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Retro
18 luglio 2011, 18:00
The Elder Scroll III: Morrowind
The Elder Scroll III: Morrowind mobile

The Elder Scroll III: Morrowind

Amanti dei Giochi di Ruolo e non, questo lunedi affronteremo un lungo viaggio attraverso le immense lande di Tamriel, esplorando il terzo capitolo della serie: The Elder Scroll in tutte le sue viscere. The Elder Scroll nasce ufficialmente nel 1993, quando, una sconosciuta software house chiamata Bethesda Softworks presentò una loro interpretazione di Gdr, ovvero, The Elder Scroll: Arena. Un gioco quasi fuori luogo ai tempi che furono, con richieste hardware improponibili per l’epoca. Ma pagando dazio “tanto ndr” , si poteva entrare per la prima volta in un mondo tridimensionale tra i più realistici che avessimo mai visto, dettando una nuova legge nel campo dei gdr e facendo sognare migliaia di giocatori. Tre anni dopo, ecco che Bethesda si ripropone con The Elder Scrolls: Daggerfall, il secondo capitolo della serie, che arriva sugli scaffali accompagnato da tante promesse “tutte mantenute” e tanti bug che ne minano l’esperienza. Ma un intero continente, centinaia di locazioni, migliaia di sotto-quest e tanti altri dungeon da esplorare, rendevano Daggerfall uno dei migliori gdr di sempre, pari ad un sogno che si avverava, tanto da portare i tanti fan di questa serie a credere che un’altra esperienza del genere sarebbe arrivata solo con un terzo episodio della serie, che arriva dopo l’annuncio ufficiale che Bethesda stava lavorando a Morrowind.

THE ELDER SCROLL III: MORROWIND

Morrowind è ambientato come tutti giochi della serie The Elder Scroll, in una parte specifica del mondo di Tamriel, in particolare nella regione abitata dagli Elfi Scuri, ovvero: Vvanderfall . Da qui inizierà il vostro viaggio, alla scoperta di un’antica dinastia di Elfi e tutto ciò che li circonda. Come da tradizione il vostro personaggio si risveglia in una galera, questa volta però in una nave in procinto di approdare al paesino di Seyda Neen, luogo dell’ufficio amministrativo locale che vi sta aspettando per arrestarvi. A differenza di molti dei rpg visti fino a Morrowind, e nel rispetto della “tradizione” della saga, il titolo di Bethesda vi farà utilizzare un solo personaggio. Niente Party, dunque, ma un solo mitico avventuriero che dovrà adattare le proprie abilità alle situazioni in cui si troverà. Sarete dunque portati a dover interpretare il vostro personaggio, adeguando i comportamenti in base alle  diverse situazioni e a seconda delle vostre abilità. A tal proposito, i personaggi sono ancora più differenzianti, specializzando le abilità disponibili, così da rendere davvero diversi i personaggi creati. Altra enorme differenza di Morrowind rispetto ai titoli dell’epoca è la totale assenza di elementi multiplayer nel gioco: lo stesso Todd Howard ha specificato più volte che Morrowind è bello per la sua esperienza in singolo giocatore definitiva e che di multiplayer non se ne parla. Cosi sin dalle prime battute si comincia immediatamente a famigliarizzare con il tutorial, creato ad hoc per rendere perfetto il vostro guerriero, iniziando dapprima con il nome, quindi passando ai dettagli fisici, alla razza e alla classe di appartenenza, il tutto solo conferendo con i vari personaggi che vi vengono presentati nelle fasi iniziali di gioco. Il sistema di personalizzazione si dimostra estremamente flessibile e in grado di soddisfare i palati più fini. Ben presto ci sarà comunicato l’ordine della nostra scarcerazione e la libertà di vagare per Morrowind come più desideriamo. Dove l’unico compito da completare, sarà recapitare un pacco ad un certo Caius Cosades, residente a Balmora. Anche se la missione primaria del gioco è molto bella ed appagante, non sarete chiamati ne a compierla ne a seguirla, iniziando a vagare di testa vostra per il mondo, in cerca di altre avventure che udite, udite si auto generano automaticamente, tanto da riuscire a renderle sempre varie come se fossero scritte a mano una ad una.

PRIMA O TERZA PERSONA?

La visuale con cui esplorerete Morrowind resterà la classica già vista in precedenza in Daggerfall: guardando il mondo direttamente dagli occhi del vostro personaggio, così come avviene nei classici shooter tridimensionali. Anche i combattimenti saranno gestiti interamente in tempo reale, con l’arma impugnata messa in bella mostra sullo schermo e un’azione simile a quanto si è già visto nei primi due titoli o in giochi come Hexen. Per quanto riguarda i comandi, l’idea è che non si discosteranno troppo da quelli di Daggerfall, con il mouse/Grilletto utilizzato per eseguire i vari tipi di colpo. Il motore grafico del gioco è stato definito dagli autori stessi come “cutting edge”, come un motore grafico cioè all’avanguardia, che farà ampio uso delle caratteristiche hardware dei PC e di Xbox. Alcuni degli aspetti che colpiscono di più di Morrowind, sono l’incredibile qualità della grafica per il tempo che fu, e in particolare la cura riposta dai programmatori nel ricreare lo scorrere del tempo e gli eventi atmosferici. Notte, giorno, alba, tramonto, il ciclo intero delle giornate si susseguirà sui nostri monitor, vivacizzato da pioggie, tempeste e addirittura uragani, realizzati in maniera maniacale. Un’aggiunta importantissima al gioco per Pc è rappresentata dall’inserimento di uno speciale Construction Kit, grazie al quale chiunque potrà espandere a piacimento il mondo di Morrowind, rendendolo praticamente infinito. Chiunque potrà creare nuove regioni e scambiarle con gli altri giocatori, e addirittura far nascere nuove creature e ambientazioni, con una libertà creativa assoluta. Purtroppo non è tutto oro ciò che luccica e Morrowind ne è la prova lampante, mostrando numerosi e diversi difetti, alcuni anche piuttosto consistenti; tuttavia, nessuno di questi e cosi clamoroso da aver impedito l’enorme successo del gioco. Il motore grafico, per raggiungere le sofisticazioni tecniche che esibisce, pesa moltissimo sul’hardware, rendendo quasi impossibile visualizzare il titolo Bethesda a qualità massima senza perdere di dettaglio e soffrire di rallentamenti epici. A dire il vero, questa pesantezza non è sempre giustificata con i risultati finali raggiunti. Spesso i vari bug e problemi relativi al gioco, sono una pura inesperienza di programmazione. Ad esempio le compenetrazioni di poligoni sono al’ordine del giorno, le animazioni dei personaggi e delle creature sono squadrate e generalmente poco fuse con l’ambiente circostante, le texture sono spesso fini a se stesse e brutte a vedersi. Naturalmente sono tutte mancanze che si dimenticano presto di fronte a un prodotto cosi ricco di ottimi contenuti e di belle locazioni. Ma nel tempo alcuni giocatori hanno avuto da ridire anche sui contenuti. Le quest di Morrowind non sono particolarmente originali e spesso “pagano poco” dal punto di vista strettamente gdr: un premio e un piccolo aumento di simpatia da parte del committente della gilda; avendo comunque poca influenza sull’ambiente di gioco, che appare pesantemente statico. E’ questo il difetto principale sottolineato da molti fan: Vvardenfell è un mondo vasto e credibile, ma è popolato da personaggi statici, privi di vita, e col procedere della storia praticamente nessuno cambia la sua posizione o i suoi piccoli spostamenti. Questa staticità diminuisce il coinvolgimento del giocatore, che ad esempio è spinto ad ignorare il ciclo del giorno e della notte, visto che non cambierà nulla. Infatti un mondo cosi vasto potrebbe essere il vero problema di questa produzione. I vari dialoghi e le ambientazioni sono presso che identici fra loro, in particolar modo i dialoghi, la maggior parte dei Png ripete le medesime frasi standard a rotazione. Ogni cittadina, quindi, si risolve in un certo numero di png generici fra cui occorre scoprire i due o tre che hanno dialoghi personalizzati e che quindi, hanno a che fare con qualche missione secondaria. A tal proposito è da notare che il dialogo e lo scritto, sono completamente in inglese con una qualità del testo sottotono, mentre lo sviluppo del personaggio vista la straordinaria longevità del gioco, da un certo punto in avanti i personaggi raggiungono il massimo in ciascuna abilità, divenendo tutti identici fra loro, massacrando la parte caratteriale e unificando l’esperienze di gioco da un certo punto in avanti.

IN CONCLUSIONE

Morrowind è un ottimo titolo, che soffre di alcuni bug come Daggerfall, e di alcune pecche come la non localizzazione in italiano e una linearità incredibile nello svolgere del gioco. Naturalmente ci sono anche molti pregi che vi ho ben illustrato, come la grafica,l’ audio, gameplay, ed una longevità da paura, fanno si che Morrowind sia gustato per molto tempo, senza contare l’editor che vi dà la possibilità di creare un mondo completamente nuovo! Il punto è: che se avete amato Oblivion e attendete l’imminente Skirym con la bava alla bocca, The Elder Scroll III: Morrowind potrebbe essere un buon diversivo per passare il tempo perduto retro giocando un must have del genere che non dimenticherete facilmente.

A Lunedì.

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