Velocity Ultra – Recensione
Il nuovo corso volto a favorire la pubblicazione dei giochi indipendenti da parte di Sony, è frutto di idee che hanno visto concretizzarsi timidamente con il progetto “Minis”, con l’obiettivo principale di espandere le piccole produzioni, che sui dispositivi mobile spopolavano, anche sulle piattaforme PlayStation. Il progetto ha favorito in seguito lo sviluppo di piccoli giochi, anche esclusivi, e alcuni ben riusciti, ma diversi ostacoli di tipo burocratico che portavano un gioco alla pubblicazione hanno sancito il fallimento dei Minis. Quello di cui parliamo oggi è un gioco sviluppato dal team inglese FuturLab che con il suo Minis per PSP, Velocity, è riuscito a vendere un buon numero di copie digitali da permettersi un remake del gioco per PS Vita. Già solo questo fa intuire come dietro al gioco ci sia un buon valore qualitativo, ma vediamo come si comporta il gioco su PS Vita e cosa aggiunge di nuovo.

Siamo nell’anno 2212 quando una stella collassa in un buco nero minacciando la distruzione di tutto quello che è intorno. L’unica speranza è inviare la navicella spaziale Quarp Jet, la sola in grado di teletrasportarsi, salvare i superstiti e sconfiggere l’invasione di una strana razza aliena. Questo incipit insieme a qualche tavola ben disegnata con delle vignette tra una missione e l’altra, sono gli unici punti di collegamento narrativi che hanno il principale scopo di fungere da pretesto per spostare il giocatore da una missione all’altra. Velocity Ultra è uno shoot ‘em up a scorrimento verticale ben strutturato, che lascia meno spazio alle fasi da bullet hell tipiche del genere per amalgamare situazioni quasi puzzle molto interessanti. La commistione è senza dubbio riuscita già con il gioco originale e raggiunge la versione definitiva con questo remake per PS Vita. Il giocatore al comando della navicella dovrà quindi schivare i proiettili nemici e distruggerli con un fuoco primario che si potenzierà nel corso della campagna tramite la raccolta di power-up, e salvare le capsule dei superstiti sparse nei livelli. Dopo una decina di livelli introduttivi si comincia ad entrare nel vivo del gioco, che invita il giocatore a distruggere una serie di generatori di diverso colore e in ordine numerico per sbloccare i deflettori che bloccano il passaggio e impediscono di terminare il livello.
Questi generatori sono sparsi e spesso posizionati in più diramazioni, per cui il giocatore deve posizionare dei portali (limitati nel numero) in modo strategico per abbattere tutti i generatori e abbassare gli scudi che chiudono il passaggio. Attraverso questo tipo di situazioni che mettono in mostra un buon level design, chi gioca si diverte a completare i 50 livelli di cui è composta la Campagna; livelli, divisi in quattro categorie: Trova e Salva dove la missione principale è quella di salvare i superstiti, Forze ostili in cui distruggere le ondate di nemici presenti nel livello, Urgenza Critica che chiede di superare il livello prima dello scadere del tempo e infine la combinazione dei primi due obiettivi. I livelli non durano mai tanto, si va dal minuto scarso ai cinque/sei minuti, il che rende Velocity Ultra molto godibile su console portatile. La longevità è discreta considerando le tre/quattro ore circa della Campagna, rimasta invariata per contenuti, a cui si aggiungono 20 livelli bonus e il gioco delle mine, introdotti con questo remake. L’aspetto che giova più di tutti da questa edizione Ultra sono sicuramente i controlli che erano buoni per quanto riguarda le possibilità offerte dalla PSP, ma che diventano migliori su PS Vita. Il teletrasporto è possibile effettuarlo non solo con la pressione del tasto quadrato ma anche con il touch screen, un’aggiunta che facilita lo sfruttamento di questa abilità rispetto all’impostazione originale, che è sicuramente più ostica da assimilare ma altresì la prima opzione per muoversi alla massima velocità per chi mira alla medaglia d’oro e perfetto in ogni livello. Il tempo che impieghiamo per spostare il dito sul touchscreen sarà troppo per raggiungere gli obiettivi massimi dei livelli, specie quelli a tempo. Ancora, l’uso delle bombe è stato demandato anche all’analogico sinistro oltre che al tasto frontale, e di fatto è un miglioramento notevole vista la semplicità di utilizzo; dove prima magari si preferiva sempre e comunque lo sparo principale adesso avviene quasi il contrario. Ultima nota riguarda la grafica che non cambia molto nello stile ma evidenzia miglioramenti netti, dalla palette di colori più forti agli effetti particellari di esplosioni e proiettili, con ambienti di gioco meglio definiti.
Un gameplay originale |
8 | Non ci sono contenuti importanti per quelli che l'hanno già giocato |
I nuovi controlli migliorano la giocabilità | ||
| MENO CLASSICO E DIVERSAMENTE DIVERTENTE | ||