Moon Crystal – What We Lost?
Cari lettori, ben ritrovati al nostro consueto appuntamento con What We Lost?. Considerati gli impegni redazionali di JacopoED64, l’appuntamento bisettimanale della rubrica per il momento sarà mensile. In ogni caso, la rubrica va avanti e dopo il bellissimo Getsu Fuuma Den, trattato il mese scorso, quest’oggi vi parliamo di un altro bel titolo in esclusiva per Famicom che doveva essere rilasciato anche in America, ma la pubblicazione venne sospesa per motivi del tutto sconosciuti.
Di che gioco si tratta? Di Moon Crystal, un action platform di tutto rispetto, uscito nel 1992 (in pieno periodo Super Nintendo, tra l’altro), il quale però ha un bel problemino: la reperibilità. Sembra che trovare già soltanto una copia loose sia un’impresa e, in ogni caso, i prezzi sono alti; figuriamoci quindi per un esemplare completo. Il titolo in questione è stato anche tradotto amatorialmente e venne rilasciata una patch (nel caso vi interessasse). Fatte queste piccole premesse, andiamo a (ri)scoprire insieme questo titolo.
CRISTALLO DI LUNA
Iniziamo subito col descrivervi in breve la trama del gioco. Prenderemo il controllo di Ricky Slater, il quale si troverà a dover salvare non solo suo padre, rapito dal Conte Crimson, ma anche il mondo intero (il destino degli eroi è sempre così… esagerato). Il cattivone di turno, ossia il conte da quattro soldi, vuole sfruttare i poteri immensi del Moon Crystal (Cristallo di Luna) in un dispositivo chiamato Unisystem, per riportare così tutte le creature morte in vita. Per quale motivo? Ma è semplice: dominare il mondo intero! Per questo motivo il padre di Ricky è stato rapito; essendo un grande scienziato il conte vuol avvalersi delle sua conoscenze per attivare l’Unisystem con il cristallo. Sarà quindi compito del protagonista, insieme ad una ragazza di nome Rosina (personaggio non giocabile, ma che appare solo nelle cutscene), fermarlo.
Per quanto riguarda il gioco, come ribadito ad inizio articolo, si tratta di un action platform davvero delizioso, seppur con alcuni elementi o meccaniche che probabilmente andavano riviste. Già dal comparto grafico si può vedere come il Famicom venisse sfruttato e spremuto a dovere. Di certo non è stato raggiunto il picco come in altri titoli di rilievo, però nei sette stage di Moon Crystal si può notare come il level design sia stato curato in modo davvero sopraffino ed anche le animazioni degli sprite vennero ben realizzate. Tornando ai livelli, si può fin da subito intravedere un utilizzo sapiente e molto vario dei colori, nonché cambi di location veramente azzeccati: dalla foresta iniziale al castello del conte, per poi imbatterci in una nave pirata fino ad arrivare al laboratorio finale (forse la location meno ispirata del gioco). Per quanto riguarda personaggi e nemici, il loro design è di buona fattura ed un plauso va fatto anche alla realizzazione dei boss di fine livello, curati davvero molto bene e con belle animazioni tra l’altro. Il gioco, inoltre, dispone di cutscene, le quali non sono di certo eccezionali (si mantengono sul classico), però fanno ben rendere alcuni dei colpi di scena presenti in questo titolo. Nel complesso, quindi, un lavoro davvero egregio, con musiche veramente strepitose ed adatte allo stage di appartenenza; a parte un paio di circostanze, si tratta di OST davvero orecchiabili e gustose da ascoltare, anche per il semplice gusto di farlo. Infine, gli effetti sonori si mantengono fedeli alla maggior parte di quelli di questa console, quindi ben realizzati.
Non ci resta quindi che approfondire il discorso sul gameplay. Innanzitutto, la difficoltà si intravede già dal primo livello per poi incrementare sempre più. Certo, niente di impossibile, anzi, però non si tratta affatto di un titolo semplice. In ogni caso, andiamo a vedere gli elementi che rendono Moon Crystal un gioco di buon livello e perché merita la vostra attenzione. Iniziamo col dire che il nostro protagonista ha una semplice arma, un pugnale che non permette di colpire nemmeno troppo da lontano i nemici. La sua energia è composta da tre cuori e può accovacciarsi, saltare ed anche arrampicarsi (durante un salto, se non riuscite a raggiungere la piattaforma ma vi avvicinerete ad essa, Ricky si arrampicherà). Dovrete quindi farvi strada tra mostri e compiere salti per arrivare al boss di fine livello. Ciò che però rende avvincente la “semplicità” di questo titolo e che sparsi per i livelli ci sono dei forzieri con all’interno oggetti molto simili a power up. Potrete trovare uno stivale alato per poter effettuare il doppio salto, un pugnale per aumentare la grandezza di quello che possiede già il protagonista, così da poter colpire i mostri un po’ più da lontano, non dovendo per forza avvicinarvi al massimo e, infine, una sorta di portacuore, utile per sbloccare un cuore aggiuntivo nell’energia del protagonista. Ci sono infine i cuori normali che invece serviranno per risanare appunto un’unita persa ed una specie di gemma che indica il potere del Moon Crystal dato che il protagonista, grazie a questo potenziamento, diventa invincibile per un po’ di tempo. I potenziamenti, comunque, spariscono se perderete una vita ed alla fine di ogni livello.
La struttura dei livelli è davvero ben fatta, quindi pur essendo un platform 2D non mancherà una sorta di componente esplorativa, con vari passaggi da poter intraprendere. L’unico neo di questo gioco sono alcune meccaniche dei movimenti. Il nostro Ricky, infatti, non è controllabile appieno, è come se “scivolasse” e potrebbe capitarvi di finire giù, nonostante la piattaforma fosse stata raggiunta con successo grazie al salto. Questo probabilmente è dovuto anche alla volontà di dare al personaggio quel tocco di “realismo” in più, facendoci comunque ricordare che si tratta di un essere umano e non di Super Mario. Altra piccolezza è il livello di difficoltà dei boss. Non che siano impossibili da sconfiggere, però per sconfiggerli dovrete arrivare con energia al massimo e tutti i potenziamenti all’incontro, altrimenti avrete vita difficile dato che per colpirli risulterà poi difficile schivare, nel mentre, i loro attacchi. Si tratta comunque di due piccolezze che si possono tranquillamente accettare in un titolo che garantisce sano divertimento grazie alla sua qualità.
IN CONCLUSIONE
Moon Crystal è quindi un titolo da tenere d’occhio. L’unico problema è il prezzo eccessivo, ammesso che riusciate a trovare una copia. Ciò è dovuto anche al fatto che il titolo non è uscito al di fuori del Giappone; non sempre capita – per fortuna – che un gioco giapponese arrivi a cifre spropositate, ma quando succede uno dei motivi è proprio questo, rendendo ancora più difficile arrivare ad ottenere perle di questo calibro, che non hanno visto luce al di fuori del Sol Levante. Un vero peccato che un bel titolo come questo non sia arrivato in Europa.
I titoli che meritano attenzione, per molti addirittura sconosciuti, sono ancora tantissimi e sarà nostra premura e compito mettervi a conoscenza della maggior parte delle esclusive JAP o USA in questa rubrica. Continuate dunque a seguirci perché non mancheranno sorprese ed altri titoli di spessore.
Saluti dal vostro CT!
