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Recensione
TESTATO SU PC
7 novembre 2013, 15:00
Tetrobot and Co.
Tetrobot and Co. mobile

Tetrobot and Co. – Recensione

Quanto può essere difficile al giorno d’oggi sviluppare un gioco originale? In un periodo storico dove troppe volte ci siamo lamentati di come i giochi escano ciclicamente sempre uguali a se stessi, gli sviluppatori di Swing Swing Submarine sono andati controcorrente proponendoci un puzzle game intenzionato a distinguersi dalla massa in un mercato mai troppo affollato come quello dei rompicapo. Rivisitazione moderna degli enigmatici giochi dove si spostavano i blocchi, con il robottino Psychobot dovremo addentrarci dentro un labirinto di ingranaggi ed aiutarlo nel suo lavoro di riparatore, impresa che fin dalla descrizione pare tutt’altro che semplice…

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QUESTIONE DI BLOCCHI

Tetrobot and Co. è il seguito spirituale di Block That Matter, gioco rilasciato da un paio di anni che quasi istantaneamente riuscì a conquistarsi il favore sia della critica e sia del pubblico grazie all’originalità ed alla qualità del level design. In questo sequel gli sviluppatori hanno cercato di ribaltare completamente la formula di partenza, togliendo le sezioni platform ed aggiungendo enigmi molto più elaborati, l’unica cosa che è rimasta è il simpatico protagonista, questa volta però non potremo manovrarlo perché il suo interno sarà il teatro della cinquantina di stage di questo intrigante puzzle game. Togliamoci subito il dente avvelenato, parlando di un aspetto non marginale ma neanche così importante, a livello di trama il gioco presenta poco o nulla: Maya è una geniale esperta di robot costruttrice di Psycobot, utili per riparare i fratelli maggiori, i Tetrobot. Il plot è tutto qui, ma a meno che non abbiate sofferto una mancanza di contestualizzazione in giochi come Angry Birds o Cut the Rope, anche qui non dovreste avere particolari problemi a non curarvene e passare al vero cuore del gioco: gli enigmi.

L’interno di un Tetrobot è molto più complicato di quanto si potrebbe immaginare, tra magneti, pozze d’acqua, interruttori, fulmini e fuoco, troveremo praticamente di tutto. Lo scopo di Psychobot sarà quello di riuscire a liberarsi la via per accedere al livello successivo, per fare ciò dovrà destreggiarsi in colorati labirinti metallici spostando blocchi, attivando interruttori e risolvendo enigmi ambientali di diversa natura, che richiederanno non poca materia grigia. A venirci incontro ci sono due utilissime abilità, la prima è quella di poter inglobare i blocchi di qualsiasi materiale per poi sputarli fuori ed impilarli dove opportuno, la seconda è quella di tornare indietro nel tempo ed annullare le ultime operazioni eseguite, skill che conviene usare con molta cautela visto che potrebbe eliminare un’azione corretta. Il limitato numero di abilità è ampiamente compensato dall’elevato numero di possibilità di interazioni con gli elementi ambientali, ampiamente sufficienti a portare sempre varietà al gameplay. Il gioco prevede un lato votato alla sperimentazione pura, non si dilunga troppo in spiegazioni, toccherà a voi capire quali sono i sistemi migliori per utilizzare ogni elemento presente sullo schermo o riavvolgere tutte le volte che sbaglierete qualcosa, eventualità che sarà fin troppo frequente. I blocchi sono i veri protagonisti del gioco, disponibili in una larga varietà di tipi diversi ognuno con specifiche caratteristiche. Nel corso della nostra avventura troveremo blocchi di metallo da usare per bloccare i laser, blocchi di legno da poter bruciare, blocchi di dinamite, blocchi di sabbia che a contatto con i laser diventano vetro e tanti altri ancora, tutti da usare in maniera creativa per aprirsi una via d’uscita.

Il gioco per ovvi motivi soffre un po’ per la ripetitività delle ambientazioni, dall’inizio alla fine, ci troveremo sempre a vagare dentro lo stesso robottone, per fortuna gli sviluppatori sono stati capaci di creare varietà visiva utilizzando in maniera intelligente una palette cromatica abbastanza variegata, siamo sempre in un labirinto metallico, ma passando da un gruppo di livelli a quello successivo il cambio di tinte non fa pensare ad una clonazione degli ambienti. Similmente ad Angry Birds o Cut the Rope, Tetrobot and Co. propone una serie di livelli tendenzialmente brevi se completati una prima volta in maniera superficiale, ma che richiederanno molto più tempo se deciderete di raccogliere tutti i segreti e risolvere tutti gli enigmi. La cinquantina di stage a disposizione richiederanno almeno una decina di ore per completarli tutti e non poco utilizzo di materia grigia, ma se proprio vogliamo trovare un difetto bisogna ammettere che non tutte le fasi del gioco sono perfettamente bilanciate, potreste tranquillamente trovarvi assolutamente bloccati in un enigma a metà gioco e non aver problemi in quelli finali.

[youtube]GXSZBH7qArU[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Tetrobot and Co. è un gioco intelligente, colorato, divertente e sufficientemente impegnativo ed originale, in grado di procurare non pochi problemi anche agli appassionati dei puzzle game. Se cercate un titolo in grado di allenare adeguatamente le vostre meningi allora il nuovo prodotto di Swing Swing Submarine potrebbe essere quello che fa per voi. A meno che non abbiate un odio viscerale per tutto quello che richiede l'utilizzo del cervello, Tetrobot and Co. merita una possibilità ed anche il prezzo estremamente ridotto dovrebbe far crollare l’ultima barriera che potrebbe bloccarvi dal comprarlo.
Pro-1
Originale
8
Contro-1
Alcuni enigmi vi faranno arrabbiare
Pro-2
Molto ingegnoso
Contro-2
Qualche sezione non troppo ispirata
Pro-3
Prezzo contenuto
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