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7 dicembre 2012, 17:00
A Ruota Libera | Il Wii U non è partito con il piede giusto
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A Ruota Libera | Il Wii U non è partito con il piede giusto

Se penso a quanto abbiamo vissuto in questi ultimi sei anni di gaming provo sentimenti di assoluto compiacimento. Abbiamo provato un ingresso trionfale nella next gen con il gaming online di Gears of War e Halo, l’estremizzazione tecnica degli action con Bayonetta, poi Dark Souls, ben due Mario Galaxy e Donkey Kong Country Returns, insomma per uno che ama giocare è difficile trovare un momento storico migliore di quello appena trascorso. Quello che abbiamo visto, è stato anche l’uniformarsi delle uscite, i costi oramai proibitivi di ogni produzione hanno imposto la distribuzione più grande possibile ed ecco che ogni titolo esce al massimo dei dettagli su Pc e in versione lite su console, tanto che ultimamente in un numero sempre maggiore ci siamo chiesti se ci sarà ancora bisogno in futuro delle console tradizionali. Da questo siparietto di conformismo Nintendo ha deciso di giocare una partita diversa, presentando una console della potenza di un robot da cucina, la Wii ha vinto senza neanche partecipare alla guerra dei giochi. Ha seguito la sua via senza degnare di attenzioni cosa facevano gli altri. Ogni tanto usciva una esclusiva che senza curarsi dell’aspetto grafico, generalmente scarno e pure al di sotto delle potenzialità della console, puntava in quegli aspetti che rendono indimenticabili i giochi e ci ricordava che la grafica conta solo se non c’è altro da mostrare. Facendo due conti, con ogni probabilità tutti i poligoni dei titani di Xenoblade sono inferiori a quelli della sola giacca di Lightning di Final Fantasy XIII.  Una volta passata la conta dei dettagli però ci accorgiamo che l’avventura di Shulk e dei suoi amici entrerà nell’olimpo dei videogiochi mentre Cocoon e Pulse resteranno a monito di un esempio da non imitare.

Insomma come hardware Wii faceva pietà, ma nonostante questo la “Nintendo difference” si è fatta sentire e ci ha fatto divertire più di tante produzioni dalla grafica iper pompata.

Con questi presupposti il 30 Novembre sono andato ritirare il mio bundle Wii U e ZombiU pronto a gustarmi appieno quello che obbligatoriamente sarà un esperienza diversa da tutte le altre.

Escludendo la natura estetica del Wii U, che pare copiata pari pari dal decoder di Sky, i problemi e le perplessità sono iniziate non appena accesa la console. Non ho tempo neanche di fare la prima partita e già mi richiede un aggiornamento. Come saprete non si tratta di un paio di mega ma di un file di oltre 1 GB.  “Pazienza, avranno corretto qualche magagna”. Quando finalmente riesco a farlo partire… be’… la situazione non è quella che mi aspettavo né quella a cui siamo abituati nel 2012. Il sistema operativo del Wii U è quanto di più lento si sia mai visto. Da quando si clicca su una icona base (impostazioni ad esempio) a quando questa si apre passano circa 20 secondi e a tornare alla dashboard il processo pare anche più lento. Questa lentezza non è certo correlata da menù animati o chissà quale grafica, semplicemente è il software è stato realizzato male e manca totalmente di ottimizzazione. La situazione risulta persino peggiore se si cerca di aprire il browser o l’applicazione di Youtube, in quel caso avrete tutto il tempo di prendervi un caffè, andare in bagno e forse al ritorno non avrete l’onnipresente scritta: “Caricamento”. Cotanta lentezza non viene neanche a favore di una ipotetica stabilità, perché il Wii U è la console con più problemi di freeze della storia. Non ci sono cause particolari o momenti specifici, semplicemente da un momento all’altro si blocca tutto, sia che stiate giocando a Mario o sia che stiate guardando un video.

Preoccupato di aver preso una console sfortunata ho controllato su vari forum e i freeze capitano a tutti. Non è che si pianti sistematicamente ogni volta che la si accende però tutti hanno incontrato questo problema almeno un paio di volte, considerando che Wii U è uscito da quattro giorni i numeri non gli giocano certo in favore.

Passiamo ora alla prova pratica del Paddone, preoccupato dal peso devo ammettere che la prima impressione mi ha obbligato a ricredermi, nonostante le dimensioni, non è scomodo da impugnare e non affatica inutilmente le braccia. Lo schermo centrale ha una risoluzione di 840×580, per dare un termine di paragone la PS Vita gira a 940×544 mentre il 3DS a 800×240. Insomma come risoluzione siamo messi a livelli più che accettabili, i problemi sorgono sostanzialmente da tutto il resto. Iniziamo con il dire che lo schermo è resistivo e non capacitivo, cosa vuole dire? Che a differenze dei vostri smartphone o lettori mp3 di ultima generazione questo non permette il multi touch. Con tutti i tasti a disposizione sicuramente gli sviluppatori troveranno altre soluzioni, resta il fatto che giusto per non restare sempre ancorati su quanto c’è di più economico si poteva pensare a un sistema un minimo al passo con i tempi in grado di dare più possibilità di interagire. Il paddone, scocca esclusa, pare interamente fatto di elementi vecchi, il sistema di comunicazione ad onde radio funziona bene in una stanza priva di ostacoli ma già con un muro o a più di cinque metri il segnale si perde. Non è sicuramente una grave perdita visto che comunque non voglio usarla come una console portatile e ci gioco davanti alla TV, però visto come ce l’hanno sponsorizzata mi aspettavo come minimo di poter giocare mentre sono nella stanza affianco alla console.

Un altro problema, secondo me estremamente grave, è la durata della batteria. Da manuale leggiamo: “In seguito di una ricarica di 2 ore e mezza, potrà essere utilizzato dalle 3 alle 5 ore di gioco” che alla prova dei fatti sono molto più 3 che 5 ore. E’ vero che si può continuare a giocare inserendo un filo per l’alimentazione però non tutti resta il fatto che tre ore sono veramente poche e non tutti hanno una presa vicino al divano. Dopo ogni giocata dobbiamo metterlo in carica visto abbiamo la certezza che non reggerà una seconda, fortunatamente il manuale esagera un po’ e basta un ora abbondante per avere una carica completa. Per fare un esempio pratico, il paddone dura quanto un 3ds con l’effetto 3D al massimo, cosa di cui ci eravamo già lamentati ma la grande N non pare troppo interessata alle nostra contestazioni.

Dopo il lancio disastroso del Nintendo 3DS e del relativo price drop dopo soli sei mesi ci eravamo augurati che la N avesse imparato la lezione e ci avrebbe trattato con un po’ più di riguardo, non è stato così.

Un sistema operativo improponibile, bug che freezano la console, paddone che non prende gli 8 metri annunciati quest’estate e con una batteria che non permette di giocare per tutta la sera. Sicuramente entro qualche mese i bug più grossi verranno corretti e vista la facilità di sostituzione presto verrà lanciata una nuova batteria che permetterà una sessione un po’ più prolungata, al momento però a mio avviso la Wii U è una console ancora in uno stato grezzo che avrebbe richiesto un bel po’ di beta testing prima di essere commercializzata.

Ripondendo alla ipotetica domanda: Wii U è next gen? Direi di no.

Nintendo sta entrando adesso in una generazione che è agli sgoccioli. Per un periodo di tempo medio breve le tre console condivideranno la maggior parte del parco titoli poi probabilmente ci ritroveremo un distacco simile a quello Wii-PS360 e di nuovo il Wii U vivrà principalmente grazie alle sue esclusive esattamente come è capitato con la Wii e la Playstation 2.

Merita spendere quasi 400€ per gustarsi questo Natale con il nuovo sistema Nintendo? Qui la riposta dipende molto da voi e da come avete trascorso gli ultimi sette anni. Se avete usato la Wii con costanza ignorando le altre console, un po’ alla volta usciranno un buon numero di titoli riconvertiti, con Mario e Zombie U che vi divertiranno non poco. Se al contrario possedete una console della concorrenza e la vostra Wii ha due dita di polvere perché non la accendete dall’estate del 2011 quando uscì Xenoblade, allora vi consiglio di andarci un po’ più cauti e di valutare se merita prendere un macchina con tutti questi difetti per due giochi. (No, Nintendoland non lo conto).

Tutti i giocatori di una certa età sono affezionati alla grande N per via di un nostalgico ricordo dell’infanzia unito ad un alto standard delle sue produzioni. Nintendo non è una Onlus, senza ombra di dubbio cerca di guadagnare il più possibile da ogni console o gioco. Nell’ultimo periodo però mi ha dato l’impressione di chi cerca di tirare un po’ troppo la corda proponendo buone idee realizzate però con un livello qualitativo non all’altezza delle aspettative e delle promesse. Per me Wii U non parte con il piede giusto, ora spero sinceramente che la Nintendo faccia qualcosa per riguadagnarsi la fiducia e di tutti i giocatori che si trovano con la console freezata.

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