What We Lost ? | Super Mario Bros 2
Cari lettori, sono finalmente lieto di presentarvi questa nuova rubrica che dal titolo riesce già ad esprimere tutto: What We Lost ? ossia Cosa ci siamo persi ? in cui vi racconteremo, in ogni articolo, la storia di un videogame in particolare che purtroppo mai è arrivato nel mercato PAL, quindi in Europa, o che è stato totalmente censurato; il tutto per via di molti eventi che non sto qui a spiegarvi, ma che vi lascio scoprire nel corso del tempo da articolo ad articolo, da gioco a gioco, così da farvi riscoprire alcune perle videoludiche che purtroppo non abbiamo potuto goderci all’epoca, almeno che qualcuno non fosse munito con tanto di adattatore per giocarci sulla propria console (anche se c’è da precisare che non tutti i titoli erano compatibili).
Quale miglior articolo quindi come Super Mario Bros 2 per inaugurare la rubrica in questione? Ormai è dato di fatto che il nostro Super Mario Bros 2 – Mario Madness non è quello autentico, ma molti ancora non conoscono la storia che si cela dietro a questo titolo, percui non mi resta che augurarvi una buona lettura…
La saga dell’eroe baffuto è nata nel 1983 con Mario Bros (anche se dobbiamo ricordare che Mario è nato come Jumpan in Donkey Kong del 1981 ed era un carpentiere), dove i valorosi idraulici, per l’appunto Mario e Luigi, mandati per lavoro nelle fogne della città si trovano ad affrontare animali mutati da una strana melma che non esitano ad attaccarli. Così, tra varie peripezie nelle fogne, i due fratelli riescono a sconfiggere tutti gli animali mutanti e a salvare quindi la città. Curioso notare che una struttura di gioco tanto semplice sia riuscita all’epoca a divertire milioni di videogiocatori ed ancora oggi riesce a regalare lo stesso effetto.
Il gioco ebbe un gran successo e questo spinse gli sviluppatori a creare una nuova avventura dell’idraulico baffuto, ma con una struttura di gioco differente. Nasce quindi, dopo due anni, nel 1985, dall’ideazione del grande maestro Shigeru Miyamoto, Super Mario Bros per NES.
Inutile dire che Super Mario Bros ebbe un successo strepitoso e col tempo è riuscito a vendere ben più di 40 milioni di copie in tutto il mondo; la sua popolarità spinse la Nintendo a creare altri seguiti e vari spin-off.
Ma, tornando a noi, perché il seguito ufficiale di Super Mario Bros non vide la luce al di fuori del Giappone? Perché dopo un titolo eccezionale e totalmente divertente in Europa e in America è arrivato un altro che non ha niente a che vedere con la saga e che di fatto ha soltanto il nome? Insomma, perché tutto questo?
Cercherò dunque di spiegarvelo io!
SUPER MARIO BROS 2 & DOKI DOKI PANIC
Quando Shigeru Miyamoto creò Super Mario Bros 2, tra nuove idee, difficoltà elevata e scarti del predecessore, questo risultò essere troppo difficile e quindi non venne esportato in USA e in Europa. Sta di fatto comunque che nel 1986 il vero Super Mario Bros 2 venne pubblicato ancora una volta per Famicom (il nome del NES in Giappone), ma come detto non vide la luce al di fuori del Giappone, ma per “accontentare” i fan e perché il tempo a disposizione era troppo esiguo per creare da zero un nuovo episodio di Mario – dato anche che Miyamoto stava lavorando a The Legend of Zelda – il sommo maestro optò quindi di sfruttare un altro gioco di sua appartenenza dalla quale dovette soltanto modificarne gli sprite e cambiare alcuni elementi con quelli della saga Super Mario Bros. Questo gioco era Doki Doki Panic, pubblicato per Famicom Disk System da Fuji Television nel 1987.
Ebbene si, questo titolo è stato “oggetto d’esperimento”, sfruttato per vendere un altro gioco sotto mentite spoglie, infatti Super Mario Bros 2 Mario Madness è assolutamente identico a Doki Doki Panic, con alcune differenze che non sto qui ad elencarvi, vi basta sapere che quelli più evidenti riguardano gli sprite ed alcuni elementi sostituiti da quelli della saga Super Mario, come detto già prima, e che i quattro personaggi del titolo originale sono stati sostituiti da Mario, Luigi, Toad e Peach. Mario è come sempre il più stabile, Luigi salta più in alto, Toad può raccogliere gli oggetti più velocemente e Peach può volare per alcuni secondi.
Comunque sia, Super Mario Bros 2 Mario Madness alla fine è uscito anche in Giappone col nome Super Mario USA.
Guardate queste due cover:
Notate qualcosa di strano? Eh si, sono uguali!
Ciò comunque non è andato del tutto perduto, perché abbiamo comunque potuto godere di Super Mario Bros 2 nella versione riadattata Super Mario Bros The Lost Levels contenuta in Super Mario All Stars per Super Nintendo, anche se, nonostante la difficoltà sia la stessa, qualcosa è stata resa più facile, come il passaggio ai mondi speciali, cosa che nella versione originale per NES era molto più difficile.
Super Mario Bros 2 fu il primo ed ultimo titolo in cui apparvero i funghi velenosi e che metteva a disposizione la possibilità di scegliere tra Mario e Luigi; anche qui Mario è più stabile ed equilibrato mentre Luigi salta più in alto ma si controlla con maggior difficoltà. Un piccolo accorgimento è stato fatto sul salto in testa ai nemici, infatti quando eseguirete questa azione potrete finalmente raggiungere altezze maggiori premendo col giusto tempismo il tasto rispettivo, cosa che nel predecessore non era possibile.
Per quanto concerne la grafica, invece, c’è da dire che non cambia proprio nulla; forse l’unica cosa diversa è il design del suolo, ma tutto il resto rimane invariato. Stesso discorso per musiche ed effetti sonori.
Ed ecco le tre cover, rispettivamente Super Mario Bros 2, Super Mario Bros 2 Mario Madness e Doki Doki Panic.
Quello che posso dirvi è che potete comunque giocare a questo titolo, ovvero Super Mario Bros 2, nella versione contenuta in Super Mario All Stars in 16 bit, anche se non è la stessa emozione, la stessa magia. Ciononostante il Super Mario Bros 2 che arrivato qui da noi è comunque un buon titolo, non tenendo conto che si tratta di un altro gioco, ed ha divertito sicuramente tanti videogiocatori al suo tempo. Se però avete un Famicom oppure un NES ed un adattatore, cercate di recuperare la versione originale; garantito che l’esperienza di gioco è completamente diversa!
IN CONCLUSIONE
Tre giochi, una storia in comune. Due titoli uguali, ma completamente diversi. Sembra tutto un paradosso, ma in realtà è la storia di Super Mario Bros 2! Curioso notare che Shigeru Miyamoto abbia sfruttato un suo gioco non famosissimo per adattarlo al mercato internazionale e per non far mancare il secondo episodio di Super Mario Bros. Cosa certa è che se fosse arrivato qui in Europa non avremmo comunque potuto giocare a Doki Doki Panic, rimanendo un titolo sconosciuto ai più. No, non sto blaterando! Si, abbiamo giocato a Super Mario Bros 2 Mario Madness, ma sotto mentite spoglie…insomma, noi abbiamo giocato a Doki Doki Panic!
Bene, con questo è tutto e nella speranza che la rubrica sia cosa gradita, vi invito a seguirla perché non mancheranno le sorprese, non mancheranno i capolavori che purtroppo mai hanno visto la luce nel mercato PAL.
Saluti dal vostro CT !








