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Recensione
TESTATO SU MOBILE
6 dicembre 2013, 13:10
The Inner World
The Inner World mobile

The Inner World – Recensione

Ho ricordato recentemente, recensendo la versione mobile di Runaway: The Dream of the Turtle, di come le avventure grafiche abbiano conosciuto tempi decisamente migliori. Di anno in anno infatti l’evoluzione tecnologica ci permette di avere tra le mani produzioni sempre più rifinite e sofisticate che sembrano relegare le avventure grafiche alla bella ed ingenua età passata in cui ci si emozionava per ogni cosa, anche la più semplice. I molti sedicenti addetti ai lavori da un (bel) po’ di tempo a questa parte hanno preso la brutta abitudine di dichiarare – in modo molto pomposo e sicuro – il genere “punta & clicca” praticamente defunto. Fortunatamente vengono smentiti e tenuti in scacco con puntualità da piccole software house mosse da autentica passione che, nonostante il budget limitato (o forse proprio per questo), riescono a mantenere viva la tradizione del genere con produzioni interessanti che meritano davvero di essere provate e, al contempo, cercano di tenere il passo coi tempi adattando le proprie creature ai nuovi gusti e alle nuove piattaforme d’intrattenimento. L’ultima, in ordine di tempo, a seguire questa strada è stata la piccola software house indie tedesca Studio Fizbin che, a pochi mesi dall’uscita PC, ha deciso di portare Robert e Laura, i due simpatici protagonisti di The Inner World, anche sui mobile devices della casa di Cupertino, come vedremo con ottimi risultati.

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COSA FAREBBE CONROY?

Le peripezie narrate in The Inner World prendono piede ad Asposia, una città soffocante, chiusa in se stessa, in cui le case si ammassano una sopra l’altra, dove la spazzatura è divenuta merce di scambio e dove l’intero mondo conosciuto dagli abitanti si sostanzia nella descrizione appena fatta. Asposia infatti sembra esser costruita all’interno di un’enorme sfera cava; i suoi confini sono prestabiliti, invalicabili. Dovunque lo sguardo si posi è possibile scorgere solo case, qualche creaturina luminosa chiamata fosfos che serve per l’illuminazione cittadina ed una incombente volta grigiastra che impedisce di vedere cosa c’è al di fuori della fantomatica sfera. A regnare incontrastato su tutta questa decadenza e sull’ignoranza di una popolazione timorosa e soggiogata dalla propaganda e dalla paura c’è Conroy, il più potente – nonché l’ultimo rimasto – dei monaci del vento, il quale esorta i propri cittadini a pregare e a condurre una vita morigerata, pena subire la furia dei Basylian, misteriose creature che col loro sguardo tramutano in pietra chiunque abbia l’incoscienza di guardarli. Queste emergono di tanto in tanto da alcuni pozzi (o Fontane del Vento) col preciso scopo di seminare distruzione, ma non è l’unica cosa che proviene dagli enormi antri; infatti soffia anche aria fresca – proveniente da chissà dove – che mantiene in precario equilibrio l’intero ecosistema. Un equilibrio che però si sta velocemente sgretolando. Ovviamente starà a noi scoprire ciò che accade ad Asposia; anzi, spetterà al piccolo ed ingenuo Robert, giovanotto dotato di una particolarità che lo rende unico e cresciuto al servizio (e nell’adorazione) del monaco del vento sempre al sicuro nell’immenso palazzo, ignaro della dura realtà che pervade la vita della città sottostante. L’avventura inizia quando Robert, inseguendo maldestramente un ladro pennuto che aveva sottratto una cosa assi preziosa per il monaco, precipita in un condotto di scarico che lo catapulta nel bel mezzo di un vicolo stretto ed asfissiante. Il leitmotiv del povero ragazzo, che non sa da che parte iniziare per cavarsi d’impaccio, sarà spesso: “Cosa farebbe Conroy?”.

Punta & tocca

Al di là di ciò che potrebbe fare Conroy se si trovasse nei panni di Robert è nostro preciso compito accompagnare il giovane per aiutarlo a superare ogni insidia che l’avventura gli impone di affrontare e per farlo non abbiamo bisogno di nient’altro se non del nostro fido dito che fa le veci del vetusto mouse. Il sistema di controlli, essendo un’avventura grafica bidimensionale, risulta quanto mai semplice e molto ben implementato, per svolgere al meglio la sua funzione in ambito mobile.

Procediamo con ordine. La schermata di gioco risulta sgombra da menu ingombranti che limitano la visuale, dando spazio all’ambiente ed ai personaggi che occupano lo schermo, permettendo al contempo il movimento del piccolo Robert e la libera valutazione e raccolta degli indizi sparsi lungo le differenti scene. In particolare, tenendo il dito premuto sullo schermo compariranno piccoli puntini bianchi ad indicare la presenza di un punto di interesse con cui è possibile interagire. Sfiorandoli, apparirà il nome dell’oggetto o della persona ed un piccolo menu con due scelte: investigare e parlare/raccogliere/usare, a seconda delle situazioni. Gli sviluppatori di The Inner World hanno ridotto all’osso anche l’impatto delle stringhe dei dialoghi a scelta multipla, sostituite da pratici cammei tondi posti nella parte bassa dello schermo che simboleggiano, con un oggetto preciso, su quale argomento verterà la conversazione e che si oscureranno una volta esaurite le opzioni. Sempre nella parte bassa dello schermo si situa l’inventario, sempre visibile e da dove è possibile trascinare gli oggetti da usare (o da combinare) direttamente sul punto desiderato senza la necessità di aprire nuovi menu. Tutto è all’insegna della semplicità dunque, ma una semplicità che denota comunque una grande cura per la presentazione grafica (mai un rallentamento o una sbavatura) e per il dettaglio. Gli enigmi proposti non sono mai frustranti o totalmente astrusi anzi, spesso sono abbordabili e “sequenziali”, nel senso che possono venire risolti concatenando in modo chiaro diversi elementi tra loro seguendo la mera logica. Il gameplay dunque risulta interessante e divertente, con poche battute d’arresto… anche se, purtroppo, in alcuni frangenti sembra mancare qualche personaggio a “riempire” l’azione.

ASPOSIA IN 2D

Graficamente The Inner World si presenta in modo splendido sugli schermi dei nostri devices. Tralasciando i soliti discorsi sulla definizione, vogliamo focalizzare la nostra attenzione sul ben più importante design e sulla particolare veste grafica scelta. Certo, non si scosta minimamente dai canoni dettati per le avventure grafiche e il set ricorda molto da vicino film (come Ember ad esempio) e altri punta e clicca ambientati in luoghi chiusi ed asfissianti, minacciati da un pericolo imminente. Personaggi e fondali sono rigorosamente in due dimensioni e tutto sembra disegnato a mano come fosse un semplice fumetto; le stesse animazioni e i movimenti sono molto elementari, fatti quasi a proposito tanto risultano gradevoli nell’insieme. Gli attori di questa avventura sono azzeccati e ben caratterizzati, anche se ogni tanto la solitudine del protagonista sullo schermo si nota in modo evidente. Ad ogni modo, nonostante The Inner World pesi la bellezza di 1.3 GB non abbiamo mai notato nessun rallentamento dovuto all’engine di gioco e il touch screen risulta sempre reattivo e preciso, senza sbavature. Bene anche il comparto audio; rimane sempre in secondo piano ed accompagna l’azione di gioco senza strafare. Tutti i dialoghi sono doppiati decisamente bene in un ottimo inglese che contribuisce a caratterizzare e a donare ancor più personalità ad ogni personaggio del gioco.

Immagine anteprima YouTube

IN CONCLUSIONE
The Inner World è una avventura grafica che sicuramente non è indenne da piccoli difetti e forse non porterà una ventata di aria fresca nella tradizione del genere, ma riesce comunque ad essere sopra le righe, soprattutto con riguardo al mercato mobile, che qui a noi interessa. La buona realizzazione tecnica e la gradevole veste grafica sono supportate da una longevità che può giungere fino alle 9-10 ore di gioco. Si presenta decisamente come un gioco da provare e a cui dare la precedenza rispetto ad altri concorrenti, se si possiede un dispositivo mobile.
Pro-1
Longevo
7.5
Contro-1
Qualche "tempo morto" di troppo
Pro-2
Ottimizzazione su mobile riuscita
Contro-2
Alcuni enigmi sono semplici da affrontare
Pro-3
Design e presentazione grafica molto gradevole
Un punta e clicca mobile da avere
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