The Golf Club – Recensione
Tiger Woods è solo un lontano ricordo, e dalla serie di eventi che hanno investito come un treno in corsa il golfista statunitense gli esponenti videoludici del genere si sono ridotti drasticamente in quanto a numero. Tra i più recenti ricordiamo il discreto Powerstar Golf, ancora esclusiva Xbox One, e ne aggiungiamo un altro disponibile da pochi giorni anche su PC e PlayStation 4: The Golf Club. Come è facilmente intuibile, si tratta del più classico dei progetti indipendenti, anche se le risorse di HB Studios sono decisamente notevoli considerando gli oltre ottanta impiegati e lo stabile che fa da “rifugio” ai loro progetti, di oltre ventimila metri quadrati. Un team tutt’altro che alle prime armi, che negli anni si è guadagnato fama e rispetto lavorando su molti titoli EA Sports come Cricket 2002, o alla versione per Wii di FIFA 12 e quella Wii e PlayStation Vita di Madden NFL 13, adattando le loro abilità e le loro grandi risorse su più piattaforme, compreso il settore mobile.
Vediamo quindi cosa hanno combinato in The Golf Club, un titolo molto chiacchierato dai fan di questo sport, che hanno subito evidenziato la bontà delle fasi giocate, anche se le zone di ombra emerse in fase di beta non sono state tutte eliminate.
FERRO 7Quali sono le caratteristiche che attraggono a tal punto da farci comprare, anno dopo anno, la nuova versione del titolo sportivo preferito? Sorvolando sull’aggiornamento delle rose, sono le novità a livello di gameplay e perché no, grafiche, a stimolare l’interesse dei più; per il golf, sport a parte e che ha una community di appassionati ben più ristretta rispetto a quella del calcio, del basket o del football americano, il discorso è pressoché identico. Gli amanti sono alla continua ricerca di un titolo dal gameplay sopraffino e dalle visuali mozzafiato, e come vedremo nel dettaglio, The Golf Club sfiora il colpaccio. Le aspettative a riguardo, considerando la natura indipendente del progetto e che non si è fatto proprio un gran parlare di questo videogame, erano tutt’altro che elevate, eppure HB Studios ha messo in mostra il suo potenziale e l’abilità nel creare dei percorsi pieni zeppi di dettagli, che danno vita a paesaggi mozzafiato immersi nella natura, dai colori vivi e densi, che immergono il giocatore fin da principio, mentre muove i primi passi verso questo nuovo modo di intendere il golf. Partiamo al contrario, sì, come raramente facciamo, perché è in questo campo che il team di sviluppo ha peccato di ingenuità, e ci spieghiamo meglio: niente e nessuno può mettere in discussione che nell’insieme il lavoro svolto dal punto di vista delle ambientazioni, dei corsi d’acqua e delle skyline sia stato ottimo, peccato che a corredo si presentino diverse sbavature. Nello specifico, tearing, aliasing, animazioni spesso abbozzate, ombre non sempre credibili, ma ottimi effetti luce, e nemmeno i 1080p (confermati su PC e PS4, su Xbox One siamo sui 720p) riescono a rendere The Golf Club un gioco diverso, inteso come più elaborato nei dettagli, anzi, l’impressione è quella che HB Studios abbia affrettato notevolmente i tempi di rilascio, e che avesse bisogno ancora di svariati processi di sviluppo per ovviare alle mancanze tecniche, prima di “convertire” l’Early Access in versione ultima e finale su Steam. Lo si capisce chiaramente anche dai cali di frame rate, limitati sull’hardware spinto su cui abbiamo provato il gioco, ma che si amplifica oltremodo su macchine un pochino più vecchie (attenzione, con scheda grafica sempre compatibile con DirectX 11, in caso contrario sarete tagliati fuori dal provarlo), e ciò accade anche nelle versioni per console. Ecco, dove ci sentiamo in grado di esprimere la più limpida approvazione, è per quanto fatto in ambito sonoro: buoni gli effetti ambientali e stuzzicante il commento tecnico, anche se alla lunga potrebbe apparire un pochino ripetitivo.
In cosa invece brilla The Golf Club? Brilla nel gameplay, nel numero di contenuti, nella longevità praticamente infinita anche grazie alla possibilità di creazione e condivisione dei contenuti, editor e strumenti praticamente indispensabili in titoli come questi, che da soli riescono a garantire uno sviluppo costante della community e un crescente numero di ore di gioco attraverso le varie piattaforme di gioco. Anche perché, davvero, immersi in quelle lande verdi e rigogliose, non c’è cosa più bella che progettare percorsi, inserire particolari e dettagli, bunker di sabbia, ostacoli, e la condivisione di quanto creato sfruttando le basi del così definito sistema cross-platform danno a questo gioco qualcosa che fino ad ora era mancato agli altri concorrenti. Per di più, feature come il terraforming permettono di dare vita a percorsi originali e sempre diversi, seppur siano state necessariamente introdotte alcune limitazioni riguardo ad alcuni oggetti da poter utilizzare. Ovviamente non si può pretendere il mondo, The Golf Club è sostanzialmente un prodotto ancora in fase di lavorazione, siamo sicuri che gli sviluppatori nei mesi a venire rilasceranno un buon numero di update, correggeranno il tiro su alcuni aspetti, e magari daranno anche alle versioni console l’importanza che meritano, perché è proprio di queste che molti utenti si stanno lamentando, effettivamente l’assenza delle chat, del gioco in multiplayer (anche se asincrono), i controlli ancor più imprecisi che della versione PC, fanno bene intendere di come questi porting “next-gen” siano stati fatti in fretta e furia; la domanda a questo punto è: arriveranno le patch per PlayStation 4 e Xbox One? Non lo sappiamo, ma visti i trentacinque euro richiesti, ci auguriamo proprio di sì.
Di certo, l’esperienza di gioco è quasi sempre esaltante, grazie ad un gameplay intuitivo, sì, che però avrebbe dovuto avere un’interfaccia di gioco un pochino più chiara e dei controlli più calibrati, a cui però si farà l’abitudine dopo un bel po’ di pratica; arrivati a quel punto, al “solito titolo di golf” sostituirete la frase “il titolo di golf”, in grado di darvi soddisfazioni buca dopo buca grazie alla sua vena simulativa, vi farà penare e impazzire in percorsi difficili, prima di riassestarsi sui suoi livelli di competenza a causa di qualche bug o crash, di un engine fisico – che governa i movimenti della pallina – in larghi tratti rivedibile e migliorabile, ma questo potrebbe poco importare a chi ha dalla sua l’anima del vero golfista, intento nel migliorarsi giorno dopo giorno per vedere i suoi punteggi nelle classifiche online, tentando così di battere i migliori nel mondo attraverso un multiplayer asincrono, o farsi beffe dei suoi amici attraverso una modalità multigiocatore offline fino a 4 giocatori. Insomma, in The Golf Club c’è davvero tanto di cui innamorarsi, ma altrettanto da far storcere il naso, motivo per cui a nostro avviso il lavoro svolto da HB Studios è soltanto in parte riuscito.
Gameplay |
7 | Prezzo di lancio eccessivo |
Longevità alle stelle | Comandi a volte imprecisi, serve tanta pratica per “dominarli” | |
… Ma l'ottimizzazione è acerba | ||
| IN BUCA OGNI GIORNO | ||

