente per uno “spin-off”, getta infatti delle nuove fondamenta alquanto interessanti sulla Pandora che già conoscevamo, arricchendo un canovaccio abbandonato ai tempi del Season Pass con una manciata di eventi chiave che potrebbero influenzare significativamente un ipotetico Borderlands 3, o almeno è quel che si evince dal loro incipit. Se questi sviluppi si riveleranno o meno definitivi nell’immaginario gretto e malsano della serie è ancora tutto da stabilire, specie con il climax conclusivo alle porte, fatto sta che abbiamo apprezzato la volontà di Telltale di metterci del proprio, di espandere i confini oramai noti ai suoi adepti, anziché sfruttare notorietà e background per una banale avventura scanzonata a tema (dubbio che in passato ci aveva tormentato più volte). Nell’ottica del titolo simili riflessioni non sono altro che aria fritta, ma ciò non toglie che aggiungano un po’ di pepe alla vicenda, sebbene Telltale pur di raggiungere questo risultato sembra sia stata costretta a fare alcuni sacrifici per far quadrare i conti; ne saprete di più leggendo la nostra recensione.

Senza titolo-1

WHEN IN DOUBT, YOUR MOM

Virtualmente, Escape Plan Bravo è l’episodio più breve della stagione; i primi due atti, preparatori ai fini del viaggio e caratterizzati da un ritmo abbastanza lento (un crimine considerato il tanto atteso ritorno degli psycho), faticano infatti ad imporsi o ad aggiungere qualcosa di concreto alla storia, risultando a tratti superflui, fortunatamente Telltale si fa subito perdonare negli istanti successivi con un filmato d’apertura a dir poco spettacolare: geniale, azzeccatissimo, e lunatico al punto giusto, una piccola perla che ha risollevato il nostro morale a livelli ottimali. Una volta fuori dall’atmosfera (o quasi), i cliché sui viaggi nello spazio si sprecano, compreso il classico “imprevisto” con rischio di implosione a metà tragitto, citofonato, a differenza del twist che attende lo spettatore al suo epilogo, in una delle scene più emotivamente coinvolte, toccante addirittura, dell’intero gioco (scelte multiple permettendo, ovvio), un po’ buttata lì ad essere onesti, eppure difficile da ignorare, vuoi per l’ottima regia, l’intensità del dialogo… melodramma, ma di quello buono.

È però giunti su Helios, la stazione orbitale di Hyperion, che hanno davvero inizio le tragicomiche disavventure dei due protagonisti… e anche della produzione Telltale in generale. Concentrando le attenzioni dei riflettori interamente su Rhys e Fiona, gli sceneggiatori sono riusciti a tratteggiare le scorribande dei due ricercati in territorio nemico con estrema perizia, delineandone con efficacia, piano, metodiche, sotterfugi e scappatoie, senza lasciare (più o meno) nulla al caso, ma al tempo stesso senza smarrire quella verve comico/demenziale che li contraddistingue (per non parlare della bizzarra fauna locale, che non si fa certo scrupoli a gettare ulteriore benzina sul fuoco), tuttavia ciò a discapito del nutrito cast di comprimari, in parte costipati ad un paio di battute di repertorio, giusto per ricordarci che ancora esistono, in parte del tutto assente. Viene spontaneo domandarsi se sia rimasto tempo a sufficienza per ogni membro della ciurma, sensazione accentuata dal ritmo narrativo scostante e frettoloso riscontrato nella seconda metà, come se qualcuno avesse bussato alla porta dei developer, ricordandogli che manca appena un episodio al sipario: quei (pochi per fortuna) nuovi personaggi ci vengono introdotti con fare svogliato nel più totale disinteresse da parte dello spettatore, sottotrame fresche di inchiostro vengono accatastate sul già copioso cumulo, ignorando qualunque continuità e mettendo a dura prova la credibilità della vicenda, inoltre in più di un’occasione le nostre conversazioni a base di bluff, minacce e insulti gratuiti ci sono sembrate un tantino campate per aria, impacciati giri di parole e palesi balle sparate a raffica pur di tirarci fuori da situazioni di stallo tanto convenienti quanto ingiustificate; tutti se la bevono, nessuno pare avere la più pallida idea di cosa stia facendo, e la cosa potrebbe anche funzionare in un contesto scanzonato, in stile Borderlands per l’appunto, tuttavia l’atmosfera a tratti seriosa e la carenza di umorismo in diversi frangenti rende le fette di prosciutto su occhi, orecchie e neuroni degli attori oltremodo snervante. Un intreccio abbastanza sottotono, ciononostante non sono mancati attimi memorabili, come l’esilarante tour in onore di Jack, la sessione di “shadowgunning” più lunga e articolata di sempre, alcuni botta e risposta fantastici, e quel finale da brividi lungo la schiena. Combattuti come siamo, attendere il capitolo definitivo sarà uno strazio. Non deluderci Telltale…

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=gF6p2aIz35Q[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Dubbi, perplessità, il quarto episodio di Tales From The Borderlands ha fatto più danno che altro, fomentando il pubblico con una regia dalla qualità altalenante, ora all'apparenza sbrigativa, ora fin troppo accondiscendente, risultando in un ritmo narrativo frammentato e una discutibile gestione del poco screentime a disposizione: in neanche due ore succedono tantissime cose, che pur compiendo un lavoro più che dignitoso nel gonfiare l'hype per il gran finale, obbligano lo spettatore ad arrovellarsi riguardo la loro messa in scena priva di cognizione di causa per i personaggi dimenticati su Pandora, o peggio nei meandri di Helios, e dei numerosi intrighi dipanati in passato e lasciati in sospeso: possibile che Telltale abbia in serbo un colpo di scena così "potente" da mettere tutti a tacere in un colpo solo? E in caso contrario, è lecito aspettarsi una longevità maggiore, garantendo in tal modo un po' di respiro alle ultime battute? Ancora latita il nesso che separa i fatti correnti dal rapimento dei due protagonisti in apertura, figuriamoci se in sette brevi atti ci scappa una degna conclusione per le vicende di ciascuno... Seconda stagione in vista? Speriamo di no, non così almeno. Ad ogni modo, Escape Plan Bravo, tra alti, bassi e nonsense, è riuscito comunque a intrattenerci e a divertirci (per quanto a sprazzi), e ora siamo molto curiosi di scoprire come si concluderà questa vicenda... nel bene o nel male.
Pro-1
Alcune scene meritano l'oscar...
7
Contro-1
... Altre paiono invece scritte all'ultimo minuto
Pro-2
Il prossimo episodio promette scintille...
Contro-2
... Speriamo solo ne serbi abbastanza per chiunque
The randomness before the storm
COMMENTI
COMMENTI

  1. Dartagnan scrive:

    Appena rilasciano l’ultimo episodio me li gioco tutti d’un fiato, son fermo al primo. 😀