Kula World
Nel lontano 1998 un team svedese di sviluppatori chiamato Game Design Sweden AE fece il suo esordio nel mondo videoludico con l’ intento di rinnovare il genere dei PuzzleGame ormai da troppo tempo senza linfa e troppo “datato” per la potente consolle Sony dell’epoca.
La novità della produzione derivava dalla nuova e lodevole grafica 3D accompaganta da una fisica davvero ottima. Probabilmente, però, la pubblicazione nello stesso anno (il 1998 fù davvero un’annata d’oro per Playstation) di titoli come Resident Evil 2, Spyro The Dragon, Medievil e Tekken 3 rese lo stile minimalista di Kula World troppo datato ed obsoleto per i nuovi standard videoludici (e per gli occhi dei videogiocatori strabiliati dalle nueve capacità raggiunte dalle consolle casalinghe del tempo). Il risultato fù la pubblicazione di un ottimo titolo che, purtroppo, passò quasi inossevato non riuscendo neppure a raggiungere la quota minima di vendite per ottenere la ristampa in versione Platinum (stessa identica cosa accade a Tombi sempre nel 1998 …. che casualità).
Proprio per questi motivi quando Kula World venne riscoperto dagli addetti ai lavori e dai videogiocatori era ormai diventato un titolo di culto e abbastanza raro da reperire dati i pochi pezzi venduti, con un conseguente prezzo di vendita abbastanza elevato.
Proprio per questi motivi quando Kula World venne riscoperto dagli addetti ai lavori e dai videogiocatori era ormai diventato un titolo di culto e abbastanza raro da reperire dati i pochi pezzi venduti, con un conseguente prezzo di vendita abbastanza elevato.
ROTOLA, SALTA, ROTOLA
In Kula World vestiremo i panni di una “palla da spiaggia” attraverso una azzeccatissima e molto ben realizzata inquadratura in terza persona. Kula infatti in svedese significa proprio palla ed il nostro scopo sarà quello apparentemente semplice, quasi banale, di districarci all’interno di vari puzzle-stage (ben 200 in tutto) sospesi in aria e risolverli raccogliendo le varie chiavi al fine di rendere disponibile l’uscita e passare al livello successivo prima che scada il tempo.
Le chiavi, però, non saranno gli unici oggetti in cui ci imbatteremo. Essenziale sarà infatti raccogliere piu monete e frutti possibili al fine sia di raggiungere Bonus Stage, sia soprattutto di incrementare il nostro punteggio. Questo perché in Kula World è presente un sistema di Game Over molto originale. A comportare la fine del gioco non sarà infatti la caduta fuori dallo stage della nostra cara Kula o il suo scoppio dovuto alle varie spine acuinate e nemici disseminati nei livelli di gioco. Ognuno di questi eventi ci decurterà parte del punteggio accumulato e solo una volta arrivati a zero si avrà il Game Over.
Oltre a poterci muovere in tutte le direzioni avremo, però, anche un tasto adibito al salto per poter passare da una pedana all’altra spesso non collegata con il resto del livello. Non sarà raro infatti imbattersi in veri e propri “salti nel vuoto” al fine di raggiungere punti inaccessibili dello stage e poter raccogliere quell’ultima chiave utile ad aprire l’uscita e a sorpassare il livello. Proprio per evitare che i salti siano alla cieca è stata implementata un’ottima modalità di visuale soggettiva grazie alla quale saremo liberi di muovere la telecamera a nostro piacimento e ponderare bene le scelte da eseguire.
Le chiavi, però, non saranno gli unici oggetti in cui ci imbatteremo. Essenziale sarà infatti raccogliere piu monete e frutti possibili al fine sia di raggiungere Bonus Stage, sia soprattutto di incrementare il nostro punteggio. Questo perché in Kula World è presente un sistema di Game Over molto originale. A comportare la fine del gioco non sarà infatti la caduta fuori dallo stage della nostra cara Kula o il suo scoppio dovuto alle varie spine acuinate e nemici disseminati nei livelli di gioco. Ognuno di questi eventi ci decurterà parte del punteggio accumulato e solo una volta arrivati a zero si avrà il Game Over.
Oltre a poterci muovere in tutte le direzioni avremo, però, anche un tasto adibito al salto per poter passare da una pedana all’altra spesso non collegata con il resto del livello. Non sarà raro infatti imbattersi in veri e propri “salti nel vuoto” al fine di raggiungere punti inaccessibili dello stage e poter raccogliere quell’ultima chiave utile ad aprire l’uscita e a sorpassare il livello. Proprio per evitare che i salti siano alla cieca è stata implementata un’ottima modalità di visuale soggettiva grazie alla quale saremo liberi di muovere la telecamera a nostro piacimento e ponderare bene le scelte da eseguire.
Detto così sembra tutto molto facile. La particolarità di Kula World è però insita nella gravità del tutto relativa. Se sarà infatti ovvio cadere e perdere punti saltando nel vuoto cio non accadrà rimanendo ben saldi al terreno. Arrivando infatti ad un vicolo cieco andando avanti non cadremo nel vuota ma gireremo intorno al suolo trovandoci a correre su quello che prima era il “tetto” ed ora il “pavimento”. Il gioco si basa infatti su stage molto essenziali sviluppati con vari parallelepipedi sospesi nel vuoto a 4 facce tutte percorribili. Unica condizione per cambiare superficie è quella però di trovarsi al vertice di tali parallelepipedi. Questi sono punti chiave e strategici per districarsi nel livello e il primo scopo sarà quello di identificarli.
Se i primi stage saranno semplici e di rapida soluzione permettendo un apprendimento rapido dei semplici comandi e della “fisica” particolare del gioco, passando a quelli più avanzati le cose diventeranno davvero ardue e si dovrà iniziare ad utilizzare davvero molto la testa.
IN CONCLUSIONE
Kula World è un titolo unico con un carisma ed una personalità eccezionale. Se si riesce, d’altronde, a creare un ottimo puzzle-game scegliendo come protagonista una palla da spiaggia, allora vuol dire che dietro a quell’aspetto semplice, vivace e spensierato si nasconde un gameplay davvero solido.
Il titolo in questione è senza dubbio uno dei migliori e dei più originali puzzle-game degli ultimi 13 anni. Una grafica non eccessivamente curata, ma comunque più che buona, viene completamente compensata da un gameplay solido e divertente che nasconde dietro ad un’apparenza semplice, quasi banale, una profondità in grado di arrovellare il cervello come poche volte mi è capitato. Ma non è questo il compito di un Puzzle-game di successo ?



