Games Week 2013 – Speciale
Milano, Lotto Fiera, appena rientrati dalle tre giornate di Games Week 2013, nemmeno il tempo di recuperare le forze e siamo già pronti per parlarvene. Parecchio esaltati da questa tre giorni, svoltasi non senza problematiche di tipo tecnico. Come potrete immaginare queste sono state giornate all’insegna del puro ed assoluto divertimento, si è respirata aria di festa, ci sono stati momenti di panico, novità ma anche tantissimi flop. È stata una gioia per la mente e per gli occhi, i brand più famosi ed attesi erano quasi tutti presenti, pronti ad essere toccati con mano.
Abbiamo assaporato gli ultimi Indie, abbiamo fatto la conoscenza di produttori più piccoli ma con tantissima fantasia e voglia di farsi conoscere; ci sono stati momenti di pura follia, soprattutto legati a piccoli furti ai danni di MediaWorld e ad incidenti che hanno coinvolto lo stand Activision ed i partecipanti al loro evento, ma abbiamo avuto modo di provare le nuove console next gen ed alcuni dei titoli che ci attendono nel prossimo futuro, riuscendo così ad estrapolare qualche opinione critica ed oggettiva dei vari prodotti. Insomma, ci sono state tante belle sorprese e ve le racconteremo tutte dal nostro punto di vista personale.
La guerra dei 500Per chi non fosse al corrente, Activision, publisher del famosissimo brand di Call of Duty, qualche tempo fa ha dichiarato che ai primi 500 che si fossero presentati al loro stand durante la prima giornata di Games Week avrebbe regalato una collector’s edition dal valore di 200 € di Call of Duty: Ghosts. I partecipanti, minorenni o maggiorenni, avrebbero dovuto compilare un modulo dove dichiaravano la console di preferenza e l’assenso a tutti i termini del contratto che avrebbero garantito al vincitore di ricevere il golosissimo premio. Come di certo voi tutti saprete, quando si parla di giochi importanti come CoD un nutrito gruppo di fan tende l’orecchio. Ora, è facile immaginare cosa potrebbe succedere quando ai fan viene detto che un gioco dal valore di 200 euro viene loro regalato, se faranno in tempo a recarsi allo Stand Activision.
I cancelli sono stati aperti alle 9.30 del mattino ed in quel momento si è “scatenato l’inferno”, centinaia di persone si sono accalcate l’una contro l’altra, dimenandosi ed azzuffandosi per essere tra i primi a varcare la soglia del Gate 5 di Lotto Fiera. La minuscola porta ha dato l’accesso ad alcuni fortunati prima di essere completamente sommersa, tanto da non far passare un singolo spiraglio di luce all’interno del salone. Alcuni si sono accampati la notte scorsa per garantirsi l’entrata, altri questa mattina alle 5.00 erano lì pronti a mordere alle caviglie chiunque tentasse di superare la nervosa fila. Ci sono state scene apocalittiche, alcuni sono stati schiacciati contro le pareti, altri hanno perso gli indumenti, altri ancora sono stati derubati, il carnaio era così chiassoso da richiedere l’intervento delle forze armate e della sicurezza della Fiera; alcuni sono stati portati via in ambulanza svenuti a causa dell’eccessiva calca che aveva tolto loro l’ossigeno. Non pensate che all’interno le cose siano andate meglio, chi è stato fortunato è arrivato con mezz’ora di ritardo, così da essere bloccato nella metropolitana, preventivamente bloccata dai vigili a causa di gente troppo spossata per reggersi sulle proprie gambe, si è temuta una rivolta, potrà sembrarvi tutto un grosso scherzo ma gli stessi addetti ai lavori sono rimasti sconcertati quando dopo pochi minuti dall’entrata dei fan i muri mobili dello stand di CoD sono stati buttati giù a forza di spintoni. Per non parlare dei cori che si sono levati per tutto il tempo, fino al cinquecentesimo vincitore.
Insomma, come videogiocatori italiani, non abbiamo fatto una gran bella figura.
Obbiettivamente parlando, questa fiera è stata sì una apoteosi di divertimento, ma a conti fatti sappiamo che ha deluso non poche persone, e non per la mancata vincita di videogame dal valore fin troppo elevato, ma per la scarsità di titoli che effettivamente facevano gridare al miracolo per la loro unicità. I prodotti che sono stati presentati erano comunque titoli già visti, talvolta solo sponsorizzati da cartelloni e volantini, ma non presenti all’interno della fiera. Addirittura titoli come Dying Light e Watch Dogs sono stati presentati al pubblico sotto forma di semplici video doppiati e commentati in Italiano, senza lasciare ai fan la possibilità di giocarli con mano. Ciò ci ha deluso e stranito, e non capiamo il perché di tanta pubblicità ed ore di coda per un prodotto che a conti fatti è solo un grosso trailer; trailer che a tutti gli effetti già conoscevamo e che da mesi è visibile sui canali YouTube. Turbati ed un po’ abbattuti abbiamo continuato l’esplorazione del Gate 5, fatto un primo giro di ricognizione notiamo la mancanza di cosplayer ma, soprattutto, la presenza di soli due stand di vendita di gadget. Non neghiamo di averci passato buona parte della giornata, sconti e gadget di ogni tipo di capolavoro videoludico erano la giusta trappola per i nostri portafogli…
Superata la fase “spendi e spandi” ci siamo trovati dinnanzi ad una statua massiccia e trasudante violenza. Stiamo parlando del Centurione che ormai abbiamo imparato a conoscere ed amare grazie ai numerosi video rilasciati da Crytek riguardanti la loro ultima grande fatica, Ryse: Son of Rome. Vera rivelazione, per noi di Z-Giochi.com di questo Games Week 2013. La demo provata, seppur per pochissimo tempo, ci ha fatto sentire la potenza di un massiccio guerriero corazzato pronto a distruggere qualsiasi nemico gli si parasse davanti, direttamente tra le nostre mani. Il controller Xbox One, ora più maneggevole e minuto, ci ha fatto godere appieno di tutta l’esperienza, facendoci sentire ogni singolo contraccolpo tra i polpastrelli. Terminata la prova di Ryse senza rilevare grossi problemi tecnici e rimanendo soddisfatti della totale assenza di quick time event, parare, schivare colpire e compiere combo complicate e sanguinose sarà estremamente semplice e incredibilmente appagante, le ambientazioni ci sono sembrate ben curate e gli effetti particellari davvero ben realizzati. Per curiosità, abbiamo poggiato le nostre avide manacce sulla console, accesa ormai da diverse ore, siamo rimasti sorpresi nel constatare che oltre a non emettere un forte rumore di ventole, la plastica fosse relativamente fredda, con un unico punto più caldo degli altri, ma comunque molto meno caldo delle console current gen.
Amaro in bocca per Dead Reasing 3, gioco che si è dimostrato sotto molti aspetti mediocre e mal realizzato. I cali di frame sono più numerosi degli zombie a schermo e di zombie ce ne sono davvero a centinaia, pop up costanti e cosa che ci ha straziato il cuore, gli zombie una volta circondato il protagonista lo attaccheranno uno o due alla volta, mentre i restanti staranno fermi in cerchio a dimenare le braccia e a rispettare la fila per entrare in combattimento. Un po’ ce lo aspettavamo, ma una cosa è supporre ed un’altra è constatare dal vivo. Ottima invece la fluidità dei combattimenti ora resi più divertenti e violenti di prima, anche qui il pad Xbox One ci è stato di notevole aiuto (lo ripeto perché chi vi scrive è davvero negato per i moderni pad 360, NdR). Terminata anche questa seconda prova ci siamo addentrati nel settore Kinect 2.0, dove abbiamo iniziato a sudare sette camicie per imparare a dovere i giusti movimenti dei più classici giochi olimpionici, ormai pilastro dell’appendice Xbox. Il divertimento è stato assoluto, la possibilità di rendere riconoscibili le espressioni facciali, la forza applicata durante il movimento del giocatore, il suo battito cardiaco ed il suo calore corporeo, rendono le esperienze di gioco, svolte con Kinect, una vera esperienza più unica che rara. Subito dopo essere usciti dai padiglioni Xbox ci siamo diretti ai vicini schermi di mamma Sony dove abbiamo avuto modo di godere di trailer al cardiopalma raffiguranti scene di guerra tratte da giochi come Battlefield 4 e Killzone: Shadow Fall, pad alla mano questi due attesi titoli si sono rivelati un’esperienza graficamente eccelsa, ma effettivamente già vista nei rispettivi predecessori; come già detto del pad One, anche il pad Ps4 è notevolmente migliorato, la sua ergonomicità è stata adattata per rendere la presa del giocatore più salda e comoda possibile, riuscendo come sempre a rendere i feedback di gioco al meglio delle sue capacità.
Altra grande sorpresa è stata la prova del moderno strumento ludico, Oculus Rift. Provato allo stand di sponsorizzazione del nuovo promettente titolo Indie: The Town of Light, videogame che immerge la mente ed il corpo del videogiocatore in un’esperienza al limite della pazzia, grazie all’ausilio della tecnologia Oculus Rift unita alla maestria di designer dal talento indiscusso. L’atmosfera che ci è stata proposta è riuscita a tenerci in tensione fin dai primi secondi di video gameplay, il labirintico movimento della telecamera, che ci proponeva una visuale in prima persona verso la scoperta di un tenebroso mausoleo adibito ad istituto psichiatrico, ha reso la nostra pelle come ghiaia; è evidente il lavoro che è stato svolto alle spalle di questo progetto e ci fermiamo a sottolinearvelo perché siamo rimasti ampiamente sorpresi e non vediamo l’ora di metterci le mani per primi. Se comunque foste interessati a saperne di più, sappiate che è possibile votare il gioco nella sezione Greenlight di Steam.
Numerosissimi sono gli altri titoli provati in questo evento, sarebbe una follia elencarveli tutti nei minimi particolari, ma possiamo dirvi comunque che nel Gate 5 era possibile testare giochi come Assassin’s Creed IV: Black Flag, Pokémon X/Y, FIFA 14, Call of Duty: Ghosts e Battlefield 4 per non parlare dell’area allestita da MediaWorld, che ha spopolato con sconti da capogiro e numerose sezioni del salone allestite appositamente per i tornei più disparati.
Massimo “Lestath” CostanteL’evento di Milano è testimone di come si sta evolvendo il settore videoludico e di come acquisisce sempre più importanza anche nel nostro sventurato paese, non agli occhi dei soli giocatori, ma in generale anche dei mass media. Con ciò, meritano un plauso le radio e le varie redazioni dei TG nazionali e non, che hanno seguito l’evento dandone una rilevanza non da poco. E tutto questo, a me rimarrà come cosa abbastanza gradita. Ad ogni modo, è una mia personale osservazione. Le console della prossima ed ormai imminente generazione hanno fatto da madrine all’evento, lasciandosi giocare ininterrottamente da chi ha saputo affrontare code chilometriche (quella per provare Call of Duty: Ghosts mi ha letteralmente impressionato, tre volte tanto quella di qualsiasi altro titolo presente), con le esclusive di Xbox One (Ryse, Dead Rising 3, Killer Instinct e Forza Motorsport 5), Watch Dogs, l’imminente Assassin’s Creed IV: Black Flag girare stupendamente su PS4, Gran Turismo 6 sulla PS3 e gli stand Nintendo fortissimi con Skylanders e l’onnipresente Luigi che sta godendosi il suo anno di gloria. Queste sono le attrazioni che questo Luna Park per piccoli e grandi videogiocatori mi hanno rapito per più tempo. Le mie sezioni preferite che senza dubbio ricorderò saranno la mini galleria d’arte, con quadri ed altre opere di genio riguardante il passato ed il futuro dei videogiochi, l’area indie che forse mi ha permesso di giocare per più tempo su PC e tablet con alcune idee per niente male (su alcune di esse ritorneremo a parlarne su queste pagine) ed infine la completissima sezione retrogames curata da gamescollection.it.
Quest’ultima di certo la mia preferita in assoluto. Sì, sono un inguaribile nostalgico. Peccato dunque che non fosse presente un mercatino relativo allo scambio/vendita di retrogame e giochi usati…
Pablo “pablob” BernocchiXbox One oscura tutto il resto. Potrei interrompere qui queste brevi righe di resoconto della mia prima volta alla Games Week milanese, per la gioia dei lettori. E sono piuttosto sicuro che leggerete commenti simili a questo sia dagli altri inviati del nostro sito, siamo andati in un buon numero a visitare i padiglioni della fiere meneghina, che sulle pagine Internet più disparate. C’è poco da fare, la differenza la fanno ancora una volta i giochi, in barba alle specifiche tecniche più annunciate simili ad un certo macismo d’antologia. E Xbox One può vantare alcuni titoli impressionanti, dall’epico Ryse: Son of Rome, ancora un po’ ingessato ma solidissimo, al buon titolo di guida Forza Motorsport 5, all’imperfetto ma devastante Dead Rising 3. Il resto è noia e Microsoft, con i suoi grandi stand e la sua prossima console, vince a mani basse il premio di best of the show. Nintendo ha presentato i soliti giochi e per quel poco che sono riuscito a vedere, data la fila, la differenza di prestazioni, allo stadio attuale di sviluppo, tra la console Sony e Xbox One non è così evidente. C’è un certo rammarico per la mancanza assoluta di stand di produttori hardware PC, se si esclude Asus che comunque era tutta incentrata sul claudicante ROG Tytan che, visto en passant, zoppicava non poco con Crysis 3. Che Assassin’s Creed IV: Black Flag facesse bella mostra di sé su PlayStation 4 allo stand Ubisoft era lecito, che ancora una volta si proponesse il poetico ma già visto Rayman e poco altro desolante. Come Nintendo del resto. Quasi dimenticavo, c’è un certo Killer Instinct che si allena per diventare il nuovo riferimento per i picchiaduro. E non è poco!
Matteo “Kampa_J” CampagnanoSulla strada per Stazione Centrale (Milano) dove io ed altri redattori ci dovevamo ritrovare per andare alla GamesWeek, pensavo fra me e me: chi me lo fa fare anche quest’anno, dato che l’anno scorso è stato un emerito disastro?! Tuttavia, appena entrati al Gate 5 della Fiera Milanocity di Lotto, mi sono dovuto ricredere. Innanzitutto il padiglione era leggermente più grande dello scorso anno ed organizzato decisamente meglio, certo di gente ce n’era a bizzeffe e a stento si riusciva a muoversi, ma quest’anno il Pass Stampa è servito a qualcosa e ci ha permesso di saltare qualche fila per provare in anteprima titoli come Ryse: Son of Rome, Forza Motorsport 5, Dead Rising, Killzone: Shadow Fall, Call of Duty: Ghosts e poco altro. Inoltre un plauso va a Microsoft che quest’anno ci ha coccolati allestendo uno stand solamente per la stampa con 3 console Xbox One da provare ed una macchinetta del caffè, spumantino, stuzzichini e divani dove sedersi e rilassarsi dall’orda di gente che fuori urlava a più non posso. Sì, perché fra gli stand di Just Dance o quello di FIFA 14 il casino era allucinante. Male, anzi malissimo il padiglione Sony, mal gestito e con postazioni senza headset che ci hanno reso impossibile testare le demo dal punto di vista dell’audio. Gran parte dello stand poi è stato adibito a console già uscite come PSP, PS Vita e PS3 lasciando poco spazio alla vera novità, PS4. Parlando complessivamente, quest’anno la Games Week è andata bene rapendomi per 5 ore contro le 3 dell’anno scorso, che per l’eccessivo casino e l’impossibilità di saltare la fila mi era risultata indigesta. I giochi che mi hanno più colpito sono stati Ryse e Killer Istinct insieme a Forza Motorsport 5, mentre Killzone è stata un po’ una delusione, mostrandosi non proprio come ci si poteva aspettare, così come anche (ma me lo aspettavo) Call of Duty: Ghosts, rimasto il solito trito e ritrito CoD di sempre. Ultima nota molto positiva riguarda il pad Xbox One, davvero eccellente e con addirittura la vibrazione integrata sui grilletti. Bene anche il nuovo DualShock di casa Sony, più leggero ed ergonomico del predecessore.
Giuseppe “Pewakka” VacantePrima partecipazione alla Games Week per me e ho visto la fiera solo il primo giorno. C’era tanta enfasi intorno alla fiera per le nuove console, vere ed uniche punto forte della giornata. Per quanto riguarda Sony è stato leggermente difficile provare tutti i titoli in un giorno, in quanto le file partivano da Milano per arrivare nel sud Italia a momenti, ma sinceramente mi aspettavo molto di più da quest’ultima, quanto meno sul fronte della presentazione per la nuova PS4 che alla fiera passa come anonima e non mostra niente di nuovo, sopratutto per quanto riguarda i titoli e le parti scelte da far provare. Ho testato tre titoli, tra cui Knack da cui mi aspettavo molto di più, Killzone: Shadow Fall che nella demo non mostra niente di nuovo e l’interessante Resogun. Questo ha favorito la concorrenza che ha subito mostrato i muscoli con Forza Motorsport 5 e Ryse, due esclusive interessanti, in cui il primo si piazza come titolo di punta per il genere simulazione di guida, il secondo una nuova IP, che attira con il fascino dell’antica Roma e gladiatori sanguinari pronti a dare la vita. Ho provato anche Dead Rising 3, ma la demo aveva problemi nel contenere tutti gli zombie nello schermo scattando nella maggior parte del tempo e con caricamenti infiniti che accusavano tutti i titoli Xbox ONE, ma anche quelli Sony non scherzavano…
Infine una vera sorpresa, che valeva da sola il biglietto, l’Oculus Rift! Si propone come unica vera novità, distaccandosi da tutto quello a cui siamo abituati, con margini di miglioramento immaginabili. Bellissima l’esperienza, difficile pensare che in pochi secondi si possa passare dallo stare seduti in una fiera tra tantissime persone a ritrovarsi in una campagna con una casa ed una vista sul mare impressionante. Tutto sommato però non è stata una buona fiera, ma solo un modo come un altro per passare un giorno diverso con gli amici e provare tutte le prossime uscite nel mondo videoludico; certo, si poteva fare di più sul lato merchandising.
Giovanni “GioDomi” DominoniDopo aver partecipato alla Games Week 2012 che ha abbassato di molto le mie aspettative su questo genere di eventi, mi affacciavo all’evento milanese di quest’anno prevenuto in partenza. Devo dire che invece l’evento di quest’anno è riuscito a soddisfarmi in parte. A dominarlo ovviamente le zone dedicate a Xbox, PlayStation e Nintendo. Tante le postazioni messe in pasto alle schiere di appassionati che popolavano gli stand con code dalla lunghezza spropositata. Abbiamo visto, o meglio, giocato pad alla mano le principali uscite delle nuove console della generazione in arrivo. Alle postazioni Sony abbiamo provato direttamente con mano il titolo di punta di Guerrilla Games, Killzone: Shadow Fall, che si mostrava in un impatto grafico possente, molto pulita l’immagine anche se quanto visto era privo di grandi effetti particellari. Impossibile dire la nostra per quanto riguarda il gameplay in generale, il brevissimo tempo datoci a disposizione data l’accalcante folla in attesa non mi ha permesso di trarre una giusta conclusione, anche se tutto sommato mi è sembrato un gioco dalle meccaniche solide, ma non differente dai vecchi capitoli.
Matteo “Jaga” StrobeltLa presenza delle console di nuova generazione ha reso la fiera molto interessante. Per quanto riguarda Xbox One mi sono piaciute le demo di Ryse e di Dead Rising 3, anche se graficamente ammetto che mi sarei aspettato qualcosina di più da entrambi i giochi. Confermo nuovamente la mia ottima impressione sulla line up 2013/2014 di Wii U, anche se purtroppo le demo presenti all’evento erano le stesse dell’E3, che avevo già avuto il piacere di provare ad un altro evento stampa. Davvero splendidi Bravely Default e The Legend Of Zelda: A Link Between Worlds per Nintendo 3DS. Sono rimasto invece poco colpito da PlayStation 4, probabilmente perché nella line up di lancio non ci sono titoli che mi interessino particolarmente. Un po’ mediocre l’organizzazione dell’evento: dal panico generale e mal gestito creatosi per le copie in omaggio di Call of Duty, ai pass stampa che permettevano di saltare le code solamente allo stand Microsoft. In generale, sarebbe stato meglio creare qualche postazione in più per tutti gli stand e magari aggiungere un po’ di varietà alle offerte del MediaWorld, che erano indubbiamente valide per quanto riguarda il prezzo, ma davvero misere in termini di scelta.
Danilo “MasterDan” BarbieriTocca a me l’arduo compito di chiudere questo abnorme articolo sulla tre giorni di Games Week 2013. Ormai avvezzo alle grandi fiere del settore, personalmente resto sempre deluso quando vi partecipo e le tanto gloriose file di persone stupide (vedi il caos di CoD) quanto i brand non aiutano di certo la mia ormai negativa impressione su questi eventi aperti al pubblico. Tralasciando la vergogna provata nel vedere gente picchiarsi per ricevere la Collector’s del prossimo Ghosts, passo a dirvi la mia su quanto visto e provato in fiera. Xbox One e Microsoft hanno regnato la pseudo presentazione delle console next generation. PS4, scarsamente mostrata da Sony, non si è avvalsa della sua posizione predominante nelle prevendite ed ha lasciato il centro fiera alla sua più grande rivale che non ha perso l’occasione di mostrare i muscoli della sua nuova console in uscita il 22 novembre 2013. Un solo grido, un solo allarme… Torno da Milano con l’dea che Ryse: Son of Rome sia un grandissimo gioco, che Killer Instinct sia degno dei predecessori e che in fin dei conti Forza Motorsport 5 non sia cosi distante dal quarto capitolo giocato su Xbox 360. Torno anche con la consapevolezza che il mio PC resterà irraggiungibile sul lato tecnico e che tutti i titoli mostrati in corso d’opera non erano altro che malsane tech demo dal gusto un po’ retro. Non mi ha esaltato nulla, nemmeno quello che doveva essere il top tecnico generazionale (Killzone coff coff), che sì, detiene un grande impatto visivo, ma se guardato al dettaglio mostra grandi limiti tecnici, cosi come le esclusive Xbox One, anch’esse minate da tantissimi buchi grafici (Dead Rising 3). Ma sorvoliamo signori, non siamo qui per guardare ma provare, e poco importa se tantissime build girassero su PC mascherati da console (non farò nomi), e poco importa se 3DS nel suo piccolo surclassasse uno ormai spento Wii U, alla fine ciò che conta e che ci siamo divertiti. Come dite? Ho detto che resto sempre deluso? È vero, infatti divertimento zero, stupidità umana/italiana tanta e giochi completi e realmente nuovi pochi, anzi pochissimi…
