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Recensione
TESTATO SU PC
12 aprile 2014, 12:00
The Wolf Among Us
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The Wolf Among Us – Episode Three: A Crooked Mile | Recensione

Il successo ottenuto con la formula adottata in The Walking Dead – dopo aver effettuato “prove generali” con produzioni dalla qualità discutibile come Jurassic Park: The Game – ha forse compromesso per sempre il modo di creare videogiochi negli studi di Telltale Games. L’adottare una formula di gioco molto leggera, chiaramente indirizzata più al film interattivo che all’utilizzo di un gameplay profondo e classico, come il team ci aveva abituato nei suoi trascorsi, non è sempre saggio; difatti, a pagarne le conseguenze da qualche tempo, troviamo The Wolf Among Us, serie episodica che dopo un buon primo capitolo ha smesso di rischiare, di raccontare, di sorprendere costantemente il giocatore. A Crooked Mile, terzo episodio rilasciato da un paio di giorni, segna l’inversione di rotta di quella che era nata come una serie promettente, ora in affanno tanto da proporci porzioni d’intrattenimento superfluo. Se volete saperne di più, continuate nella lettura.

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L’ESALTAZIONE DEL NULLA

Come chiaramente avviene nei titoli episodici, The Wolf Among Us: Episode Three – A Crooked Mile prosegue nel racconto ricollegandosi proprio al colpo di scena vissuto in Smoke & Mirrors – colpo di scena che non staremo certo qui a svelare – con un Bigby più incavolato che mai e molto preoccupato per le sorti di Snow White, personaggio che sta pian piano salendo di spessore ed attorno al quale – a quanto pare – Telltale Games sta tentando di ricamare una sequenza di fatti ed avvenimenti che la pongono sempre al centro del pericolo, quindi in un certo senso dell’attenzione. Come però confermano i primi minuti di gioco, la difficoltà degli sviluppatori nel creare un copione esaltante è evidente, tanto che anche in questo terzo episodio le fasi di gioco risultano essere noiose, prive di personalità, superflue, per poi in parte risollevarsi attraverso un finale che ci mette a conoscenza, per così dire, di nuovi poteri e personalità di Fabletown, rimaste allo scuro finora, tuttavia senza consentire al prodotto in questione di cambiare marcia dopo la chiara e netta involuzione che dal secondo episodio regna sovrana all’interno della serie. È presto per parlare del seguito, ma se da un lato il ristagno di meccaniche poco adatte al genere sta diventando un difetto strutturale evidente per The Wolf Among Us, dall’altro assistiamo a sceneggiature di volta in volta sempre più scadenti, al limite del ridicolo per qualità di scrittura e di caratterizzazione di molti dei personaggi ormai conosciuti, mai approfonditi veramente, salvo Bigby e Snow White, per l’appunto, che ad ora non fanno affondare ulteriormente quella che è una produzione che col passare dei mesi perde sempre più smalto.

Con una trama che fa fatica ad ingranare e a mostrarsi interessante per larghi tratti, e che lesina in chiarimenti e precisazioni nelle fasi di dialogo, è inevitabile la percezione di falle anche laddove, la spettacolarità di determinati azioni, consentiva di chiudere un occhio e passare oltre; la componente tipicamente investigativa è come al solito basilare ed affatto ispirata, e questo è un peccato tenendo conto di dove gli eventi tentino di trasportare il giocatore, costretto così alla sola selezione di dialoghi spesso illogici – sembra quasi che i personaggi sappiano più di quanto in realtà ci sia stato detto tramite lo schermo – di quick time events e di una scelta sul finale, che divide all’incirca a metà la sequenza ultima, da un lato interessante, dall’altro inconcludente e molto breve, a mettere ancora una volta in risalto che la sequela di fatti avvenuti e di circostanze a cui si cerca ancora una valida risposta debbano essere allungati il più possibile, per arrivare a fine serie. Come del resto era avvenuto con l’episodio due, grazie al quale capimmo l’inutilità della serie di scelte compiute nel capitolo d’esordio, aspetto anche qui confermato, e l’ulteriore testimonianza di risorse e tempi di sviluppo limitati, che non hanno portato né ricche e dettagliate ambientazioni – le nuove inserite sono davvero minuscole per poter essere considerate tali – e né ad una longevità un pelino più dignitosa che in passato, anzi, stavolta si è stabilito un record negativo: appena settantacinque i minuti di gioco raccolti in una run… Gli stessi buoni livelli son stati raggiunti soltanto riguardo l’aspetto visivo, grazie ad un sapiente uso dei colori ed uno stile noir esaltante, e dal buon doppiaggio in inglese.

Tuttavia, in molti sul web si son subito sentiti di “nominarlo” come il miglior episodio della serie, ma oggettivamente una cosa del genere non ha nessun fondamento per quanto messo in mostra dal team di sviluppo nei seguenti aspetti: trama, sviluppo e relativa progressione; crescita dei personaggi e loro caratterizzazione, gameplay e fasi investigative, ora più che mai imbarazzanti, ottimizzazione del codice – ancora una volta sono diversi i cali di frame rate ed i bug nella versione PC da noi provata – ed infine qualità dell’intrattenimento offerto, assolutamente mediocre perfino per una longevità così striminzita. Insomma, A Crooked Mile è un vero e proprio incidente di percorso a cui il team di sviluppo – speriamo – rimedi fin da subito… Se soltanto si analizzassero coerentemente le singole componenti di un videogioco, anziché dir la propria per partito preso, magari, e ripetiamo magari, qualcosa in più da questa serie – e forse da tanti altri sequel di videogiochi più o meno apprezzati – l’avremmo ottenuta. In fondo, fa davvero male veder così tanto potenziale gettato via in questo modo.

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IN CONCLUSIONE
Analizzare un episodio di una delle tante serie di Telltale Games non è mai stato così facile. Perché? Perché c'è davvero poco da dire, da analizzare e su cui comporre giri e giri di parole che un episodio come questo, superfluo a dir poco, nemmeno merita. Lo dicemmo con l'evidente calo di qualità sofferto in Smoke & Mirrors, tenuto a galla soltanto dal colpo di scena finale, citando dalla nostra precedente recensione: “I toni maturi e gli ultimi minuti di gioco farebbero pensare al titolo come tutt'altro che scontato e banale nella sua futura progressione, ma dopo i fatti di Smoke & Mirrors non ne siamo poi così convinti, temendo che gli sviluppatori possano anche compromettere seriamente tutta la serie.” Oggi, dopo aver snocciolato il terzo episodio 'A Crooked Mile' per ben due volte, non possiamo che confermare quanto temuto: Telltale Games sta gettando via una serie interessante, dato che non riesce ad affondare il colpo ed a mantenere vivo l'interesse di chi gioca; come se non bastasse, basandosi sul solito sterile gameplay privo di profondità, per niente adatto ad un titolo simil-investigativo come questo. Le speranze per vedere un quarto episodio degno di nota si affievoliscono, quindi, a conferma di come il team americano, quando chiamato a lavorare su più progetti, lasci sempre qualcosa per strada. E magari fosse stato soltanto “qualcosa”, stavolta si parla di un episodio che tenta di reggersi attorno ad una sceneggiatura che più leggera, banale e priva di mordente, non si può. Da bocciare su tutti i fronti, forse è ora che Telltale Games smetta di pettinar le bambole. A patto che non siano fatte di carne ed ossa, in quel caso potremmo anche comprenderli...
Pro-1
Stile grafico sempre accattivante...
5
Contro-1
… Ma ancora una volta sofferente per qualche bug e calo di frame rate
Pro-2
Buon doppiaggio
Contro-2
Sceneggiatura inconsistente, affiancata dal solito non-gameplay
Contro-3
Episodio superfluo: 75 minuti (longevità mai così bassa) di nulla
TANTA FRETTA, ZERO SOSTANZA
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