Speciale | ARTE & VIDEOGIOCO
L’arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che porta a forme creative di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall’esperienza. Nella sua accezione odierna, l’arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni, per cui le espressioni artistiche, pur puntando a trasmettere “messaggi”, non costituiscono un vero e proprio linguaggio, in quanto non hanno un codice inequivocabile condiviso tra tutti i fruitori, ma al contrario vengono interpretate soggettivamente.
Fonte: wikipedia
IL VIDEOGIOCO INTESO COME FORMA DI ARTE
Nelle giornate uggiose è facile divenir preda di strane emozioni accompagnate spesso da atipici pensieri. Si finisce col pensare a cose che magari fino al giorno prima non ci avevano nemmeno sfiorato la mente. Sarà colpa di quel grigio che prende il posto dell’azzurro del cielo, o forse la mancanza dei tiepidi raggi solari sostituiti da un freddo venticello che sposta nell’aria una malinconia palpabile e che ci pervade. Ed è con queste , non di certo ottimistiche , ma ispiranti premesse che mi accingo ad iniziare questo difficilissimo articolo. Parlare di videogiochi mi piace, l’ho sempre fatto e mi diverte, ma parlare di arte mi è capitato davvero di rado. E se all’apparenza unire questi 2 mondi, quello videoludico e quello artistico, per analizzarli come fossero cosa sola , sembri semplice, in realtà , scontrandosi con un immaginario collettivo freddo e disinteressato , porta molti dubbi nel redattore di turno. Come si può spiegare a chi non crede ciò in cui crediamo noi? Quali prove della nostra filosofia possiamo sventolare a nostro favore?

Sono solo “quadratini” colorati…
Chissà per quante persone è davvero così, quanti credono che si tratti solo di quadratini colorati che scorrono su di un monitor… eppure io ci vedo di più.
Per aiutare me stesso nella stesura di questo articolo, ho deciso di cercare e condividere qui la definizione di “arte”: con arte intendiamo uno “strumento” , un “mezzo” , un “tramite” con il quale trasmettere un messaggio e delle emozioni. Devo ammettere di aver fin troppo sminuito il significato del termine ma ,se espresso con queste semplici parole ,si presenta chiaro e limpido pur portando con se altre perplessità: le emozioni sono quanto di più soggettivo esista al mondo, come facciamo a spiegare ad altri le nostre emozioni? Come possiamo a nostra volta comprendere quelle che si muovono nell’anima degli altri?
Il rischio numero uno che corro scrivendo questo articolo è di tramutarlo in una serie di frasi smielate ed effimere incapaci di descrivere in modo concreto una realtà che giorno dopo giorno va palesandosi. In poche righe sono già entrato in un discorso basato su tutto e su nulla al contempo, descrivere le emozioni non si può e non sono le stesse per tutti ma una cosa è certa: esistono e il videogioco le sa trasmettere.

Picasso se fosse nato oggi?
Va sottolineato un altro fattore di importanza vitale per la stesura di questo articolo: il mutamento stesso dell’arte e il suo impatto sulle masse. E’ chiaro che quando si parla di arte ,generalmente, si fa riferimento a grandi nomi del passato marchiati a fuoco nei vari rami artistici conosciuti come la pittura, la poesia, la musica e così via; ma è altrettanto chiaro che ad oggi quest’arte ,quella rappresentata da questi nomi, appaia più come un bel ricordo del passato. Cosa è cambiato? Innanzitutto la massa stessa. Il tempo che passa, la fredda evoluzione umana, l’avvento di tecnologie che ci bombardano quotidianamente con immagini, luci e colori. La sensibilità stessa dell’ uomo, sopratutto nella nostra società , è scemata molto rispetto al passato e ,haimè, la maggior parte delle persone tende , quasi per suo stesso volere, a fermarsi alle apparenze, al non voler vedere oltre, ma così facendo rischia di non apprezzare le nuove forme di arte che si sono sviluppate nel tempo, una su tutte il videogioco.
OK giunto a questo punto ho svelato a chiare lettere quale sia il mio personale pensiero: per me il videogioco è arte. Non è solo un passatempo, un hobby, è vera e propria arte. Non oserei mai dire che le immagini che scorrono sullo schermo mentre gioco a REZ abbiano sostituito nel tempo i quadri di Picasso, ma credo che sia tutto frutto dell’evoluzione stessa dell’arte che cambia con il cambiare delle epoche. Non voglio entrare nel merito di una discussione sul cinema, la fotografia e la musica moderna, uscirei dai binari che mi sono prefissato e il mio rievocare opere passate è solo un mezzo per aiutare me stesso nel complesso compito di spiegare perchè credo così fortemente nel media videoludico.

Parliamo di videogiochi…
I tempi in cui adolescenti solitari, chiusi nelle loro camerette, occupavano il tempo videogiocando mentre fuori coetanei palestrati si divertivano in simpatiche interazioni con l’altro sesso sono ormai estinti. Il videogioco ora è di tutti e per tutti. Con i pro ed i contro del caso ovviamente. Si tratta di un fenomeno mediatico su larga scala che ha coinvolto tutti i rami della società. Il nerds (additato così in quei tempi dimenticati) è ora affiancato da categorie di persone che magari , vent’anni fa, lo avrebbero deriso. Il videogioco oggi è una realtà che lo si voglia o meno. Una realtà importante, un media in grado di mandare messaggi, di insegnare, di emozionare. Il videogioco è cultura. Prendiamo assassin’s creed come esempio, sotto quel velo di violenza , si nasconde una verità culturale impressa nel passato delle regioni del mondo che il gioco ci mostra, ovviamente rivista, riletta, interpretata da chi il videogioco lo ha creato, ma basata su contesti storici reali dai quali tutti abbiamo avuto modo o dovremmo imparare qualcosa. Il videogioco ci permette di interagire con il passato , con il presente e a volte ci catapulta in un futuro quasi plausibile dal quale imparare, dal quale stare lontani oppure cercare di realizzarlo così, come il videogioco ci ha permesso di viverlo.
La carica culturale che molti videogiochi portano con se è spesso , troppo spesso, sottovalutata. Leggere sui giornali di read dead redemption “i produttori di sigarette assicurano che il tabacco non abbia nessun riscontro negativo sulla salute” è una chicca , è un avviso, è un insegnamento su qualcosa che è stato realmente così. E’ anche una presa in giro ad una società che per anni , a sua volta, ci ha preso in giro tutti e che nessuno ci assicura che non lo stia facendo ancora. Ci tengo in particolar modo a sottolineare l’importanza che ha il videogioco come “messaggio”. Ovviamente sta infine alla persona, all’utente finale, la capacità di percepirlo, di assimilarlo. Può succedere che un messaggio venga travisato e frainteso, ma non accade solo per quanto riguarda i videogiochi, e da sempre combatto contro coloro che demonizzano il media additandolo come portatore di messaggi errati basati sulla violenza. Una vera e propria falsità divulgata da detrattori senza la minima conoscenza a riguardo.

PEGI 18…
Devio momentaneamente dall’argomento principale per ricordare a tutti cosa sia il PEGI (Pan-European Game Information). Si tratta di un sistema di classificazione dei prodotti , così da rendere chiaro a quali fasce di età siano indirizzati. Apro questa parentesi proprio per ribattere ai vari detrattori del videogioco, coloro i quali non conoscendo minimamente ciò di cui van parlando, tentano in ogni modo di far passare il media come il demonio dell’età moderna, come un problema da risolvere, come un avversario da sconfiggere così che i nostri figli crescano sani. Il PEGI esiste proprio per informare i genitori o gli acquirenti in generale sui contenuti del videogioco e da quale età sia consigliato giocarlo. Se il bollino PEGI segna un “18” significa che quel prodotto non è adatto ai ragazzini di età inferiore. Se poi quel prodotto finisce nelle mani della persona sbagliata non bisogna incolpare il gioco stesso per quanto accaduto, troppo semplice così, non si fa altro che scaricare le proprie responsabilità su altro per sentirsi innocenti.

Non è tutto oro ciò che luccica… o forse si!?!
L’arte nelle sue mille forme si nutre di emozioni. Le emozioni come ho detto sono soggettive e cambiano da persona a persona, ergo lo stesso gioco può infondere nel giocatore sensazioni diverse a seconda della sua personalità e della sua sensibilità. Trovare un “minimo comun determinatore” non è quindi affatto semplice e altrettanto ostico è determinare se tutti i videogiochi siano arte o se solo alcuni possano vantarsi di aver raggiunto questo traguardo. A dare risposta a queste domande non sarò di certo io, non potrei. Nel mio piccolo posso affermare che le emozioni vissute mutano da gioco a gioco e non tutte sono elitarie perchè anche il solo spensierato divertimento può regalare tanto. Il videogioco è anche un mezzo con il quale chiudere il mondo fuori, un mezzo legale, un mezzo sano se dosato correttamente. Chiudere la porta in faccia ai problemi quotidiani e divertirsi che sia da soli o in compagnia. Questo non significa dimenticarsi dei problemi, fuggire dalla realtà per non affrontarli, significa solo prendersi un momento di pace. E’ indispensabile per l’essere umano poter aprire una valvola di sfogo dove scaricare ansie, preoccupazioni e stress.. il videogioco impegna lo spirito ,distoglie la mente e cosa c’è di più emotivamente forte se non il nudo e crudo divertimento? Partendo da questo presupposto ogni videogioco è arte, ogni videogioco trasmette qualcosa, cose diverse si intende ma pur sempre tangibili. Cercavamo prove? Eccole! Partendo da Pong, arrivando sino all’ultimo ritrovato tecnologico in grado di fare miracoli interattivi, passando per le preferenze e i gusti di ogni singolo essere umano, tutti i videogiochi possono darci qualcosa, trasmetterci qualcosa… il messaggio di cui parlavo prima, un po’ di cultura sul passato, avvertimenti sul futuro , emozioni forti , adrenalina e divertimento senza fronzoli.
E’ arte tutto ciò?
Si lo è. E’ un’arte incompresa, è un’arte ancora forse un pochino acerba ma è arte. E come arte non segue nessun canone ma muta come le sensazioni e le emozioni che ogni giorno ci scuotono in questa vita che senza di esse sarebbe vuota ed inutile. Il videogioco è una nuova arte, è un nuovo messaggio tutto da comprendere.

…Parere personale…o forse no?
Lo sottolineo per evitare fraintendimenti: quanto da me scritto altro non è che un parere personale nato da uno studio effettuato sul media videoludico, nato dalla mia passione verso questo media, nato dalle emozioni che questo media mi ha saputo regalare. Non pretendo ne ora ne mai che le mie parole siano lette come verità assoluta, ma del resto , sfido chiunque ad affermare una assoluta verità quando si parla di emozioni! Se ho deciso di scrivere questo articolo era solo per dire pubblicamente ciò in cui credo io e con la speranza di scuotere gli animi delle persone che comprendono il mio pensiero…uno su tutti, un personaggio chiave della cultura videoludica Italiana, Marco Accordi Rickards. Fondatore di AIOMI e pioniere nel nostro bel paese come portavoce del messaggio videoludico. Il quale ringrazio profondamente per le sue dritte e per i suoi consigli che ho potuto leggere tra le pagine di Game Republic , è anche grazie a lui se ho trovato le parole per scrivere questo mio pensiero. Non sto affermando che Marco Accordi la pensi esattamente come me, il mondo non è bianco o nero, ma è una bellissima sfumatura fatta di miliardi di colori probabilmente uno per ogni singola persona. Ma se c’è un uomo che stimo e che rispetto è proprio lui che da solo , nonostante le problematiche quotidiane, nonostante gli imprevisti della vita , a volte tragici, da sempre lotta per affermare questa tesi secondo la quale il videogioco è anche una benedettissima forma di arte. Ed io nel mio piccolo mi schiero al suo fianco in questa battaglia.
Piove fuori… il cielo grigio è quasi nero adesso… credo proprio che accenderò una console…
