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Retro
22 agosto 2011, 16:00
Skies Of Arcadia
Skies Of Arcadia mobile

Skies Of Arcadia

C’era una volta, non troppo tempo fa, un panorama videoludico ben diverso da quello attuale. C’erano molti videogiocatori appassionati ed un genere di gioco in particolare che li attirava come il miele fa con gli orsi appena usciti dal letargo. C’erano i JRPG, giochi di ruolo di stampo orientale che racchiudevano in se stessi tutta l’arte e la maestria dei game designers giapponesi. La situazione odierna invece è ben diversa e questo genere, da sempre massimo esponente dell’industria videoludica, si trova in serio pericolo di estinzione. Torniamo quindi indietro di qualche anno, quando il gioco di ruolo di stampo nipponico era ancora uno dei generi più importanti per il successo di una console, torniamo a Sega ed al Dreamcast, o meglio, agli errori commessi con il Saturn , sistema povero di JRPG,sopratutto al confronto della sua rivale generazionale, la playstation, e andiamo a riscoprire assieme uno dei migliori titoli appartenenti a questa categoria. Snobbato, denigrato, passato in sordina, relegato ad un mercato di nicchia a causa di un nome poco famoso e di una console più che sfortunata, parliamo di Skies of Arcadia per Sega Dreamcast.

NOTE A MARGINE…

Nell’articolo dedicato all’ultima console Sega abbiamo trattato anche i motivi relativi alla sua morte commerciale. Ho personalmente lottato contro gli stereotipi e le malelingue che additavano Sega come la causa stessa della fine prematura del suo rivoluzionario sistema di gioco. Sega non commise errori con il Dreamcast, ne dal punto di vista ludico, ne dal punto di vista commerciale. Skies of Arcadia è uno dei tanti esempi che può provare l’assoluta volontà della grande S di non commettere i precedenti sbagli dell’era a 32bit. Come accennato nell’intro , negli anni ’90, la presenza di JRPGs nella line-up di una console era fondamentale per il suo successo, per lo meno agli occhi dei veri videogiocatori, Sega ne era consapevole e sfoggiando tutta la sua classe e la sua maestria riuscì ad estrarre dal cilindro questo gioco di ruolo davvero unico nel suo genere, se non altro per uno stile inconfondibile quanto indimenticabile.

VOLARE NEI CIELI DI ARCADIA

Come da tradizione, un buon JRPG , deve saperci raccontare una storia! Ci deve cullare dolcemente in una lunga avventura dove fantasia e mondi bizzarri la fanno da padroni e in questo Skies of arcadia può dire la sua a testa alta. L’input narrativo , a dire il vero, è molto semplice: ci troviamo nel vasto territorio di Arcadia (da cui il titolo del gioco) , un mondo fluttuante composto da tante piccole isole che si librano nel cielo come se il peso della pietra e del terriccio non risentisse minimamente della forza di gravità. Gli stravaganti personaggi che popolano queste lande si spostano grazie a navi volanti e , come la storia insegna, dove ci sono navi, ci sono pirati. Il “Pirata” è un archetipo di personaggio molto carismatico che porta con se una grande carica antagonistica ma che , se amalgamata con la giusta dose di buon spirito e se spinta dalle giuste motivazioni, può tramutarlo in un eroe invece che in un fuorilegge (“I Pirati dei Caraibi” insegna ndr). Partendo da questo presupposto abbiamo 2 diverse fazioni piratesche che depredano i cieli di Arcadia: I Blu Rouges ed i Black Pirates. Solo i secondi si rivelano essere dei pericolosi malintenzionati, pronti ad attaccare ogni nave nei loro paraggi, mentre i primi , che annoverano tra i ranghi anche il nostro protagonista , Vyse, sono in realtà una sorta di ribelli che lottano contro le mire espansionistiche della flotta dell’impero di Valua. Al centro di ogni battaglia vi è sempre un “tesoro” e anche nei cieli di Arcadia se ne nasconde uno: I frammenti di Luna. Piccoli meteoriti pianti dal cielo ,staccandosi dalle lune che roteano attorno al pianeta, nei quali si racchiude l’energia necessaria non solo per muovere i motori fonte di vita ma anche per creare armi con portata devastante. La nostra avventura ha inizio proprio con uno scontro tra Vyse e l’ammiraglio Alfonso , uno scontro breve ma intenso che vedrà il nostro eroe fuggire con un bottino ben più prezioso di qualunque cristallo di luna: la principessa Fina, personaggio chiave dell’intera vicenda che accompegnaerà Vyse e la sua combricola di amici in una guerra contro l’impero di Valua, intenzionato ad impadronirsi delle armi dell’antica civiltà dei Gigas. Una trama all’apparenza semplice ma che non mancherà di stupire il giocatore con colpi di scena ed epiche cut-scene. Ciò non toglie che il vero punto di forza della narrazione non risieda nello storyline, bensì nella caratterizzazione dei personaggi: dagli eroi usati in battaglia, sino al più frivolo dei nemici, ogni personaggio principale godrà dei suoi momenti, dove un profilo psicologico ricco di sfaccettature andrà a palesarsi dinanzi agli occhi del giocatore. Da sottolineare come ogni evento in Skies of Arcadia occupi un suo posto di primaria importanza, nessuno e niente viene lasciato al caso e la regia gioca sempre sulle situazioni mostrandoci quello che ,a conti fatti ,sembra più un cartone animato interattivo che non un videogioco maledettamente ben raccontato.

UNA VITA DIVISA IN TURNI…

Perno portante dell’intera produzione sono ovviamente i combattimenti, quì impostati nel più classico dei modi: a turni e casuali. Ergo non vi è presenza di nemici nell’ambiente circostante, non vi è modo di evitarli, ma ad intervalli di tempo irregolari una schermata interrompe l’azione trasportando il giocatore nella “zona di guerra”. Niente di nuovo , anzi, per anni la serie Final Fantasy ha adottato lo stesso identico sistema. Una volta in campo ecco però alcune novità del caso a partire dalla barra del Focus, con la quale incrementare i nostri Spirit Point per poi scagliare devastanti super mosse tra un attacco semplice e l’altro oppure un turno di difesa o ancora l’uso dei vari oggetti nell’inventario. Senza dilungarsi oltre le meccaniche di gioco dei combattimenti di Skies of Arcadia sono quanto di più classico ci si potesse aspettare, non un difetto ovviamente, solo una scelta ben delineata in fase di programmazione. La vera chicca è però un’altra, i combattimenti a turni sulle navi volanti. Molto cinematografici e pieni di patos riescono a spezzare la routine ed allo stesso tempo ad esaltare il videogiocatore grazie ad una indispensabile strategia e all’elevata difficoltà degli scontri. Tutti questi combattimenti , fondamentali come in ogni altro JRPG esistente, se vinti , ci permettono di guadagnare preziosi punti esperienza e soldi con i quali poi potenziare il nostro team di personaggi e perfino la nave volante in uso , con nuove armi e nuovi motori più veloci e performanti. Altra caratteristica fondamentale per un gioco di ruolo degno di tal nome era ed è l’esplorazione , qui enfatizzata all’inverosimile. L’enorme mappa di gioco , esplorabile liberamente solo a bordo della Nave , nasconde segreti, tesori e migliaia di sub-quest tutte molto varie e divertenti. Annoiarsi in un mondo così vasto e pieno di vita è pressoché impossibile, nonostante le oltre 50 ore necessarie per portare a termine l’avventura principale.

LA CHIAVE DEL SUCCESSO…

Perché Skies of arcadia si è impresso nella mente di tutti i fortunati possessori di Dreamcast? Cosa lo rende un JRPG da avere ad ogni costo? La risposta è solo una: Classe da vendere!! La mia superficiale analisi del gameplay è più che voluta, SoA è un mondo da scoprire, anche per quanto riguarda le meccaniche di gioco che nonostante le loro radici ben impiantate nella più classica delle tradizioni , sanno stupire il videogiocatore con una crescita costante delle possibilità offerte e l’alto tasso di strategia necessario per vincere gli scontri; ma non è il battle system il cuore del titolo. Non lo è nemmeno la trama, che nonostante l’input semplicistico sa emozionare e rapire ogni videogiocatore con un minimo di sensibilità. E non lo è l’esplorazione nonostante l’enorme mappa e la possibilità di girovagare in avanti, indietro in alto ed in basso!! Tutte caratteristiche che anche se prese singolarmente fanno di Skies Of Arcadia un titolo da provare almeno una volta nella vita, ma è la classe, è lo stile che pervade ogni istante di gioco ad elevare questa produzione OverWorks al di sopra della massa. Innanzitutto la scelta culturale in cui il gioco è ambientato fa da pilastro dell’esperienza offerta, Pirati, navi volanti, isole fluttuanti, personaggi bizzarri e carismatici, una misteriosa balena bianca volante di dimensioni epocali che vaga in questo cielo sconfinato, i misteri, i racconti dei marinai che narrano di strane creature e le peripezie per scoprire tesori e antiche civiltà. E’ il contorno di SoA che ti stende e ti rapisce! Non puoi non innamorarti di ogni singolo pixels che scorre sullo schermo e da questo mi ricollego all’aspetto puramente grafico, che , haimè, oggi risente moltissimo dell’età ma che nemmeno all’epoca poteva considerarsi il non plus ultra. Sebbene consoles rivali della generazione precedente ,come Psx e N64, non avrebbero mai e poi mai raggiunto simili livelli tecnici, la console Sega, nella sua travagliata vita , non è mai stata sfruttata a dovere salvo in rarissime occasioni tra cui Shenmue e Sonic adventures 2. Ridicolo è per tanto l’abisso di differenza che si è andato a creare tra questi pochissimi titoli eletti e tutte le altre produzioni coetanee. Shenmue annichiliva totalmente quanto di buono si potesse vedere in Skies ma in quanto a stile la situazione si riequilibrava. A dimostrazione di come poligoni e textures siano altamente fini a se stessi se male accompagnati. Lo stile grafico fumettoso ma sopratutto il level design di SoA era ed è insuperabile. Ad oggi si sono visti ben pochi altri JRPG in grado di avvicinarsi a cotanta arte stilistica. La vera forza di Skies Of Arcadia è nel contorno, come se mangiando un piatto di ottimi spaghetti allo scoglio, il vino bianco in abbinato fosse il tripudio di gusto necessario per innamorarsi della cena. La sua successiva uscita su Nintendo Gamecube, con una conversione diretta dalla versione Dreamcast, ha accusato il colpo temporale, dovuto per lo più alle diverse prestazioni delle 2 macchine, ma non ha perso minimamente la classe che la contraddistingue. Girovagando in rete sarà facile trovare recensioni più che positive anche per questa versione, passata , ovviamente, anch’essa in sordina e snobbata dalla massa di videogiocatori in favore di prodotti superiori solo in quanto a fama. Prima di chiudere il paragrafo dobbiamo però spendere qualche parola in più sulla versione DC di questo titolo, nonostante alcune migliorie tecniche della versione per Cubozzo, quella originale su console Sega godeva del supporto al cavo VGA ed alla risoluzione di 480p ma solo ed esclusivamente nei formati NTSC-J ed NTSC-USA. Nota positiva anche per il minigioco scaricabile , sempre nella versione Dreamcast, sulla Visual Memory Sistem, grazie al quale si potevano sbloccare piccole features nel gioco completo.

COMMENTO FINALE

Che sia su Dreamcast, che sia su Gamecube, che sia su Nintendo Wii via emulazione, Skies of Arcadia VA giocato!! Ogni amante dei JRPG classici DEVE almeno provare questa produzione Sega. In essa è racchiusa tutta la voglia di vivere che aveva la grande S nell’era del Dreamcast, tutta la sua potenza creativa, impareggiabile ed insuperabile per chiunque altro al mondo. Servivano i JRPG? Eccone uno che fa cantare i sensi. Niente rivoluzioni questa volta, il Dreamcast, nel suo breve ciclo vitale , ha saputo miscelare meglio di ogni altro sistema esistente, l’innovazione al classico, il nuovo al vecchio in chiave moderna, con Shenmue da una parte e SoA dall’altra. Ci sono così tante perle dimenticate in questo mondo videoludico così vasto, che quasi mi piange il cuore al pensiero. Però non dimentichiamoci mai di Skies Of Arcadia, non dimentichiamoci mai di ciò che ha rappresentato e fatto Sega per questa nostra passione!!

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