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Recensione
TESTATO SU PC
1 ottobre 2013, 15:03
The Chaos Engine
The Chaos Engine mobile

The Chaos Engine – Recensione

Cosa succede quando una casa di produzione che si occupa principalmente di restyling e rimasterizzazioni di vecchi titoli incontra un classico Amiga degli anni ’90? La risposta è The Chaos Engine, intrigante shoot ’em up nel quale, controllando un personaggio in un party di due, dovremo cercare di distruggere un apocalittico computer, in un guazzabuglio di mostri, power up e tanto altro ancora. Il gioco è una riproposizione dell’omonimo titolo sviluppato da Bitmap Brothers nel lontano 1993 e a distanza di 20 anni il gioco è ancora prestante e dotato di grande appeal, lasciando sicuramente soddisfatti gli hardcore gamers.

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Scienziati, Briganti e Rospi giganti

La trama del prodotto è semplice, ma con risvolti molto intriganti soprattutto dal punto di vista dell’ambientazione. In una non meglio identificata epoca pseudo vittoriana (che ricorda tanto lo steampunk) sceglieremo un party di due personaggi con qualità e caratteristiche diverse. Sarà possibile giocare anche con un compagno in locale od online, sebbene questa sia spesso affetta da lag inspiegabile e fastidiosa. Lo scopo del gioco sarà fermare il Chaos Engine, un computer impazzito, dotato di vita propria, al quale sono attribuiti i cataclismi che stanno sconquassando la civiltà dell’ambientazione di gioco.

Il gameplay è semplice, ma efficace: ci muoveremo con una visuale dall’alto lungo una mappa di gioco che, nei livelli più concitati, sarà un vero e proprio labirinto, sebbene comunque le dinamiche di gioco siano sempre piuttosto lineari in tal senso. Lo stile di approccio ricorda gli shoot ’em up da cabinato, con un ritmo però molto più lento, dovuto al controllo del personaggio che si muove ovviamente a piedi. Ritmo lento equivale a dire poco movimento nelle fasi di combattimento, ma quest’ultimo risulta comunque frenetico ed appagante. Il gioco, compatibile anche coi controller, prevede l’utilizzo dei tasti di movimento, di un sol tasto per sparare nella direzione in cui ci si rivolge ed un secondo, da premere con il primo, per attivare la mossa speciale del nostro eroe.

Nonostante l’evidente mancanza di dinamiche complesse, il gameplay è davvero coinvolgente. Lungo il cammino dovremo pertanto distruggere qualsiasi cosa si trovi a tiro, dai golem di ferro alle rane giganti o le mani in pieno stile Addams Family. I mostri sono sempre più vari ed inquietanti, così come le ambientazioni, mai banali o ripetitive, ed il gioco è discretamente lungo. Nella mappa troveremo anche alcuni checkpoint, molto utili vista la singolare difficoltà del prodotto, nonché delle chiavi, alcune (quelle d’argento) necessarie per aprire la strada verso il completamento del quadro, altre (quelle d’oro) per trovare i tesori. Tesori consistenti quasi sempre in monete, che ricaricano la barra speciale, la vita ed i power up. Questi ultimi rimarranno fissi durante la nostra avventura e renderanno il personaggio sempre più forte e bello da giocare. L’eroe di turno avrà, a seconda del tipo scelto, una barra della salute e due vite a disposizione, per rendere l’esperienza discretamente longeva, ma moriremo davvero tante volte, sebbene al game over corrisponda il sol ricominciare dall’ultimo quadro sbloccato, nel caso in cui si continui subito. Altrimenti, per l’edizione rimasterizzata, è stato messo a punto un comodo sistema di password con le quali sbloccare i livelli.

SOLO RETROGAMING

Graficamente parlando ci troviamo di fronte ad una versione messa a lucido per PC, ma rimasta identica alla vecchia versione Amiga. Interfaccia, comandi, sonoro, skin di gioco: nulla è cambiato. E meno male che Bitmap Brothers avevano fatto un lavoro egregio: gli scenari di gioco sono molto belli e coinvolgenti, con disegni degni di una piccola opera d’arte. Sembrano non soffrire dell’età che avanza prorompente, sebbene si nota subito la maturità dello stile, oramai un po’ retrò. Le musiche sono anch’esse di indubbio valore, così come gli effetti sonori.

Quello però che disturba è il non-lavoro di restyling che Mastertronic ha propugnato. Se con la campagna promozionale del tipo “goditi una vera esperienza Amiga” si potrebbe giustificare il fatto di voler toccare il minimo indispensabile nel gameplay, va fatto un altro discorso per la mancanza di features che nel 2013 sono fondamentali per un titolo da definire come “restyling”, e non porting. The Chaos Engine aggiunge il salvataggio a checkpoint, un multiplayer locale/online e la compatibilità con il controller X360 per PC. Nessuna miglioria nel gameplay, che in qualche punto è ostico (per dirne una: è impossibile sparare e muoversi contemporaneamente), nessun miglioramento nell’interfaccia che è davvero farraginosa. La fortuna insomma è che Bitmap Brothers abbia fatto un lavoro egregio all’origine, sebbene forse non meritassero queste speculazioni che lasciano un po’ di amaro in bocca.

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IN CONCLUSIONE
Il voto sarebbe stato sicuramente più alto, ma Bitmap Brothers ha già raccolto complimenti e meriti anni fa. Il lavoro di Mastertronic è stimabile perché riporta sui nostri PC un piccolo pezzo di storia dell'Amiga, di pregevole fattura oltretutto. Questo non giustifica assolutamente lo sbandieramento e l'utilizzo della parola "rimasterizzato", quando si tratta di un mero porting, nudo e crudo. Poche le feature aggiuntive, poco degne di nota e poco incisive, se si pensa che il prodotto ad oggi potrebbe avere ancora grandi potenzialità. Il prezzo rimane, a nostro avviso, un po' altino.
Pro-1
Divertente e longevo
6.5
Contro-1
Speculazione commerciale
Pro-2
Ambientazione di grande qualità
Contro-2
Prezzo eccessivo
Pro-3
Un retrogaming che non guasta mai
Contro-3
Spigoloso sotto il profilo interfaccia e gameplay
DISTRUGGETE IL CHAOS ENGINE!
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