Super Mario Sunshine
Eccoci di nuovi qui cari lettori con un nuovo appuntamento della rubrica Retrogames & Old Consoles, dove oggi andremo a parlare dell’idraulico più famoso del mondo, nella sua prima apparizione nell’era dei 128 bit dopo sei anni di lunga astinenza dalle home console, comunque colmata dai vari spin-off.
SUPER MARIO SUNSHINE
Super Mario Sunshine si apre con Mario e il suo entourage che per sfuggire dalla routine quotidiana del Regno dei funghi volano verso il paradiso dell’ Isola Delfino per una vacanza idiliaca, ma i sogni dell’idraulico sono tagliati subito corti dopo l’atteraggio, infatti l’isola è completamente ricoperta da graffiti e inquinamento e sembra che il responsabile dell’accaduto sia una copia mal riuscita di Mario, cosi il nostro eroe aiutato da Fludd “ un cannone spara acqua che si porta sulla schiena” dovrà ripulire la città e cercare di catturare la propria fotocopia.
Questa in breve sintesi è la storia che viene raccontata in Super Mario Sunshine che ha molto in comune con gli anni 96 e quel Super Mario 64, un gioco incredibile che ha stabilito lo standard per ogni platform 3D sfornato da allora, naturalmente anche i precedenti giochi di Mario sono stati eccezionali, in modo da fornire a Sunshine un paio di grandi scarpe da riempire e non allontanandosi dalla formula del capolavoro precedente, il gioco Nintendo tenta di riempire al meglio queste scarpe.
SALTA CHE TI PASSA!!!Partiamo subito dicendo che controllare Mario è un gioco da ragazzi, la maggior parte della sua grazia deriva dal suo predecessore e le mosse sono state mantenute anche qui, tra cui il turnaround estremamente utile e i salti tripli mentre tutti gli attacchi fisici sono stati sostituiti dal cannone ad acqua, chiamato Splac 3000, noto anche come FLUDD (Flash Liquidizer Ultra Dousing Service) inventato dal Professor Strambic, già conosciuto in Luigi’s Mansion, primo titolo per Gamecube uscito sul mercato. Con lo Splac 3000 Mario acquisisce nuove mosse, potendolo utilizzare per fluttuare in aria, spruzzare acqua, spiccare salti altissimi, con la versione razzo o correre molto velocemente con la versione turbo, mentre alla fine ci verrà data anche la possibilità di fare un giro sul compagno dinosauro di Mario, Yoshi, ma purtroppo si ha proprio l’impressione che questa feature sia stata implementata di fretta e furia sul finire dello sviluppo, comunque, Yoshi risulta utile solo per la sua capacità di sputare uno strano succo di frutta e a sua volta il dinosauro verrà utilizzato per un solo puzzle e una manciata di quest facoltative, inoltre l’area di gioco è grande e ben dettagliata e ha rotte diverse per i diversi obiettivi, per impedirci di dover spendere qualsiasi grave perdita di tempo nello spostamento da un posto all’altro.
Il gioco contiene sette livelli, e ognuno di questi viene diviso in otto episodi, proprio come in Super Mario 64, ogni livello è suddiviso in più obiettivi sequenziali, ciò significa che dovremo reinserire ogni quadro più volte prima di arrivare al suo completamento, la longevità del titolo è molto buona e si potrebbe definire medio – alta, se da un lato i 7 mondi sono pochi, le missioni al loro interno sono varie ma non troppo, i segreti però abbondano, molti Soli Custodi sono facilissimi da trovare, altri davvero difficili, per trovare il tutto bisognerà pazientare, sperimentare e spruzzare ogni cosa presente e finire il gioco con 120 soli custodi, “qui chiamati Shine” sarà veramente una impresa, anche se comunque sarà possibile completare l’avventura con meno della metà di questi soli . Una citazione a parte la meritano i livelli cosiddetti “classic” nei quali Mario Ombra ruba lo spruzzino a Mario e cosi si torna ad agire da Platform puro su piattaforme impossibili per la gioia dei giocatori hardcore.
Ogni episodio inizia con un breve sguardo intorno al livello che quasi sempre ci mostrerà esattamente ciò che dobbiamo fare in pochi secondi Questa è una scelta, non un difetto, che ha permesso anche di cambiare la morfologia dei livelli in maniera radicale da una storia all’altra come non era stato possibile fare, con Mario 64. L’esplorazione non è assente in Mario Sunshine, anzi, se si vuol finire il gioco al 100% è necessaria, all’interno di ogni livello sono infatti nascoste 30 monete blu, situate nei più improbabili angoli dell’universo Mariesco, e cosi anche facendo la transizione da Super Mario 64 le tante missioni strutturate sono controbilanciate da altrettanto numerosi compiti incredibilmente noiosi e scontati, come la raccolta delle sette monete rosse, spesso collocate tutte in una piccola porzione dello stage, o l’inseguimento del Mario ‘oscuro’; addirittura bisogna affrontare uno stesso boss due o tre volte. Tra le story è d’obbligo segnalare quelle ambientate nei sotto-livelli dove si è soli con Mario, senza l’aiuto dello “spruzzino”: un bellissimo riferimento al passato e una delle caratteristiche del gioco che più hanno influenzato il mercato dei videogiochi nei mesi successivi. Anche la raccolta delle monete blu non è esente da difetti, perché, se da una parte permette di apprezzare i tanti dettagli dei livelli che non si notano completando la storia, dall’altra genera un senso di immensa frustrazione. Molte di queste monete sono nascoste in posti insospettabili, sono collocate in giro per gli stage senza alcuna logica; in Serena Beach, ad esempio, bisogna spruzzare su un armadio, senza alcuna motivazione, per veder apparire l’agognata moneta.
MIYAMOTO DOCET!!!Certo, la qualità complessiva delle texture poteva essere migliore, e a volte l’effetto calore (l’ondulare degli oggetti lontani) rende la grafica confusa e poco “pulita”, chiuderei un occhio poi sui vari rallentamenti, a volte un po’ fastidiosi, ma che non minano certo la giocabilità, comunque il motore grafico in se è di ottima fattura, Super Mario Sunshine non lascia sbalorditi alla prima occhiata, ma non tarda a farsi notare avanzando nel gioco e il tutto mantiene le classiche sfumature pastello che da sempre accompagnano Super Mario, passando da uno stile sobrio per case e costruzioni a quello più minimalista dei cespugli e la vegetazione. Uno degli aspetti più curati in assoluto, resta comunque: l’acqua. Il mare ondeggia in modo più che realistico riflettendo a seconda dell’angolazione in cui lo guardiamo la luce del sole, e distorcendo ogni cosa ci passi attraverso e allo stesso tempo nuotandoci dentro possiamo scorgere alcuni bottini sul fondo.
Anche il sonoro si fa notare grazie a splendidi remix dei classici temi Marieschi e nuove composizioni veramente azzeccate. Come al solito le musiche si fisseranno nella vostra testa, e vi ritroverete a canticchiarle di continuo. Ottimi anche gli effetti sonori, sempre ben realizzati e appropriati alla situazione, dal classico tintinnio delle monete alla voce di Yoshi(esilarante il verso che fa quando sputa il succo di frutta!).
Super Mario Sunshine è un gioco solido, con un look molto particolare che soffre la grandezza e l’innovazione del suo predecessore ed alterna grandi momenti a grandi difetti, ma se sarete capaci di guardare oltre a tutte queste piccolezze e abbracciarete il fatto che Super Mario Sunshine bastoni molto da vicino Super Mario 64 per formula e stile allora potrete considerare l’acquisto dell’unico platform decente che il Nintendo GameCube abbia da offrire.






