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Rubrica
16 settembre 2012, 14:12
A Ruota Libera | Lightsiders II
A Ruota Libera | Lightsiders II mobile

A Ruota Libera | Lightsiders II

Quanto ho amato il primo Darksiders. Per utilizzare una frase di un famoso manga giapponese abbandonato dal proprio autore, era grezzo, di ferro, insomma imperdibile per il giocatore appassionato. Come un blocco di piombo ardente della forgia che l’ha modellato, simile ad una devastante cavalcata di una chitarra elettrica che non può altro che suonare una rumorosissima canzone heavy metal. Darksiders era uno dei giochi che più si avvicina al concetto di capolavoro, aggettivo sfuggito ai ragazzi di Vigil Games soltanto a causa di qualche pecca nella parte finale. E vogliamo parlarne seriamente? Guerra, il cavaliere dell’Apocalisse protagonista del primo titolo, spaccava tutto e tutti, era una macchina di devastazione che seminava caos ovunque brandisse la propria spada Divora-anime, se non ricordo male. La storia iniziava all’apice dell’Armageddon sviluppandosi  poi in un misto di intrighi e rivelazioni devastanti; insomma un gioco grandioso. E che finale clamoroso!

I DOLORI DEL GIOVANE MORTE

Infatti, dopo l’annuncio di Darksiders II non stavo più nella pelle. E l’hype era aumentato fino alle stelle una volta appresa la notizia che il protagonista del gioco sarebbe stato il cavaliere della Morte. Ho seguito tutte le news con entusiasmo e grazie alla redazione di Z-Giochi ho avuto la fortuna di presenziare ad un’anteprima del titolo che ho prenotato in edizione limitata per PC. Ho giocato Darksiders II, sono a circa otto ore di gioco, che disastro. Grazie alla nostra rubrica A Ruota Libera, della quale approfitto, cercherò di spendere qualche parola in merito a un titolo che ha avuto una campagna pubblicitaria di prim’ordine ma che, alla prova dei fatti, si è rivelato, almeno per me, una delusione grandissima.

Iniziamo subito da una considerazione. Come scritto qui sopra ho prenotato e poi acquistato la versione per PC  in edizione limitata, versione che, per premiare i gonzi che spendono denari per supportare la serie e l’operato degli sviluppatori, diversamente da quella uscita sulle console, non contiene il gadget che tutti i veri fan di Darksiders bramavano prima di provare il gioco: la maschera di Morte (la versione limitata del primo capitolo, la Hellbook Edition, invece era ricca e ben fatta). Ma perché? E perché questa versione contiene due “mazze” utilizzabili dal quinto livello, inutili dopo circa due ore di gioco? Perché non una bella mietitrice? Chissà. Certo… in regalo ci sarà anche un DLC ma è ben poca cosa.

E parliamo dell’inizio (della fine) di questo titolo. Il primo Darksiders catapultava noi e Guerra al centro della catastrofe; l’inizio di Darksiders II è una catastrofe. Morta deve cavalcare chissà perché da tale tizio per fare qualcosa, poi lo uccide quasi subito. E poi? Sono quasi sei (sei!) ore che il povero Morte se la deve vedere con questi Antichi, tipo dei nani giganti, quasi mezzorchi, dal carisma di una scatola di cartone macchiata di unto e usata per gestire la raccolta differenziata dei rifiuti. Quella che i netturbini gettano via insieme a tutto il resto delle cartacce. E l’entusiasmo iniziale, svanito. Certo l’idea di fondo, quasi un ossimoro, era buona. Morte deve riportare la vita. Wow esclamarono tutti, c’era come qualcosa di metafisico che meritava fiducia. Un azzardo. Ma che noia. E chi gioca a Darksiders non vuole di certo creare, ci sono The Sims o Spore per quello, ma il giocatore medio vuole spaccare tutto, devastare, distruggere, dissezionare, disintegrare ogni cosa… Non in questo Darksiders II.

L’agilissimo Morte, quasi come l’alter-ego di Peter Parker, è un bravo ragazzo armato di due piccole e velocissime falci che accomunano il nostro ad un robot da cucina più che al dispensatore di castigo. Inoltre, purtroppo, il vero punto debole è, sino ad ora, la storia. E non sbagliava chi ha scritto la nostra recensione dicendo che qualsiasi pretesto è buono. Inutile più che un contorno il livello di immedesimazione del giocatore nella storia è pari allo zero assoluto. E chi vi dirà che il titolo è un capolavoro, mente, perché Darksiders II è in grado di innervosire chi gioca fin da subito, a titolo appena acceso, a causa di un fastidioso “reminder” dettato dall’orribile narratore nostrano che inizia dicendo: “L’avventura fino ad ora…” sempre! Ed è tutto un pestare furioso e vano sui tasti del joypad per saltare questo supplizio. E mi pare di avere letto quale recensione di qualche altro collega della concorrenza, su un sito dove c’è più spazio per l’esercizio della critica se vogliamo intenderci, il quale spende lodi e lodi decantando i dungeons come punto di forza del gioco. Ma dove? Al 4° su nove dichiarati mi sembra di dovere governare uno stercorario dato che il massimo dell’impegno profuso ad escogitare gli enigmi risiede nel fatto che Morte debba struscicare una sorta di sfera runica dal punto A al punto B, assai simile alla categoria degli insetti che rotolano quelle sfere di cacca di cui si è detto. Labirinti tra l’altro, luminosi, pieni di luce (come faceva  già notare un collega che la sa lunga alla presentazione del gioco chiacchierando tra di noi), che si adattano al nostro capo boy-scout, buon anima, che deve salvare il fratellino dalle malelingue che dicono che è stato brutto e cattivo perché ha ucciso tutti gli esseri umani. Per non parlare della noiosissima e banalissima questione della genesi dei cavalieri che i programmatori sono andati ad escogitare. Banale. Era così semplice, c’è il bene, c’è il male, ci sono i cavalieri che spaccano i deretani a tutti.

E dove è finito il commercio delle anime stesse che tanto caratterizzava il primo? Perché la forma alternativa di Morte è così noiosa e quando colpisce fa il rumore dei coltelli del compianto chef Tony di Miracle Blade? Perché Polvere volta sempre a caso? Cosa spinge Morte a fare o disfare. Ah miseria! Non penso avrò la costanza tale da finire Darksiders II, un gioco che oltre la mezzora risulta irritante e tedioso, quasi quanto le indicazioni di Polvere. Uscirà il terzo capitolo? Leggerò la trama su Wikipedia, magari guardando la fine del titolo su YouTube. Forse soffrirò e cercherò di finire il gioco… ne morirò, chissà come diceva qualcuno. Su tutto un interrogativo finale, quale sarà il protagonista del terzo? Uno dei due cavalieri, inutili, rimasti? Chiudo questo delirio sconsolato con un appello, che non verrà di certo letto perché in italiano, agli sviluppatori di Vigil Games: vi prego ridateci Guerra, ridateci l’Apocalisse. Perché lì risiede il vero problema di questo gioco, che è uno e uno soltanto, in un gioco dove è possibile impersonare un cavaliere dell’Apocalisse, l’Apocalisse non c’è. E’ inspiegabile come rispetto al primo questo Darksiders II sia poco più che un giochetto orribile.  La pianto ora, continuerei all’infinito, mi taccio dopo un accorato e nostalgico saluto alla serie di Darksiders: R.I.P.

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