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Recensione
TESTATO SU PC
4 luglio 2015, 17:19
Tales From the Borderlands
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Tales From the Borderlands Episode Three: Catch A Ride – Here comes the pain train! Woo! Woooo!

Non so voi, ma dopo un Atlas Mugged abbastanza sottotono, il rilascio del terzo episodio di Tales From the Borderlands non ci aveva particolarmente entusiasmato nell’immediato. Trattandosi infatti del capitolo intermedio dei cinque previsti, ci aspettavamo un semplice sunto di quanto accaduto finora, che avrebbe consolidato l’attuale canovaccio per proiettare lo spettatore verso la metà conclusiva, e così è stato; non fosse che Telltale Games si è prodigata per rincarare la dose con una narrazione avvincente, carica di pathos e ricca di azione, introducendo vecchi e nuovi personaggi, sviluppando in maniera curiosa le relazioni tra i protagonisti, e mantenendo quel sottile equilibrio tra il piacevole melodramma tipico del genere coniato dalla software house americana e l’ironia grossolana mista a violenza gratuita che caratterizza il brand di Gearbox. Di seguito la recensione di Catch A Ride, rigorosamente a prova di spoiler e sale sulle ferite.

Senza titolo-1

Welcome to the T-Ball World Championship!

Alle volte è bello sbagliarsi, è bello veder crollare le proprie aspettative (o le proprie delusioni) e lasciarsi conquistare da un’esperienza tanto brillante quanto improvvisa: già immaginavamo altre lunghe chiacchierate tra il serioso e lo sciocco davanti ad un falò e un bel fucile a pompa, nel tentativo di districare la nebulosa matassa di eventi pur cercando di mantenere a tutti i costi un filo conduttore con la saga di riferimento, e invece siamo stati accolti da uno sciame di droni impazziti, risse ignoranti tra robot e banditi, razzi vaganti e statue”palpabili”; nonostante nell’aria ancora non si percepisse chiaramente chi sarebbe diventata la nemesi del giocatore, era ormai quasi evidente quali dei maldestri villain si sarebbe trascinato mestamente fino alla conclusione della storia, eppure TellTale con un colpo di coda (discutibile, ma di questo ne parleremo a breve) è riuscita in nemmeno cinque minuti a ribaltare completamente le carte in tavola, e persino quelle due o tre perplessità sollevate in Atlas Mugged, che sembravano destinate a piagare l’intreccio, sono state ingegnosamente coperte o aggirate (più o meno). Nuovi personaggi fanno il loro ingresso, introspezioni, retroscena e sviluppi relazionali non sono mancati, idem per una commedia piuttosto variegata, tra il fine il demenziale e lo pseudo-romantico, e diamine se di azione ne è passata sotto i ponti. Una manciata di ore votate insomma a soddisfare grossomodo chiunque, un substrato narrativo ben bilanciato che abbandona l’approccio prettamente dialogico (e a tratti soporifero) dello scorso episodio per tornare sui binari tracciati da Zer0 Sum, da cui tuttavia non eredita la stessa convinzione, la stessa carica, mostrando il fianco in alcune occasioni.

Gortys infatti nella sua robotica ingenuità è riuscita a convincerci, aggiungendo quel tocco di vivacità che mancava alla sgangherata cricca di eroi, viceversa Vallory non ci ha fatto una grandissima impressione, sbucando fuori dal nulla e privandoci di un personaggio chiave forse odioso, ma che secondo noi avrebbe avuto ancora molto da dire, quando di per sé con quel fare da gangster vissuto non è che emani esattamente l’aura del cattivo di Borderlands (contrariamente a Bossanova, sebbene rivestisse un ruolo minore), tuttavia abbiamo apprezzato come la sua entrata in scena abbia completamente rivoluzionato i rapporti di forza, divenuti un pelo stantii dopo Atlas Mugged. Quanto alla storia, Catch A Ride presenta una sceneggiatura lineare, parca di scelte significative (ce ne saranno davvero in futuro?), scandita in tre macro-sezioni che aprono il sipario direttamente sul climax passato, dispensando quello che ogni estimatore della creatura di Gearbox si aspetterebbe da un raid in un complesso di ricerca abbandonato: legnate, per una sequenza da cardiopalma galvanizzante. Per ovvie ragioni il frangente centrale rallenta invece il passo, approfondendo a piccole dosi buona parte del cast senza dare troppo nell’occhio: la figura del misterioso rapitore (ricordiamo che Tales From the Borderlands per ora è narrato a mo’ di flashback dai due protagonisti), la sorte del povero Vaughn, il sempre più malconcio Loader Bot, Jack…  

Pochi fatti, nulla di concreto, Catch A Ride si limita a spargere qua e là indizi, arricchendo tassello dopo tassello un racconto che tutto sommato sta venendo su piuttosto bene, fedele alle fonti ma con carattere, e il panorama non ci dispiace affatto, con così tanti interrogativi lasciati in sospeso e dettagli su cui speculare, sebbene non sia esattamente tutto rose e fiori. Il trattamento riservato a Rhys e Fiona in questa battuta ci è sembrato infatti un po’… fuori luogo, tra sentimentalismi da una parte e lezioni di sopravvivenza/morali dall’altra, tematiche in entrambi i casi introdotte a casaccio, e il solito stratagemma del “separiamoci” non ha certo aiutato a digerire il bizzarro cambio di rotta. Fortunatamente al momento più opportuno, leggasi drammatico, ergo tedioso Jack a parte, il chiassoso atterraggio (letteralmente) di una vecchia conoscenza apre le danze di una lunga parentesi action, troncando qualunque cosa potesse malauguratamente suggerire che quelli di TellTale stessero dando spago alla trama; una sequenza ineccepibile tra l’altro, molto dinamica e fantasiosa, culminante in un turbinio di eventi mesmerizzanti e una rivelazione intrigante, che farà da sfondo al prossimo capitolo; carino poi il riferimento alle prime battute del Pre-Sequel, a ricordarci che il titolo è ambientato parallelamente alla storyline principale. Un buon pacchetto insomma, contornato dalla solita cura per i dialoghi, le animazioni, e un paio di location finalmente suggestive.

Immagine anteprima YouTube
IN CONCLUSIONE
Tre episodi andati, due in canna, così tanto da scoprire, e apparentemente così poco tempo per farlo; come si comporterà TellTale Games? Dove andrà a parare Tales From the Borderlands? I "leak" finora trapelati dalla trama suggeriscono un epilogo alquanto... esplosivo, inoltre numerosi personaggi devono ancora rivelare la loro vera natura, ed è lecito aspettarsi qualche altra sorpresa in futuro. È con rinnovato interesse dunque che volgiamo lo sguardo verso il quarto capitolo di questa valida saga, che con Catch A Ride sembra aver ritrovato lo spirito adatto per conquistarci; continuerà forse su questa carreggiata? E dove sono finito Salvador e Krieg? E Mr. Torgue? Il quadro non è completo senza di loro.
Pro-1
Il giusto equilibrio, ritrovato
8
Contro-1
Protagonisti sottotono
Pro-2
Sviluppi interessanti...
Contro-2
... Non tutti però
THATTAWAY! TO THE MOON!
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