Ore 4.30 del mattino, nottata estremamente afosa a differenza dei giorni scorsi…non ho sonno.
A questi orari improbi, quando non esco, non sto dormendo o altro, v’è spesso una cara persona con cui mi intrattengo in piacevolissime chiacchierate ma oggi anch’ella latita…ebbene si, gli esseri umani a volte dormono, beati loro…addirittura non v’è in giro neanche un nostro carissimo caporedattore, anch’egli animale oramai pressochè notturno, con l’amabile vizio di mandarmi messaggi con domande o richieste diciamo alle 5 di mattina inoltrate…
Alla tv ovviamente non v’è nulla di interessante (cosa alquanto usuale da almeno 20 anni più o meno) e di prender in mano un videogioco nuovo non ne ho proprio voglia….che fare?
L’occhio (che non ne vuole sapere di accogliere Morfeo) mi cade su una cartella del mio desktop…un emulatore (prima di scatenare una caccia alle streghe, tengo a precisare che posseggo sia hardware che software d’origine assolutamente originali).
Prendo il fido pad del 360 e lo collego all’usb e connetto il mio pc in HDMI al 40 pollici full HD che ho qui accanto…ho proprio voglia di rivivere quella possente esperienza di 12 anni fa in alta risoluzione.
Il tempo passa e ho appena visto mio padre brutalmente assassinato davanti ai miei occhi senza che io potessi far alcunché…sono nella mia stanza, vago al suo interno, raccolgo qualche effetto personale e ne esco incontrando la mia governante che mi da una busta con dei soldi e un’informazione: un mio fraterno amico mi attende poco più in la, chissà se ha delle informazioni per me?
Le ore scorrono via effettive…reali e io sto peregrinando per la città in cerca di indizi utili. Gli astanti sembrano non curarsi di me…naturale, hanno le loro vite e il loro piccolo microcosmo quotidiano, dei bambini giocano, non faccio in tempo a fermarmi a guardarli che m’accorgo che s’è fatto scuro, conviene rincasare.
L’ambiente si evolve, muta, vive e tempo di una dormita ed è di nuovo l’alba di un nuovo giorno. Torno in città tutto è apparentemente uguale a ieri…eppure così diverso…gli astanti son diversi, o stan facendo altro, sbrigano commissioni, si intrattengono in conversazioni, vivono.
Deambulo un po’ per la città e mi accorgo che in questi 12 anni ancora non ho visto tutto, v’è sempre un particolare, un dialogo, un qualcosa di apparentemente insignificante che differisce…o che non avevo notato.
Faccio domande in giro, voglio sapere il perchè di quel terribile evento del giorno prima, qualcuno saprà. So già che verrò a conoscenza del fatto che una certa persona sa e che dovrò cercarla, lo so da 12 anni, ma non fa nulla, so già che tirerò fino a mattino davanti a questa televisione, probabilmente perchè in fondo sono un sentimentale, possibile, ma francamente tutto ciò è ancora uno spettacolo meraviglioso.
Tutto questo mondo, questa realtà è come fosse stata già li ancora prima di essere ideata e tradotta in codice, come se già vivesse una sua vita perchè la vera grandezza non è stata tanto il creare un mondo verosimile, in molti lo han fatto, bensì di non farlo mero accessorio a noi ma di renderlo complementare alla possanza della sceneggiatura che in questo vortice di casualità costruisce e decostruisce gli eventi, i colpi di scena, l’immensità della traccia variabile che porta a tutto, a nulla, a un qualche anfratto segreto dove troveremo qualcosa o forse niente o forse troveremo solo la pazzia nel tentativo di voler razionalizzare simili picchi di pura grandezza.
Quell’albero mi sembra strano…se non sbaglio ieri non era così, ma forse è un’impressione, forse nasconde qualcosa, probabilmente lo scoprirò dopo, o forse mai. Fatto sta che tutto questo è stato creato per spingerti ad annullarti e perderti in questa realtà parallela virtuale eppure vivente, divenirne parte, condividerne le gioie, i dolori, le vite e le morti in quella che è e resta una delle più grandi, forse la più grande, rivoluzione concettuale del videogioco moderno. Anni dopo una turpe software house americana si è indebitamente appropriata di tale rivoluzione culturale ideologica fingendola un suo parto, emulandola e costruendovi intorno la sua accozzaglia di beceri stereotipi metropolitani che come una metifica edera ha corrotto tutto questo arrivando al successo planetario e in un mondo in cui i mediocri vengono proclamati eroi non possiamo far altro che addormentarci sperando che tutto questo sia solamente un incubo e che all’alba ricompaia gioioso il sogno della sera prima.
Probabilmente questo “articolo” risulterà breve, sconnesso, financo senza senso apparente. D’altronde non ho nemmeno nominato una volta il nome del “gioco” in questione…e non lo farò perchè, citando uno dei personaggi dal più grande spessore culturale che odiernamente può vantare questo disgraziato paese “gli accadimenti possenti sono come delle montagne di neve, maestosi e fragili e vanno protetti…dice il saggio: se ti viene donata una montagna di neve, tu custodiscila all’ombra”.
La metà delle (poche prevedo) persone che leggeranno queste righe non avranno la più pallida idea di cosa si stia trattando e l’altra metà crederà, forse a ragione, che siano solo il delirio di un folle…ma una manciata di persone capirà di certo, (la persona di inizio articolo, qualcuno nel nostro staff, altre conoscenze del sottoscritto che pur probabilmente nemmeno leggeranno queste righe e tutti gli altri che, anche se magari pochi, lo capiranno) ed è a loro che voglio dedicare questo delirio e questi ultimi versi:




Non posso rovinare tutto ciò con qualche inutile complimento sulla stesura, sull’uso delle parole o sulla poesia che trasuda questo articolo! Mi limiterò a rileggerlo… in silenzio!
Se tutte le volte che ti lascio solo alle 5 di mattina mi fai questi capolavori, faccio un abbonamento al sonnifero XD
Grande Neuro!
P.s. Parte la caccia al gioco in questione, io ho capito dal titolo dell’articolo di cosa stavi per parlare, vediamo se i nostri lettori sono cosi “Hardcore” da arrivarci da soli
Meriti solo un applauso, così sonoro, mentre ti volti e ti dirigi verso il letto per trascorrere la notte, mentre ti appropingui a ripensare, in sogno…
Ammetto di non aver compreso di quale gioco stessi parlando Neuro, purtroppo non è una generazione che mi appartiene, ma avrò riletto almeno 5 volte l’intero articolo, troppo bello
Gran bell’articolo Neuro.
Ma per caso è quel grande capolavoro? un titolo del quale si attende un seguito da ben 12 anni? No, perché leggendo l’articolo la mente richiama solo tal titolo, anche per via della tua descrizione…forse mi sbaglio, o forse no? Ma secondo me è proprio lui il protagonista di questo “A Ruota Libera”
Chrono ha capito e anche Kampa
“In silezio ho letto queste righe, in silenzio ho meditato su di esse fissando lo schermo che ormai, immobile, si era fatto nero… Una sensazione come di famigliare, anche se non davvero conosciuto! Un onore che avrei voluto giocare… Le parole si fanno veloci nella mia testa, i pensieri vagano nell’oblio del mio IO e rimango come attonito difronte a cotanta bellezza delirane!”
Mi sembrava corretto risponderti a “versi” (anche se forse è troppo azzardato chiamarli tali)… Ho capito subito di cosa si trattava anche se non ho mai avuto l’onore di giocarlo! Grande Neuro…
Non potevo esimermi dal commentare questo articolo, visto che un po’ mi riguarda in prima persona. Ovviamente ottima stesura e ottimo contenuto (ma questo te l’ho gia’ detto), fa’ sicuramente scendere una lacrima di felicita’ e nostalgia a chi sa e chi, come noi, si e’ goduto quella meravigliosa storia purtroppo incompiuta. E magari incuriosira’ un po’ chi non ha avuto modo di provarla
E ora vi lascio’ perche’ devo andare a scambiare dei gashapon di VF con quelli che mi mancano….
Diciamo che da come state attendendo il sequel è molto facile comprendere di che gioco si tratta XD
Comunque articolo molto bello, complimenti!
Credo che sia Shenmue, vero?
Cmq bellissimo articolo, visionario ma anche realistico, lo dico da sempre che i videogiochi offrono delle vere e proprie esperienze!
Alcuni poi sono davvero straordinari e per questo magari anche rari.
Continua cosi! Per me non è affatto un delirio, è pura verità.
Dormi dormi Luca
sogna. Bravo