Getsu Fuuma Den – What We Lost?
Tra i tanti, tantissimi, titoli che non abbiamo avuto il piacere di avere qui in Europa sono davvero molti quelli che meritano considerazione, il che ci fa rimanere un po’ con l’amaro in bocca per non aver avuto la possibilità, all’epoca, di giocarli. Il problema non sussiste per quei giochi che si possono recuperare comunque facilmente, ma nella maggioranza dei casi, purtroppo, si tratta sempre di titoli ambiti e ricercati, nonché costosi. In ogni caso, se siete tipi che si accontentano di poco, la versione loose del titolo che tratteremo oggi in quest’articolo si trova a prezzi ragionevoli, ma se volete una copia completa allora il discorso è un po’ diverso. Il prezzo non è nemmeno elevatissimo a dirla tutta, ma non si vedono molti esemplari completi in giro.
Oggi parleremo di un titolo strepitoso, una sorta di Action Platform in salsa RPG (una specie di antenato di ActRaiser giusto per intenderci, ma diverso) uscito esclusivamente per Famicom (quindi nemmeno in America è approdato): stiamo parlando di Getsu Fuuma Den, un titolo sviluppato da Konami e pubblicato nel lontano 1987. Si tratta di un gioco davvero fantastico, abbastanza ostico ed anche difficile da portare a termine, in cui tenere gli occhi aperti sarà un obbligo.
TRA PLATFORM & RPG
Iniziamo con lo spiegare la semplice trama di Getsu Fuuma Den. Diciamo molto brevemente che il protagonista del gioco è un guerriero che appartiene alla famiglia Fuuma; i suoi due fratelli maggiori, nell’età del Demone, affrontarono il Dragon Master, essendo gli unici in grado di sconfiggerlo. Alla fine vennero però uccisi da quest’ultimo, perdendo anche la loro leggendaria spada (o forse spade…): l’Hadouken, non l’onda di Ryu e Ken in Street Fighter, che però indica proprio le Wave Swords, ossia spade onda. Toccherà quindi al nostro protagonista, Getsu Fuuma, vendicare la morte dei suoi fratelli, sconfiggere il drago e recuperare le spade. Che dire, quindi? Una trama molto semplice alla fin fine, ma il risultato complessivo è comunque soddisfacente, anche perché il titolo in questione regala non poche ore di gioco per un titolo di natura platform dell’87, concepito per Famicom.
Getsu Fuuma Den si sviluppa in tre sezioni. Abbiamo un overworld da esplorare con varie strutture che indicano dei luoghi ed all’interno di esse si passa alle sezioni action platform 2D, dove farci strada da sinistra verso destra o da destra verso sinistra (dipende da quale parte entrerete nella struttura, dall’overworld) per raggiungere l’uscita. Ovviamente, proseguendo il cammino, questi passaggi diventeranno sempre più difficili da superare, con mostri sempre più potenti e passaggi murati che richiederanno un potenziamento della spada per proseguire. Sono tante le tipologie di strutture, tipo vari negozi o luoghi dove incontreremo un vecchietto che ci darà delle informazioni interessanti; nei primi di questi troveremo vari potenziamenti, sia per la difesa che per l’attacco, nonché oggetti da utilizzare come equipaggiamenti per distruggere i mostri che incontreremo lungo il nostro cammino. Il denaro per comprare questi accessori ci è fornito ammazzando i mostri presenti nelle sezioni platform, tuttavia l’overworld non è composto solo da strutture, ma sono presenti anche alcune parti con nemici su schermo che renderanno la vita un pochino più complicata. Andando incontro a questi entreremo in una sezione 2D in cui combattere, ma potrete superarla anche senza farlo; un po’ come le fasi di Zelda II: Adventure of Link tanto per intenderci, coi nemici che compaiono su schermo. Come se non bastasse, ci sono anche delle strutture dove affrontare dei boss per avere in cambio una sorta di cart che servirà come sorta di “passaporto” per andare in altre location. Infine, non mancano dei livelli strutturati in pseudo prima persona dentro labirinti (come i vecchissimi RPG).
Il tutto è strutturato in maniera variegata ed i livelli sono tutti realizzati diversamente, con un utilizzo dei colori efficace. Graficamente il titolo non è per niente male, i design sono veramente di buona fattura e le varie tipologie di mostri e di boss sono ben caratterizzate. L’overworld è formato a mo di labirinto, nel senso che le strade sono molteplici e non sarà per niente facile esplorare tutto. Per quanto riguarda le sezioni pseudo prima persona (pseudo perché il protagonista è inquadrato di spalle in mezza figura, NdR), anch’esse sono realizzate egregiamente; qui i design sono più ravvicinati, ma sono comunque ben fatti. Infine, le animazioni e le cut-scene sono realizzate in modo eccezionale. Per quanto riguarda invece gli effetti sonori, si tratta dei classici suoni simpatici per le diverse azioni, riproposti accuratamente, mentre le musiche sono davvero fantastiche, tutte realizzate in modo stupendo. Si tratta di motivetti che vi entreranno senza alcun dubbio in testa e garantiscono un gran bell’accompagnamento durante l’avventura (soprattutto l’Overworld Theme). Il gioco, inoltre, essendo abbastanza longevo (almeno per l’epoca) dispone anche di un sistema di password per riprendere l’avventura ogni volta che vorrete. L’unica pecca è che per visualizzare la password dovrete per forza arrivare al Game Over, infatti avrete a disposizione delle extra life ed una volta perse tutte potrete scegliere se continuare l’avventura oppure selezionare Quit, quindi far comparire la schermata della password.
IN CONCLUSIONE
Possiamo dunque consigliarvi ad occhi chiusi questo titolo. Si tratta di un mix perfetto di azione ed avventura, tra combattimenti ed esplorazione con un accompagnamento musicale degno di nota. Un vero peccato che un titolo del genere non sia approdato qui da noi, e nemmeno in America, per cui dovrete accontentarvi della lingua Giapponese, il che non sarebbe comunque un problema per portare a termine il titolo (a parte qualche difficoltà in più), se non per le password. Tuttavia, è stata realizzata una patch per tradurlo in Inglese, il che potrebbe essere una buona alternativa – il video sopra è proprio in versione “patchata”. Getsu Fuuma Den promette anche tante ore di gioco e per completare tutto sarà necessario un bel numero di ore, cosa volere di più?
Anche per quest’appuntamento con What We Lost? è tutto. Ovviamente non finisce qui, ci sono ancora moltissimi gioielli non approdati in Italia e nel resto d’Europa, di cui ci toccherà parlare.
Saluti dal vostro CT!
