Type: Rider – Recensione
La storia… le ere… tutto ciò che siamo, che eravamo. Ciò che siamo lo dobbiamo al passato, noi viviamo oggi… ma anche, in parte, in ciò che ormai è ieri. Pensate di viaggiare all’interno del tempo e dello spazio rotolando come due puntini in un mondo dove il terreno è composto da caratteri tipografici (o meglio font) e dove il cielo e tutto ciò che fa da sfondo sono manifesti, scritture, insegne e quant’altro ci riporta indietro negli anni, mostrandoci, anche attraverso la musica, ciò che all’epoca è stato più importante e rivoluzionario. Beh, questa signori, è l’avventura che i ragazzi di Agat, Ex Nihilo e ARTE, vi faranno vivere con il loro originalissimo Type: Rider.
TYPE: RIDER
Type: Rider altro non è che un race game a scorrimento orizzontale, con componente platform, nella quale dovremo guidare i due punti fino alla fine dei nove livelli suddivisi in quattro stage. In realtà i livelli sono dieci, ma per non rovinarvi la sorpresa, dato che il decimo è un livello bonus, non vi diremo di cosa si tratti, sappiate solamente che è del tutto folle. I livelli prendono il nome dei diversi font. Partiremo con Origin, dove saremo nell’epoca preistorica, al tempo della pittura rupestre, delle caverne e dell’inizio della scrittura. Passeremo poi per altre tipologie di font che non vi elencheremo per evitare di togliervi il piacere di scoprirli uno ad uno, fino ad arrivare ai giorni nostri. Ogni mondo ha una propria colonna sonora inerente al tempo storico, così come anche gli sfondi che rappresentano i diversi “manifesti” più significativi e caratterizzanti di quel periodo storico attraversato. In ogni livello il nostro compito sarà quello, oltre che arrivare alla fine, di raccogliere tutte le lettere dell’alfabeto, ma gli sviluppatori non si sono limitati a questo, inserendo così sei asterischi per livello che, se raccolti, ci porteranno ad una schermata dedicata dove potremo leggere trattati storici sul periodo che stiamo percorrendo.
Per guidare i due punti potremo scegliere se utilizzare il classico tilt, i pulsanti a schermo, oppure (per noi la scelta più logica e godibile) un sistema intuitivo grazie al quale basterà dare degli input tattili su schermo, ma senza la presenza di alcun pulsante grafico, il che permette di godersi al meglio tutto lo spettacolo che apparirà dinnanzi ai nostri occhi. Basterà infatti tenere premuto a destra o a sinistra per direzionare i due punti e premere con piccoli input per fargli compiere un piccolo salto. Il tutto è intuitivo e fluido ed i comandi rispondo egregiamente. La vera difficoltà è invece quella di saper gestire i due punti che non potranno mai essere scissi e si muoveranno sempre in sincrono l’uno all’altro, formando un unico corpo.
Parlando di tecnica, c’è da dire che lo spettacolo a schermo è meraviglioso, l’atmosfera ricreata per ogni periodo è a dir poco fantastica, così come anche le musiche, sempre azzeccate e che immergono appieno il giocatore, tenendolo attaccato allo schermo per tutte le due ore circa che il titolo richiede per essere completato. A tal proposito dobbiamo dire che la longevità non è delle migliori, anche se non ne facciamo proprio un difetto dato che probabilmente maggior tempo avrebbe portato alla inevitabile noia ed all’abbandono del gioco. Grazie infatti ad una longevità così contenuta il rischio noia è ben lontano, facendoci mantenere alta l’attenzione che Type: Rider merita.
Arte tipografica in movimento |
9 | Qualche rallentamento |
Geniale e molto originale | ||
| UNA FANTASTICA AVVENTURA | ||


