A Ruota Libera | La chiusura delle software house

A Ruota Libera | La chiusura delle software house
Rubrica    4 maggio, 9:00

Quest’oggi voglio parlarvi di un argomento che, negli ultimi anni, è divenuto purtroppo una  triste realtà del mondo videoludico: la chiusura delle software house. I motivi che portano al fallimento sono molteplici, ma alcuni di essi non bastano a spiegare totalmente queste chiusure di team improvvise nell’arco di un anno. Basti pensare al numero di studi famosi che nel 2011 hanno chiuso e che hanno prodotto dei validissimi videogiochi, per rendersi conto di questo fenomeno sempre più comune e all’ordine del giorno. La domanda che balena subito nella mente è la seguente: perché questi tagli di personale o, in casi più gravi, anche il fallimento delle case di produzione videoludiche. Scopriamolo nelle prossime righe di questo Speciale!

L'immagine parla da sola...

TROPPI FALLIMENTI… IL MOTIVO?

Uno dei nemici ancestrali dell’industria videoludica, nonché motivo primario del fallimento di alcune software house, è senza alcun dubbio la pirateria. Come un cancro che logora dall’interno annichilisce i profitti dei vari team di sviluppo e senza vendite come si può portare avanti un gruppo? La risposta è semplicissima: è impossibile. Dopo il nostro Video-Speciale di Ivan “il Draken” Schiavo contro la Pirateria, non si può non rimarcare nuovamente come questa malattia del settore provochi anno dopo anno perdite ingenti per l’industria ludica che gravano non solo sulla software house intesa come multinazionale ma anche su tutti i suoi team interni e di rimando anche sui singoli programmatori che si fanno il mazzo per mesi per programmare i nostri giochi preferiti. Scaricare illegalmente videogames, perciò, non aiuta gli sviluppatori, anzi li danneggia, dopo aver speso milioni e milioni di euro per lanciare un prodotto.

Sicuramente anche la crisi economica di quest’ultimo periodo può far diminuire le vendite, meno soldi tra la gente uguale più gente che scarica, ma forse c’è un altro aspetto da prendere in considerazione, un aspetto ignorato da molti o sottovalutato: il livello di popolarità del gruppo. Infatti al giorno d’oggi molti giocatori guardano solamente da chi è sviluppato il titolo e, se non è una SH molto conosciuta non si sentono invogliati all’acquisto, preferiscono cambiare immediatamente gioco per passare ad un altro ben più famoso e magari sulla bocca di tutti. Questo è solo uno dei tanti motivi dietro al fallimento di alcuni nomi importanti del nostro settore, ricordiamo una su tutti la mitica Bizare Creations, un team di alto livello che dopo averci sfornato perle assolute come MSR e poi Gotham Racing ha chiuso i battenti nel peggiore dei modi, al contrario un team come i Polyphony Digital che producono un titolo ogni 5 anni con critiche annesse, è ancora quì più grazie alla sua fama che non alla qualità dei suoi prodotti.

La Bizzare se non ve lo ricordate è la creatrice di Project Gotham Racing

UNA SOLUZIONE CI DEVE ESSERE… NON E’ VERO?

Una soluzione a questo tragico problema, o meglio, a questa triste realtà che ogni giorno diventa sempre più comune ci dovrà pur essere. In primis bisognerebbe smettere di scaricare illegalmente videogames, che, come abbiamo detto nel primo paragrafo, danneggia particolarmente il team di sviluppo ed i suoi dipendenti (tutti lavoratori che si fanno in quattro per programmare).

In secondo piano bisognerebbe imparare ad informarsi a dovere prima di acquistare un videogames, senza perderci in grossi pregiudizi per chi sviluppa il videogioco che abbiamo tra le mani oppure pregiudicare proprio il videogame stesso, perché non è un titolo molto conosciuto. Sono piccole cose che possono fare la differenza ed il cambiamento può nascere proprio da noi.

Invece di scaricare cento titoli l’anno basterebbe informarsi a dovere su quali sono i più adatti a noi, alle nostre preferenze, e premiarli ma al di là del nome famoso o del brand affermato, dev’essere la qualità intrinseca del prodotto a decretarne la sua gloria o la sua disfatta non la pubblicità che gli è stata fatta o la sua natura commerciale.

......Okami.......

IN CONCLUSIONE

Concludo questo articolo della Rubrica “A Ruota Libera” cercando di trasmettervi sola ed esclusivamente il mio pensiero su questo scottante argomento. Si tratta dunque del mio umile punto di vista, nulla più e nulla meno. Spero solo di avervi fatto riflettere e di aver trasmesso qualcosa di positivo. Purtroppo è così: la chiusura di team è un fenomeno assai comune in quest’ultimo periodo, così come la cancellazione di videogame stessi, probabilmente per i medesimi motivi.Possiamo risolvere questi problemi soltanto noi videogiocatori!

COMMENTI
  1. Kyrion scrive:

    Concordo su tutto.
    C’è anche da dire che i prezzi di alcuni (parecchi?) giochi non sono affatto pertinenti con la qualità del contenuto.
    The Witcher 2 sta facendo record di vendite e c’è un motivo!
    Ultimamente le SH orientali stanno sfornando prodotti ottimi al giusto prezzo.
    Tutto questo secondo il mio pensiero.

  2. Gogenx scrive:

    Credo che molte persone,visto il prezzo dei giochi, vogliano andare sul sicuro e divertirsi, piuttosto che spendere 70 euro per un gioco che poteva essere bello

  3. RedRum scrive:

    Concordo in pieno con l’articolo, in particolare mi dispiacque molto quando la Cing (casa di sviluppo di Hotel Dusk: Room 215, Last Window: Il segreto di Cape West, Another code e altre bellissime avventure grafiche). Nonostante la grande qualità dei giochi da loro prodotti hanno dovuto chiudere i battenti per via della dilagante pirateria soprattutto su nintendo ds. Peccato davvero…

  4. dark_james scrive:

    Un’altra causa che diminuisce le vendite è il mercato dell’usato,ma qui non si può imputare la colpa a nessun videogiocatore. Le SH stannno cercando a tutti i costi di limitare questo fenomeno (“online pass”,dice niente?),ma la crisi porta necessariamente a rivolgersi a soluzioni più vantaggiose,sotto il punto di vista economico. Alla fine quindi succede che un gioco magari viene acquistato “nuovo” da un utente A. Il titolo viene completato da A e venduto usato a B. B ripete lo stesso ragionamento,completa il gioco e rivende a C. Ora,come il gioco si poteva fermare a B,potrebbe benissimo arrivare anche ad un F o G. Il gioco quindi l’hanno avuto 7 utenti,ma la Software House c’ha guadagnato solo una volta,grazie ad A. Se consideriamo il fatto che saranno tantissime le persone che si rivolgono a soluzioni di questo tipo,per risparmiare cifre non indifferenti,possiamo dedurre che le Software House perdono tantissimi soldi con l’usato. Ma non c’è una soluzione a questo “problema”,perchè sotto l’ottica del consumatore,è giusto che si scelga la situazione più conveniente..sotto quella della Software House l’usato è una brutta bestia,pari alla pirateria (ma se la pirateria va condannata,l’usato direi proprio di no xD). (penso che si comprenda che non voglio fare l’avvocato difensore delle Software House,e sono anche assolutamente contrario ai vari pass online..volevo solo evidenziare un’altra causa della crisi delle software house videoludiche)

  5. Magari se i giochi costassero meno, ne venderebbero di più. Sono le leggi del mercato.

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