The King of Fighters XIII Steam Edition – Recensione
Per ogni podio che si rispetti sono disponibili tre posti sui gradini iridati che, supponendo una classifica giustificata dal successo commerciale e dall’importanza storica per il genere dei picchiaduro in 2D, solo alcuni titoli possono pretendere di calcare. E dal 13 settembre tutti i gradini sono finalmente occupati. Infatti SNK Playmore ha reso disponibile per l’utenza PC, affamatissima di picchiaduro, The King of Fighters XIII Steam Edition, l’ultimo capitolo in ordine cronologico della serie di picchiaduro dell’ex SNK.
Dopo anni passati ad allenarci sul pluri-premiato capolavoro Capcom, Street Fighter IV, è finalmente giunta l’ora di richiamare alla memoria le vecchie combinazioni di mosse di Kyo, i fratelli Bogard, Iori Yagami e di tutto il rooster di personaggi della fiera del picchiaduro di SNK.
L’UNIONE FA LA FORZA
Caratteristica unica ed introdotta dalla serie King of Figthers è quella di affrontare i combattimenti utilizzando tre personaggi che, in uno scontro secco, verranno eliminati. Il vincitore affronterà così il prossimo combattente del team avversario senza recuperare l’energia eventualmente perduta durante lo scontro appena sostenuto. La particolarità che ha sempre contraddistinto la serie, una trovata semplice ma brillante, è ovviamente riproposta. La possibilità di scegliere tre diversi combattenti è il vero marchio di fabbrica di King of Fighters e, per chi arriva dai classici picchiaduro uno contro uno al meglio di tre, tipo Street Fighter per intenderci e fosse a digiuno di titoli SNK, potrebbe ambientarsi difficilmente, almeno negli istanti iniziali. Selezionare tre personaggi, tra la trentina inizialmente disponibili, implicherà la necessità di impratichirsi delle mosse di tutti e tre per non prestare il fianco agli avversari. Ma non solo, la scelta di tre lottatori comporta alcune riflessioni tattiche, dato che difficilmente li utilizzerete tutti e tre allo stesso livello. Bisognerà valutare, ad esempio, chi schierare per primo, considerare le scelte dell’avversario, bilanciare i nostri stessi character in base alle diverse caratteristiche di offesa, non dimenticandoci di scegliere quelli che ci piacciono di più. Insomma la struttura del gioco, la stessa da anni, è ancora oggi fantastica e profonda e chi ha passato i pomeriggi in qualche sala giochi a svuotarsi le tasche di gettoni non può che essere lieto di vedere che il tempo, e le sventure societarie di SNK, non hanno affatto intaccato la bontà di The King of Fighters.
Questo capitolo conclude gli eventi narrati nella Saga di Ash, non il miglior plot narrativo a dire il vero, ma come è noto ogni motivo è buono per organizzare una bella scazzottata. Le modalità di gioco presenti (Storia, Arcade, Allenamento) sono poi tutte propedeutiche a quella che è la scelta principe per un competitivo giocatore di picchiaduro: la modalità di gioco online. Quest’opzione giustifica l’operazione da sola e anzi consente a questo portabandiera dello stile vecchia scuola di essere un titolo imperdibile per gli appassionati. Dopo un ripasso generale delle mosse e una seduta di arcade, infatti, l’unica modalità di gioco da considerare è quella in rete, perché Internet pullula di avversari agguerriti e competenti. Inoltre la struttura del gioco incentrata sulla concatenazione di combo spettacolari e super mosse devastanti limita l’utilizzo da parte dei giocatori di alcune tattiche ridicole utilizzate ad esempio in Street Fighter IV (una piaga che perdura nonostante le correzioni poste in essere con l’edizione 2012 del gioco Capcom) come quella di colpire costantemente l’avversario con pugni e calci deboli che spezzano le mosse, anche quelle speciali. Come spesso accade però la tendenza dei giocatori, per quanto visto in questa settimana (da circa sette giorni abbiamo per le mani The King of Fighters XIII Steam Edition grazie al supporto dello sviluppatore, NdR), ad usare dei fastidiosi calcetti bassi è insistente. Inoltre tutti utilizzano più o meno gli stessi personaggi, ma è una scelta condivisibile visto che molti sono delle vere leggende dei titoli SNK, come i team di Fatal Fury, anche perché i nuovi lottatori a disposizione un po’ anonimi e difettano del giusto “quid”.
Abbiamo giocato a The King of Fighters XIII Steam Edition utilizzando il joypad MadCatz in edizione limitata di Street Fighter, un pad che si avvicina alle forme del manettino del Saturn, un vero gioiello per i picchiaduro ed adattissimo alla prevalenza delle mosse dei “lanciatori di bolle” che popolano il rooster dei personaggi di The King of Fighters. E’ quello il pad che ci sentiamo di consigliare a tutti i giocatori poiché quello di Xbox 360 non è adatto ai picchiaduro a causa della croce direzionale scomoda. Non possiamo purtroppo testare il titolo utilizzando un Joystick ma, perché no, ci aspettiamo dei feedback positivi da chi, tra di voi che leggerete questa recensione, ha la possibilità di testare cotanto picchiaduro con un dispositivo di controllo che simula maggiormente l’effetto da sala giochi.
1080p?
The King of Fighters XIII Steam Edition mantiene lo stile manga che ha caratterizzato l’intera serie ed i suoi spin-off. Pur non segnando particolari passi avanti per quanto riguarda l’impatto grafico, rispetto ai capitoli per PlayStation 2 addirittura, il gioco riesce a garantire una certa qualità visiva, vuoi per i personaggi ispirati e sempre affascinanti, o per gli sfondi evocativi e gli effetti speciali legati a particolari tipi di mosse che spesso riempiono tutto lo schermo in una esplosione di fiamme, fuoco e tutta la furia degli elementi. Certo, il capolavoro Capcom e Mortal Kombat 9 gli sono superiori in tutto e per tutto, e senza fare troppa fatica dato che gli investimenti sul motore grafico qui sono zero, ma l’effetto d’insieme è garantito e fa tanto fascino da cabinato che non può lasciare indifferenti.
Avendo realizzato un porting su PC ci saremmo aspettati di trovare molte più opzioni nella versione Steam, ma le impostazioni grafiche selezionabili dal giocatore sono ridotte al minimo, tanto che non sarà possibile regolare neppure la risoluzione, che non dovrebbe essere in Full HD, ma limitarsi a scalare a 720p come le peggiori trasposizioni da console. Abbiamo cercato di capirci qualcosa visitando le pagine ufficiali del gioco che non danno risposte in merito e sulla rete c’è molta confusione a riguardo, pertanto ci limitiamo a rimanere perplessi, ma abbiamo realizzato qualche screenshot, che potete vedere a destra della recensione, così da riportare senza filtri di sorta la veste grafica del titolo. D’altra parte la scelta di optare per un gioco non troppo avido di risorse mette a disposizione il prodotto per una platea più amplia di giocatori, senza escludere chi gioca su notebook ad esempio; certo, si parla pur sempre di portatili equipaggiati con una scheda grafica discreta che, seppure meno potente di quelle dedicate al segmento desktop, dovrebbero supportare The King of Fighters XIII Steam Edition senza difficoltà.
Un grande picchiaduro |
8 | Graficamente sorpassato |
Ha fatto scuola | Giocherete solo online | |
Inferiore a Street Fighter? | ||
| Ridondante | ||

