What We Lost ? | Rudra no Hihōu
Questo Lunedì vado nuovamente io con What We Lost? dato che il nostro JacopoED64 ha dovuto, per forze maggiori, rinviare il suo articolo.
Detto questo, quale miglior titolo come Rudra no Hihōu da trattare per questa rubrica? Un classico J-RPG (dei tantissimi) che noi Europei non abbiamo potuto vivere a suo tempo, tranne in pochi che, probabilmente, hanno avuto la fortuna di trovarlo da qualche parte e giocarlo, con tanto di adattatore, nel loro Super Nintendo.
Il titolo in questione uscì nel 1996 per Super Famicom e fu un’esclusiva tutta giapponese, infatti né in America né in Europa vide la luce.
Purtroppo c’è da dire che Rudra no Hihōu (da ora in poi RnH), è una perla videoludica che a nostro discapito ci siamo persi, e, come questo titolo, tanti altri. Un altro capolavoro di Squaresoft – che nel suo periodo d’oro ne “sfornava” all’ordine del giorno – che dispone di tutto il necessario per essere un glorioso J-RPG che merita di essere giocato e vissuto fino alla fine.
Introdusse alcune novità fondamentali, un comparto tecnico eccelso (era anche il 1996) e una trama divisa in scenari che all’epoca risultò una trovata davvero ingegnosa.
Ma andiamo a vedere tutto nel dettaglio.
TRE SCENARI DIFFERENTI ED UN UNICO FINALE
Come vi avevo appena accennato, la novità fondamentale di questo titolo è proprio la trama, divisa infatti in tre scenari differenti, i quali, una volta completati tutti, sbloccheranno un quarto di scenario che vi farà poi arrivare al succo del gioco negli scontri principali e al finale.
I tre personaggi principali sono: il soldato Sion, la sacerdotessa Riza e lo stregone Surlent. Il gioco vi dà l’estrema libertà di scegliere quale scenario iniziare per prima, nonché di giocarli anche contemporaneamente; mi spiego meglio: una volta cominciato una storia potrete anche iniziare le altre due andando avanti con tutte e tre, ma il mio consiglio e di godersi uno scenario alla volta per gustare meglio l’avventura. In ogni storia comincerete 15 giorni prima dell’apocalisse (o fine del mondo, come preferite), infatti la trama si sviluppa intorno al ciclo di distruzione e rinascita denominato Wheel of Time (Ruota del Tempo), in base al quale, ogni 4000 anni, una razza si estingua quasi totalmente nascendo così un’altra più forte (in questo caso saranno i Rudras) che prenderà il controllo del mondo. Mancano 15 giorni; il risveglio della nuova creatura è ormai alle porte e gli umani sentono vicina la loro fine. Un gruppo di tre eroi cercherà di salvare il mondo ed è proprio qui che RnH riesce a portare una novità fondamentale, infatti i tre personaggi principali si muovono separamente nel mondo visto che ognuno farà parte di uno Scenario e avranno poi un party di altri 3 compagni e tutti quanti poi si incontreranno più volte fino al gran finale. Anche se separati, le loro azioni provocheranno ripercussioni sulle vicende degli altri due.
Inoltre lo scorrere del tempo è caratterizzato proprio in questi 15 giorni che si sviluppano in due fasi: una diurna ed un’altra notturna, graficamente realizzate in modo egreggio.
Il comparto tecnico di RnH è davvero sopraffino. Non solo il passaggio giorno e notte è caratterizzato davvero bene, anche la realizzazione dei design sono fantastici e curati nel minimo dettaglio. Curiosità forse non molto nota è che proprio gli sprites e disegni vari del titolo in questione sono stati utilizzati per molti RPG creati dai fan con degli appositi programmi. Le ambientazioni sono fantastiche ed ogni locazione è attorniata dall’immensa fantasia dei designer del gioco. Non si possono dimenticare i continenti volanti con i treni che viaggiano nel cielo, le immense città, le periferie o il mondo dei morti, per non elencarle tutte, altrimenti non finirei più.
Gli effetti sonori anche non peccano mai ed ogni suono è realizzato con estrema accuratezza. Non si può inoltre spezzare una lancia a favore per le animazioni che fanno il loro effetto in questo titolo. Square non era mai riuscita a creare animazioni come quelle di RnH e per quei tempi era davvero qualcosa per cui andare fieri. Altra nota a favore è per il character design dei personaggi, sia principali che per i vari mostri che troverete nel corso dell’avventura, e dei Boss, realizzati in modo davvero fantastico.
La colonna sonora è veramente unica e spettacolare! Di sicuro i vari motivetti delle battaglie vi accompagneranno con gioia fino alla fine del gioco e le musiche principali vi colpiranno senza alcun dubbio, data la loro cotanta bellezza.
Ecco che ho trovato un video con tutta la colonna sonora. Se avete un’oretta di tempo da “perdere” ascoltatela tutta perché non ve ne pentirete. Lo potete fare adesso, dopo aver letto l’articolo o quando vi pare…io ve l’ho segnalata.
IL MANTRA ED IL SUO FANTASTICO SISTEMA DI CREAZIONE MAGIE
Dopo aver elogiato il mitico comparto tecnico, passiamo al gameplay di questo titolo che dispone di tutto il necessario per garantire sane ore di gioco.
Il titolo in questione si presenta in stile classico J-RPG, con un battle System che ricorda ovviamente i vari Final Fantasy ed altri titoli appartenenti a questo genere, ma c’è una particolarità fondamentale che lo rende davvero unico nel suo genere ed è il sistema di creazione magie che viene qui denominato Mantra.
Come vengono create le magie? Molto semplice: basta infatti scrivere il nome della magia nell’apposito menù, anche se, chiaramente, non potete scrivere ciò che vi pare perché altrimenti verrebbe fuori una magia inutile caratterizzata da un semplice attacco che però consuma MP. Come si fa a capire allora in quale modo vadano denominate le magie vi chiederete voi. Il tutto è stato integrato alla perfezione nel gioco, infatti durante l’avventura potrete trovare dei bauli che al loro interno contengono alcuni prefissi o suffissi di una particolare magia, lo stesso faranno alcuni abitanti delle locazioni del gioco che vi consiglieranno come creare le magie, il tutto implementato davvero eccezionalmente. Questa caratteristica però è stata anche la rovina di chi magari all’epoca riuscì ad acquistare il gioco perché in lingua giapponese è tutt’altro che facile riuscire a capirci qualcosa, figuratevi a creare magie con prefissi e suffissi vari.
Per fortuna però, un gruppo che si occupa di traduzioni amatoriali, Aeon Genesis, è riuscito a tradurre il gioco in lingua inglese, in maniera davvero ottimale, rendendo possibile capire almeno qualcosa della trama e, soprattutto, il sistema del Mantra che risulta comunque fondamentale per terminare il gioco.
Poi come ogni classico J-RPG non mancheranno le sezioni esplorative nelle varie locazioni per comprare/vendere oggetti oppure per combattere contro mostri di ogni tipo per incrementare il proprio livello di esperienza.
Il risultato finale è dunque soddisfacente e quindi non posso esimermi dal consigliarvi questo titolo che però, per giocarlo in lingua inglese, necessita di un apposito emulatore e della ROM del gioco (quella tradotta chiaramente), ricordandovi sempre di acquistarlo prima originale per Super Famicom per non commettere nessun reato. Purtroppo questa è l’unica operazione possibile per giocarlo in una lingua che permette almeno di portare a termine il gioco, cosa che 16 anni non era assolutamente possibile, a parte per qualcuno che conoscesse il giapponese (cosa comunque non all’ordine del giorno).
Per quanto riguarda la longevità, RnH, non sfida i livelli massimi e in una trentina d’ore potreste anche portarlo a termine, ma, ovviamente, per completarlo al 100% potreste impiegarci di sicura una ventina d’ore in più, se non anche altre.
IN CONCLUSIONE
Rudra no Hihōu è un J-RPG davvero fantastico che merita tutta la vostra attenzione. Il team Aeon Genesis è stato anche così perspicace da tradurlo proprio per permettere a tutti di giocarlo visto che la lingua inglese è comunque internazionale ed il merito è proprio loro se oggi possiamo godere di un titolo così incredibile.
Non posso quindi non consigliarvelo. L’avventura sarà come ogni classica degli RPG, ma la suddivisione in tre scenari e in 15 giorni renderà il tutto come nuovo e ad aggiungere la ciliegina sulla torta è proprio il sistema di creazione magia del Mantra.
Termina qui l’appuntamento con What We Lost ? Quante altre perle ci siamo persi noi poveri comuni europei? Lo scoprirermo nel prossimo appuntamento!
Saluti dal vostro CT !!




