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Recensione
TESTATO SU PC
4 maggio 2015, 9:34
Verdun
Verdun mobile

Verdun – L’ora della Grande Guerra

La guerra è sempre uno dei temi che meglio si sposa col genere degli sparatutto in prima persona e gli sviluppatori di videogiochi l’hanno ben capito, e partendo dalla Seconda Guerra mondiale il genere ha virato sempre più verso l’impronta action, con combattimenti rapidi e frenetici, ambientazioni sempre più futuristiche per poterci dotare dei gadget più disparati e dando la massima importanza alla componente multigiocatore. Verdun cerca di portare un po’ di originalità spedendoci indietro alla Grande Guerra, fatta di trincea e combattimenti per il controllo di qualche metro di terra in più a scapito di un alto numero di vite umane.

1914-1918

Verdun è uno di quei titoli che ha giovato tantissimo del periodo trascorso in Early Access. Blackmill Games ha infatti sfruttato il feedback dei giocatori per rilasciare un titolo solido nella sua release finale. Questo sparatutto in prima persona presenta un gameplay piuttosto interessante e bilanciato, ma a differenza di molti shooter moderni non fa della velocità di movimento, con ricariche rapide e spostamenti continui, il suo fulcro, ma anzi spinge il giocatore a muoversi con cautela e cercare di rimanere coperto il più possibile per evitare di diventare un facile bersaglio. In Verdun infatti basta quasi sempre un colpo per cadere a terra esanimi, soprattutto se si usa un fucile, qualsiasi parte del corpo venga colpita. Tale scelta potrebbe apparire un po’ forzata, visto che i fucili oltre ad essere l’arma più usata funzionano molto bene anche dalla distanza, e ciò potrebbe portare alla staticità della partita a causa dei camper, tuttavia la conformazione delle mappe e l’impostazione della partita rende molto difficile tale pratica per lunghi periodi, sia perché non esiste nessun posto realmente sicuro in cui avere una buona visuale e al contempo una totale protezione e soprattutto perché ogni match è strutturato in maniera tale da costringere i due battaglioni contendenti ad avanzare trincea per trincea e difenderle a turno. Verdun infatti presenta solamente due modalità: Sfida Mortale e Linee del Fronte. Se la prima è un semplice tutti contro tutti a 16 giocatori con la possibilità di usare solo il fucile, il vero fulcro del titolo, nonché modalità più giocata, è la seconda.

Si combatte metro per metro

Come appena accennato, Linee del Fronte può essere definita come una versione sui generis dei classici conquista a 32 giocatori, ovvero 16 contro 16. Ognuna delle sei mappe di gioco, oltre a presentare stili e zone diverse del fronte occidentale ed essere state sviluppate con molta cura ed attenzione per l’aspetto storico, sono divise in più settori, e ognuno di essi presenta una trincea e una zona di nessuno che la separa dall’altra trincea. Lo scopo di questa modalità è di avanzare e conquistare entro la fine del tempo limite quante più trincee possibile o direttamente conquistare l’ultima trincea dell’esercito nemico. Poiché il limite massimo dei giocatori si ferma a 32 ed per evitare che i giocatori si disperdano per la mappa, che risulta stretta e lunga, ogni fazione ha un momento per attaccare, nel mentre che l’altra difende. Nel periodo d’attacco, anch’esso a tempo, i giocatori possono attraversare la zona di nessuno che li separa dalla trincea nemica per cercare di espugnarla e conquistarla una volta trascorso abbastanza tempo al suo interno. Eliminando i difensori si potrà ottenere del tempo extra prolungare l’attacco e nel caso l’attacco vada a buon fine, toccherà a noi difendere la trincea appena conquistata. Se invece i difensori riescono a bloccare l’attacco uccidendo abbastanza attaccanti, possono effettuare un contrattacco ed avanzare attraverso la zona di nessuno per cercare a loro volta di conquistare la nostra trincea. Per evitare che i giocatori si disperdano troppo, durante le fasi difensive non è possibile avanzare oltre la trincea che si sta difendendo altrimenti, dopo poco secondi, il nostro personaggio verrà automaticamente ucciso e lo stesso vale se cerchiamo di addentrarci oltre i bordi laterali della mappa. Tale scelta risulta molto riuscita ed equilibrata – nelle diverse partite giocate non è stato raro terminare in pareggio – e nonostante il gameplay imponga una certa attenzione ad evitare di restare scoperti troppo a lungo, ogni partita risulta più frenetica di quanto si possa pensare e divertente da giocare, almeno finché le due fazioni restano equilibrate. Infatti Verdun non punisce chi abbandona la partita e a parte fornire una penalità alla squadra con più giocatori, difficilmente si può tenere testa ad un nemico in superiorità numerica, ma per fortuna il matchmaking viene velocemente in soccorso facendo entrare carne fresca in battaglia.

Una lettera dal fronte

Una volta vinta o persa la partita, verremo ricompensati coi punti esperienza che ci permetteranno di salire di livello e sbloccare nuove abilità, come una ricarica più veloce o una mira più stabile, a seconda della classe scelta in battaglia. Non abbiamo la possibilità di personalizzare liberamente la nostra classe, ma i 16 giocatori per fazione di ogni partita, verranno divisi in gruppi di quattro e ognuno ricoprirà un ruolo differente, con armamentario ed equipaggiamento diverso. Queste squadre ricalcano in maniera accurata quelle dell’Intesa e degli Imperi Centrali e fra esse figurano anche i ben noti Sturmtruppen e le temibili truppe d’assalto canadesi. Tuttavia la personalizzazione del nostro personaggio rimane limitata al ruolo che ricopre nella squadra ed esistono solo tre diversi set di equipaggiamento di cui due da sbloccare con speciali punti ottenibili ogni volta che si sale di livello. È però possibile creare una propria squadra, con tanto di nome, e, specialmente se si ci organizza con amici, battaglia dopo battaglia salirà di livello permettendo di sbloccare nuovi elementi come divise dei periodi più avanzati del conflitto per tutti i membri.

Dal punto di vista dei contenuti Verdun risulta particolarmente curato, così come le squadre, le armi e i cambi di battaglia sono stati fedelmente riprodotti. Son presenti molti fucili storici e granate, ma anche alcuni primi modelli di mitra come il tedesco MP-18, revolver e pistole semiautomatiche. Queste ultime due armi sono usate per lo più dai sottoufficiali della squadra, figura molto importante ai fini del gameplay poiché, oltre a permettere il respawn nelle sue vicinanze, è in grado di far comparire a schermo gli ordini su dove attaccare o avanzare al resto della squadra e richiedere una ricognizione aree, che permette di conoscere la posizione dei nemici nella minimappa, ed attacchi d’artiglieria. Oltre alle classiche bombe esplosive, è possibile utilizzare armi chimiche, in grado di coprire alcune zone del campo di battaglia con gas letali, ed è quindi necessario utilizzare le maschere antigas in dotazione che però riducono la visibilità. Verdun è un titolo veramente interessante grazie al suo gameplay difficile e punitivo, infatti non è affatto raro morire per colpa di un cecchino non visto o di un bombardamento, ma le occasioni di rendere pan per focaccia non mancano, proprio grazie ad una modalità di gioco equilibrata in cui l’unione fa la forza.

È una sporca guerra

Se gameplay e contenuti risultano di indubbia qualità e fedeltà storica, dal versante tecnico siamo rimasti un po’ delusi a causa di un framerate ballerino non in grado di rimanere ancorato ai 60 fotogrammi al secondo, i cui cali, fino a 30, son risultati particolarmente fastidiosi ed in grado di influire negativamente sulla precisione della mira. L’unico modo per evitare questo inconveniente è stato disattivare tutti gli effetti di post-processing e diminuire leggermente anche la qualità, nonostante il numero dei giocatori ancorato a 32, la mappe di dimensione ridotte e la qualità visiva non particolarmente eccelsa e con molto aliasing anche se impostata al massimo. Nel complesso la grafica rimane comunque godibile, ma ci saremmo aspettati una fluidità maggiore anche con impostazioni massime.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=kWp-7XH3080[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Verdun è un titolo difficile e complesso e poco immediato che necessita del tempo prima di essere appreso appieno. Le morti scaturite dai nostri movimenti incauti o di un cecchino nemico non visto non mancheranno e potrebbero scoraggiare chi non è abituato ad un gameplay così ragionato, specie per uno sparatutto in prima persona. Tuttavia ogni partita evita l'immobilità della guerra di trincea, grazie ad una modalità frenetica al punto giusto che si mantiene equilibrata se anche il numero di giocatori nelle due fazioni si mantiene equilibrato, infatti anche trovandosi in un 4 vs 4 od 8 vs 8 e così via, ogni partita non sarà mai noiosa. A ciò aggiungiamo la grande cura di Blackmill Games nel ricostruire squadre ed armi in maniera fedele alle controparti reali e mappe dallo stile autentico e realistico, ma al contempo senza punti in cui poter rimanere fermo a sparare senza che nessuno possa colpirci e capirete come si possa ampiamente sorvolare davanti alla grafica non perfetta e al framerate che costringe a qualche compromesso per rimanere sempre stabile di questa produzione indipendente.
Pro-1
Gameplay ponderato, ma non lento
8
Contro-1
Grafica non eccelsa
Pro-2
Armi e campi di battaglia riprodotti con cura
Contro-2
Framerate ballerino
Pro-3
La Prima Guerra Mondiale
Contro-3
Vi farà infuriare
Un colpo un centro
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