Woodle Tree Adventures – Il super Mario italiano
Italia e videogiochi sono due parole che non sono mai andate troppo d’accordo. Se quasi tutto il resto del mondo occidentale ha pienamente capito il potenziale economico e culturale di questo tipo di intrattenimento, da noi i videogame sono ancora una cosa di nicchia e un argomento spesso affrontato in maniera superficiale, da chi riesce ad averne solo pregiudizi. Naturalmente, se la situazione è questa la colpa e un po’ di tutti, partendo dalla stampa che in più occasioni non è stata all’altezza del suo compito, dagli youtuber che sovente sono pallide imitazioni di quelli oltreoceano, ai personaggi “famosi” che in svariate situazioni si son gettati nella mischia con video gameplay, in pieno stile da cabaret televisivo, che oggettivamente non avevano la minima idea di cosa stessero facendo.
Fortunatamente questo trend distruttivo sembra essere in leggero calo, il nostro paese si sta imponendo come patria dei racing grazie ai giochi Milestone e al recente Assetto Corsa, allo stesso tempo nuovi studi indipendenti stanno uscendo alla ribalta dimostrando che anche da noi si possono fare grandi cose. Woodle Tree Adventures è l’avventura d’esordio di Fabio Ferrara, un giovane e promettente sviluppatore che ha creato questo gioco quasi completamente da solo. Vediamo insieme com’è andata.

Fin dai primissimi istanti risulta evidente come lo sviluppatore sia cresciuto amando i titoli Nintendo. Woodle Tree Adventures è un platform sullo stile di Super Mario 3D Land con quel pizzico di Zelda che non guasta mai. La storia che fa da filo conduttore alla nostra avventura è molto semplice, all’interno di un mondo quasi completamente arido un vecchio albero (che tanto ricorda un albero Deku) incaricherà un giovane ceppo di recuperare le lacrime di fata sparse per sei livelli, necessarie per far tornare la prosperità. Entrati nel primo stage il tributo a Super Mario è piuttosto evidente, Woodle Tree Adventures utilizza forme e colori del mondo dell’idraulico e parzialmente ne ricalca anche il level design. Il gameplay è quello classico dei platform Nintendo, fatto di salti nel vuoto, di nemici da abbattere e di esplorazione all’interno di grossi livelli. All’interno di questi stage dovremo riuscire a trovare le lacrime di fata nascoste in qualche anfratto, necessarie per passare al livello successivo. Durante il nostro girovagare potremo accumulare numerose bacche che andranno ad ingrossare la sacca che il nostro ceppo porterà sulle spalle. Non ci sono vite, e tale raccolta ci permetterà di sbloccare un potenziamento per sconfiggere ancora più agevolmente i nemici. Il level design abbastanza elaborato propone stage di dimensione media con un buon sviluppo anche verticale, l’apprezzamento verso il lavoro di Miyamoto è sempre evidente e i giocatori più rodati si sentiranno subito a casa. Woodle Tree Adventures non propone mai schemi particolarmente labirintici ed è difficile che vi perdiate durante la ricerca delle lacrime, nonostante questo ci saranno sempre un discreto numero di punti da esplorare. I livelli sono abbastanza vari, passeremo da un villaggio, per poi teletrasportarci in un alveare e finire in una zona innevata. Ognuno di questi stage è un micro-mondo composto di numerosi elementi differenti, in cui dovremo cercare le lacrime in ogni anfratto, telecamera permettendo.
Non mancano una folta schiera di nemici pronti a bloccare il nostro passaggio, sfortunatamente questi non rappresentano mai un reale pericolo e il più delle volte si limiteranno a scomparire sotto i nostri colpi. Ognuno dei sei livelli (più uno bonus) è completabile semplicemente evitando gli avversari, nel caso veniate colpiti ritornerete al punto di partenza senza perdere niente. Woodle Tree Adventures è abbastanza breve, giocando a un ritmo normale, raccogliendo tutte le bacche e lacrime in ogni stage, lo abbiamo portato a termine in circa due ore. Complessivamente si tratta di un gioco molto facile, adatto ai bambini che devono passare in casa una giornata uggiosa; volendo, tutta l’avventura è completabile in maniera cooperativa. Graficamente, tenendo presente che si tratta di un indie sviluppato da una sola persona, il gioco si presenta abbastanza bene. I colori brillanti e le forme morbide fanno una piacevole impressione, lo stesso si può dire per le animazioni del nostro ceppo che si muove in maniera simpatica. Non è mancato l’incontro con alcuni bug, soprattutto di compenetrazione poligonale, o di riuscire a compiere salti sopra appoggi inesistenti. Un altro problema piuttosto insistente è quello della telecamera, controllata dal gioco, che dovrebbe offrire sempre il punto di vista migliore, ma sfortunatamente in più occasioni ci è capitato che rimanesse fissa dietro ad un muro o che ci inquadrasse in primo piano, impedendoci di vedere dove stavamo andando.
Graficamente piacevole |
6 | Molto semplice |
Level design apprezzabile | Dura poco | |
Telecamera problematica | ||
| AI BAMBINI PIACERÀ | ||
