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Retro
23 maggio 2011, 19:12
Dead Or Alive 2
Dead Or Alive 2 mobile

Dead Or Alive 2

Eccoci di nuovo al nostro “retro-lunedì”. Puntuali come ogni settimana andremo ad analizzare un titolo della scorsa generazione che per un motivo o per l’altro verrà ricordato negli anni a venire. Fino ad ora abbiamo parlato di opere d’arte come shenmue, jet set radio, Ico , metal gear solid e di titoloni che grazie ad una qualità fuori dal comune si sono imposti a loro tempo come punti di riferimento per il genere di appartenenza. Oggi vi racconterò di quel Dead or Alive 2 che non ha ottenuto il successo sperato tra la massa ma che riuscì ad affrontare , qualitativamente parlando, mostri sacri come tekken , virtua fighter e soul calibur uscendone a testa alta per poi migliorarsi ancora sino a ritagliarsi uno spazio tutto suo al fianco di  questi altisonanti nomi. Inoltre mi soffermerò sul significato “simbolico” di questo prodotto che si è visto , suo malgrado, protagonista di una consoles war ormai finita ma sempre accesa nei cuori di coloro che la ricordano.




Le immagini si riferiscono (tutte) alla versione per Sega Dreamcast.





In principio fu saturno…

Il primo capitolo di dead or alive uscì sulla console 32bit di Sega , il Saturn, sfoggiando una grafica superlativa per l’epoca ed un gameplay atipico ed immediato basato sul sistema di contromosse che ha poi reso celebre la saga. Purtroppo nello stesso periodo un altro caposaldo del genere si affacciò sul mercato e su di un sistema , la prima playstation, molto più venduto e conosciuto. Parlo di Tekken 3, grande capolavoro storico che ha saputo mettere in ombra tutti i suoi avversari compreso il primo DOA. A distanza di qualche anno ecco l’annuncio di un seguito , chiamato appunto Dead or alive 2, dedicato alle sale giochi e sviluppato sulla Naomi ,l’allora scheda arcade sega, pronto per essere poi convertito su home console. Visto che sul mercato casalingo non vi era una console più potente del Dreamcast e visto che la naomi era proprio un Dreamcastinscatolato” la scelta fu ovvia e tutti i possessori dell’ultima console sega si ritrovarono tra le mani la conversione più che arcade perfect di questo piccolo gioiello firmato Tecmo e Team ninja.


Parare è roba vecchia…

In questo primo seguito di dead or alive , Tecmo, ha affinato tutti gli aspetti delle meccaniche di gioco basate nuovamente sulla formula delle contromosse. In DOA 2 premendo indietro più il tasto della guardia con il giusto tempismo si esegue un contrattacco sulla mossa dell’avversario, ad esempio l’afferrare il pungo in arrivo per deviarlo e ribaltare l’incontro con un cazzotto in pieno volto. L’ idea di Doa non è unica nel panorama dei picchiaduro, anche in virtua fighter ci sono combinazioni di tasti per alcuni personaggi che permettono una contromossa, anche in tekken e perfino in soul calibur esiste un sistema simile chiamato “impatto” ma nel caso del titolo tecmo abbiamo il sistema più semplice ed immediato e sopratutto perfetto per l’adrenalinico concept di gioco. Difatti a differenza di avversari che facevano , e fanno, della profondità e della tecnica il marchio di fabbrica, il team ninja ha optato per un titolo immediato, veloce ed intuitivo. Non vi è mai troppo tempo per ponderare , la velocità e la frenesia dei combattimenti obbligano il giocatore a risposte tempestive spesso basate su intuizioni. Una formula che ha fatto storcere il naso a tutti gli amanti dei picchiaduro più tecnici ma che tutt’ora nutre una folta schiera di fans. DOA si trova agli antipodi di virtua fighter e non vuole essere un picchiaduro appagante ma solo dannatamente divertente, fermo restando che gli incontri tra appassionati di alto livello sono letteralmente spettacolari a vedersi. Il primo capitolo era sì un ottimo gioco ma tutte le migliorie apportate al secondo sono state la chiave del successo del brand che ad oggi si può vantare di esser giunto alla sua quarta incarnazione in esclusiva per xbox 360.


Combattiamo insieme su di un suolo infinito…

Oltre alle migliore apportate a quanto di buono già si era visto nel predecessore , dead or alive 2 portò con se anche delle innovazioni per la serie e per il genere di appartenenza. Il tag team con la possibilità di scambiare il personaggio durante l’incontro fu una graditissima aggiunta e fu ripreso poi da molti altri picchiaduro a seguire sino ai giorni nostri con il recente reboot di Mortal Kombat. Ad essere sinceri l’idea del tag era già venuta a sega ma fu implementata malamente nel terzo capitolo di virtua fighter, prodotto carente sia dal punto di vista tecnico che contenutistico. Anche i dislivelli negli scenari di gioco , introdotti da sega in virtua fighter 3, si rivelarono poco affini ai tecnicismi della saga ed inutili ai fini del gameplay. Al contrario in Dead or Alive 2 , Tecmo, stupì il mondo con arene su più piani e grandi porzioni di terreno calpestabile. Un’idea divenuta da quel momento in poi un altro marchio di fabbrica della saga, con un’ importanza pari a quella delle contromosse. Usando l’avversario come ariete lo si poteva scaraventare giù per dirupi o contro muri che una volta sfondati permettevano di proseguire l’incontro in un’altra stanza o in un altro piano dello scenario. Al di là dell’ottima idea di per se, la pianificazione degli stages si adattava perfettamente alle richieste del titolo, alla sua frenesia e allo spettacolo offerto dalle combo e dalle contromosse. Un mix davvero micidiale che si poi evoluto in Dead or alive 3 e ha trovato la perfezione con il remake ,sul primo xbox, proprio di Dead or Alive 2, ribattezzato per l’occasione “dead or alive ultimate”.


Una consoles war immortale…

Al suo arrivo su Dreamcast , Dead or alive 2, non riuscì ad imporsi come previsto. In primis le scarse vendite del sistema stesso ne impedirono il “decollo” commerciale e in secondo luogo vi era , proprio sulla stessa console, un avversario davvero troppo forte: Soul Calibur. Il titolo Namco era longevo, stupendo a vedersi, fantastico a giocarsi grazie ad un gameplay perfettamente equilibrato tra tecnica ed immediatezza e considerato il migliore esponente del genere (di allora) da quasi tutti i gamers del mondo. Fu per questo motivo che Tecmo prese la decisione di convertire il suo Dead or Alive anche sulla Playstation 2 scatenando l’ira di tutti i sega fans del pianeta (quei pochi esistenti per lo meno he he ndr). La consoles war tra i possessori delle 2 macchine già esisteva ovviamente ma questo titolo fu per molto tempo un punto fermo di questa battaglia, per lo meno per quanto riguardava le prestazioni grafiche dei 2 sistemi. Conosciamo tutti le promesse di sony prima del lancio di ps2 , la sua nuova console doveva in teoria settare standard tecnici impossibili da raggiungere per il povero Dreamcast che su carta era effettivamente svantaggiato. La realtà dei fatti fu poi però diversa e la console sony appena nata , a causa di problemi “architetturali” , non riuscì a soddisfare a pieno le aspettative dei videogiocatori, tanto meno a raggiungere i livelli della sua rivale firmata grande S. A gettare benzina sul fuoco il motore grafico stesso di dead or alive 2: un mostro di engine in grado di generare circa 3 milioni di vertici per secondo a 60 frames rock solid. Leggendo i dati tecnici del DC ufficiali il motore Tecmo sembrava spingere al massimo il potenziale di questa console (tale soglia ufficiale ,dichiarata da Sega stessa, fu ampiamente superata solo in seguito da molti prodotti, primo tra tutti “Le mans 24 ore” costruito su di un motore da 5 milioni di poligoni/secondo). Proprio per questi motivi Doa2 si ritrovò nell’occhio del ciclone. La conversione fu fatta mesi dopo l’uscita della versione Dreamcast e con il tempo extra i programmatori avrebbero potuto migliorare ancor più il già devastante (per l’epoca) impatto grafico.. ma qualcosa andò storto!!


Oh playstation 2.. quanto ti costò quell’ anti-aliasing…

Le 2 versioni poste una al fianco dell’altra apparivano palesemente diverse e nel complesso era proprio la versione Dreamcast a spuntarla. I motivi sono da ricercare nelle differenze che correvano tra le 2 architetture, quella ideata da sega e quella di sony. I problemi della Playstation 2 furono gli stessi dal lancio sino alla fine del suo ciclo vitale, niente anti-aliasing e una grossa difficoltà nell’immagazzinare textures di qualità soddisfacente. Allo stesso tempo i suoi punti forti furono messi in luce proprio dalla conversione di questo gioco Tecmo: la maggiore velocità di fill-rate permise agli sviluppatori di spingere i filmati di intermezzo a 60frames/sec , contro i 30 della versione Dreamcast, inoltre la superiore potenza di calcolo garantì alcune aggiunti di rilievo per l’epoca, come mappe di riflessione sui corsi d’acqua ed effetti di luce e particellari più curati ed efficenti. Purtroppo però tutto il resto fu palesemente ritoccato in negativo. La mancanza di un algoritmo di Anti-aliasing pesava sul titolo come un macigno e dead or alive 2 sulla console sony sembrava quasi ,ironicamente parlando, “la sagra della scalettatura”. La versione Dreamcast invece godeva di un ottimo Anti-aliasing, unito ad una pulizia visiva superiore e a textures che sembravano una generazione avanti. Infine il colpo di grazia: Doa2 su DC supportava il cavo VGA e la risoluzione di 640*480p ampliando ancora, come se realmente ce ne fosse bisogno, il gap grafico con la versione rivale. Insomma, nonostante gli sforzi dei programmatori ed il tempo in più per migliorare il motore grafico fu proprio la vecchia console sega a portarsi a casa la vittoria. La prima evidente vittoria! Dead or alive 2 resta ad oggi un motivo di vanto per ogni amante del Dreamcast e molti conservano gelosamente una copia della versione limited distribuita solo in giappone molto tempo dopo l’uscita della versione pal e ntsc usa, la migliore in assoluto tra tutte le versioni esistenti del gioco a detta di coloro che hanno avuto la fortuna di comprarla.


Commento finale:

Ricordo come fosse ieri la mia prima volta con Dead Or Alive 2. Non avevo mai visto una grafica simile su consoles ed il cavo VGA perennemente “incollato” al mio Dreamcast mi regalava un’esperienza audio-visiva senza pari per allora. Mi sentii tradito quando venni a conoscenza della conversione su playstation 2, DoA2 era diventato indirettamente un simbolo assoluto delle capacità dell’ultima console Sega ma non posso nascondere che la mia reazione alla vista della controparte su monolite nero fu una sonora risata. Dead or Alive 2 verrà ricordato per molti motivi, era davvero un ottimo prodotto, un picchiaduro frenetico, veloce ed innovativo sotto alcuni aspetti, senza sottovalutare la prorompente sensualità dei personaggi femminili, ma IL motivo principale alla base dell’immortalità del prodotto Tecmo è proprio il suo coinvolgimento diretto nella console war tra Dreamcast e Playstation 2. Fu solo la prima delle tante vittorie che la macchina dei sogni si prese sulla rivale, ma ad oggi la più significativa. Dead or alive 2 su Dreamcast era superiore sotto ogni aspetto, ma lascio immaginare a voi quale sia stata la versione più venduta… se non è un monito questo, che altro lo è?

Dead Or Alive 2 (Dreamcast Opening):

Immagine anteprima YouTube



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