Tombi!
Ricordo la prima volta che provai Tombi! nel lontano 1998. Inserii l’ennesima Demo prestata da un amico nella mia PlayStation e fra i tanti titoloni altisonanti, all’interno del disco, c’era un anonimo e per nulla noto titolo di nome Tombi! Proviamolo, mi dissi. Rimasi talmente affascinato e stupito da quel titolo così colorato e divertente che ne parlai agli amici ricevendo in cambio solamente occhiate perplesse e disorientate. Può essere che solo io ero a conoscenza di questo titolo? Lo cercai per acquistarlo, ma niente da fare…non c’era modo di trovarlo in giro. Dovetti aspettare mesi per poter mettere le mani sul gioco completo, prestato tra l’altro dallo stesso amico che mi aveva prestato la Demo, e potermi gustare un gioco che rimarrà per sempre tra i miei preferiti.
QUALITA’ + SCARSE VENDITE = CULT PER COLLEZIONISTI
Prodotto da una vera e propria meteora, la giapponese Whoopee Camp, fu purtroppo troppo poco pubblicizzato e snobbato da molti utenti PlayStation che in un momento di esploslosione di titoli innovativi come Resident Evil 2, Crash Bandicoot o Metal Gear Solid, vedevano in Tombi! un titolo troppo antiquato per essere comprato e apprezzato. Il risultato fu uno scarso successo di vendite, tanto che il titolo non venne mai ristampato in versione Platinum. Flop clamoroso nonostante una qualità eccelsa insomma. Niente di meglio per i collezionisti. Anni ed anni dopo infatti, Tombi! venne riscoperto e letteralmente sommerso di meritatissimi elogi sia di critica che di pubblico divenendo un vero è proprio titolo cult ricercatissimo dai collezionisti.
Il gioco prende il suo titolo dal nome del protagonista, un giovane selvaggio dagli improbabilissimi capelli rosa di nome Tombi. Il giovane ragazzo ama correre per le vaste pianure in cui vive, mangiare e sentirsi libero. A rompere questa sua pace arriva un esercito di Maiali Cattivi, ossessionati dagli oggeti d’oro, che sottrae a Tombi il suo bracciale, ultimo ricordo del nonno scomparso. Una volta accortosi del furto il nostro protagonista va alla ricerca dei maiali, ma si accorge ben presto che, grazie ai loro poteri magici, hanno preso il controllo di tutta la regione trasformandola e alterando l’aspetto di alcuni suoi abitanti. Toccherà a Tombi cacciare i Maiali Cattivi e riappropriarsi del suo bracciale. Trama estremamente semplice, ma molto simpatica e coerente con lo spirito della produzione.
OLD SCHOOL? IT’S SO GOOD !
In un momento in cui il mondo videoludico veniva sconvolto da produzioni in 3D, la scelta di produrre un platform a 2 dimensioni fu vista dai videogiocatori dell’epoca come troppo obsoleta e non meritevole della loro attenzione. Nonostante ciò la Whoopee Camp decise di fare di testa sua e di questo coraggio dobbiamo ringraziarla.
Tombi! sin dai primi momenti di gioco risulta essere un platform estremamente colorato e sopra le righe, con personaggi strampalati, una comicità di fondo molto ben riuscita ed un gameplay molto diretto, semplice e divertente. Caratteristica principale su cui si basa l’evolversi del gioco sono le varie missioni via via incontrate col progredire della storia e sbloccabili attraverso dialoghi o situazioni incontrate durante la nostra avventura. Queste non saranno sempre di facile comprensione essendo segnate sul nostro “Elenco degli eventi” attraverso un enigma che comunque non vi obbliga a risolverlo in quel preciso momento potendo decidere di
lasciarlo in sospeso per compierlo solo successivamente. In tutto le missioni da risolvere saranno ben 120, di cui solo 50 “obbligatorie” al fine di riottenere indietro il bracciale del nonno. Per quanto riguarda il gameplay più concreto, da classico platform, il gioco si basa su uno stile 2D (con sporadici casi di 3D al fine di muoversi sul fondale). Se sulle prime Tombi sembrerà impacciato e lento, col progredire del gioco, grazie all’acquisizione di abilità e indumenti particolari, il nostro protagonista diventerà estremamente rapido aumentando sensibilmente il divertimento e la sensazione di precisione negli input dei comandi. Come già accennato poco fà, saranno disponibili durante il progredire della trama svariati oggetti (tra cui armi, indumenti, chiavi per aprire gli scrigni disseminati per i livelli) e abilità apprendibili (saper nuotare o sapersi immergere per esempio) che renderanno raggiungibili zone e oggetti precedentemente non raggiungibili. Non di rado sarà infatti necessario tornare indietro nei livelli già affrontati per ritrovare nuovi oggetti o risolvere missioni grazie alle nuove capacità apprese.
Va infine menzioanta l’ottima sensazione e divertimento restituita dalle movenze di Tombi sullo schermo che, insieme animazioni azzeccate (vederlo saltare addosso ad un maiale cattivo e morderlo vale da solo il prezzo dell’ acquisto) e al gameplay essenziale, porta la giocabilità del titolo a livelli altissimi.
NON C’E’ PLATFORM SENZA SOUNDTRACK
Non è solo l’aspetto grafico e di gameplay a strizzare l’occhio alla generazione 8/16 bit. Anche la Soundtrack di Tombi! si fonde perfettamente con quello stile old school di cui l’intera produzione è impregnata. Le musiche di sottofondo in stile Nes/Snes sono, infatti, presenti in gran numero e azzeccatissime, sposandosi perfettamente con le ambientazioni ed il genere di appartenenza del gioco. Non posso che ritenere il primo theme incontrato nel gioco una vera perla degna di nota (“Village of all Beginnigs“) che è comunque ben accompagnata da una realizzazione degli effetti sonori dei salti, delle missioni risolte e dei “versi” di Tombi ottima oltre che da altre theme secondarie molto interessanti (“100 Year Old Man’s Hut” per citarne solo un esempio). Insomma un gran, gran, gran bel lavoro anche da questo punto di vista. Complimenti ai ragazzi della WoopheeCamp.
IN CONCLUSIONE
Tombi! è sicuramente una pietra miliare del genere platform e un acquisto obbligato per ogni fan di questa categoria videoludica. Una grafica semplice, con colori vivaci e luminosissima unita ad un comparto sonoro altrettanto semplice, ma che non vi uscirà facilmente dalla testa, rendono incomprensibile un flop clamoroso che solo a distanza di anni è stato rimpiazzato dai meritatissimi elogi che lo hanno trasformato in un vero è proprio titolo cult. Assolutamente da avere nella propria collezione nonostante il prezzo elevato ne renda l’acquisto un vero e proprio atto di fede.



