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Speciale
24 settembre 2013, 15:00
iOS 7 – Speciale
iOS 7 – Speciale mobile

iOS 7 – Speciale

Il 18 Settembre, più precisamente alle 19:00, è stato rilasciato il nuovo sistema operativo made in Cupertino per iPhone, iOS 7. Con le premesse di migliorare ancora più “l’iPhone migliore di sempre” (che ormai non si capisce più se sia il 4S o il 5S, dato che ogni modello sembra essere a detta di Apple “il miglior iPhone di sempre”, NdR), fra tutti gli utenti della Mela morsicata grande è stata l’attesa e l’hype creatosi per un evento storico e senza precedenti. Tutto merito anche del monumentale impatto mediatico che in questi mesi ha invaso letteralmente il web, con video, spot, trailer… Quasi un lavaggio del cervello che ha impiantato nella nostra mente il 18 settembre come La Data.

Apple ha senza ombra di dubbio investito molto nel progetto ed i motivi possono essere molteplici, ma a nostro avviso uno è il più importante di tutti: la necessità di minimizzare lo stile e di renderlo più “Apple” e quindi più Design. Difatti da icone descrittive si è passato ad uno stile più fresco e colorato e proprio il colore è il nuovo vero successo di questa interfaccia, ma non solo.

LE NOVITÀ PIÙ SIGNIFICATIVE

L’intento di Apple è quello di creare un legame intuitivo e forte con lo strumento, che questo sia iPhone, iPad, iPod o Mac. Fin dagli albori della compagnia fondata da Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne nel 1976, l’idea cardine era quella di creare un software libero dagli schemi rigidi e calcolatori del colosso Microsoft; un sistema alla portata di tutti e che avesse quel qualcosa in più che altri non potevano e non avevano pensato di dare al cliente: un oggetto di design sia nel core che esteticamente e che potesse funzionare appena uscito dalla scatola, senza dover installare driver su driver e comprare i pacchetti separatamente. Insomma, una macchina pronta per l’uso e per la quale non si doveva leggere il libretto di istruzioni. Su questa linea è stato quindi creato iOS 7: il sistema a misura di uomo. Tuttavia, trattandosi di uno stravolgimento tutt’altro che misero di interfaccia, le difficoltà nel suo utilizzo sono state molteplici. Innanzitutto, Apple non ha del tutto calcolato che l’utente, ormai abituato a muoversi all’interno del sistema iOS 6, avrebbe probabilmente rigettato inizialmente il cambio di rotta, trovandosi in difficoltà. Come è successo e succede con Windows 8, così anche iOS 7, il sistema che doveva essere semplice e intuitivo, tanto semplice ed intuitivo non si è dimostrato.

Vi sono un sacco di novità e di funzioni, di contorno o meno, che bisognerà assimilare. Apple ci riporta a scuola, proponendoci un’interfaccia completamente differente (malgrado le apparenze) di quella precedente. Prima novità è la doppia tendina richiamabile sia in Lock Screen che in Home: in basso abbiamo la gestione dei dispositivi come Wifi, Bluetooth, Modalità aereo, Non Disturbare ed il Blocco orientamento dello schermo; in più possiamo regolare la luminosità dello schermo, gestire il volume della musica ed accedere a Torcia, Sveglia, Calcolatrice e Fotocamera (quest’ultima accessibile in Lock Screen semplicemente scorrendo lo sfondo dall’angolo in basso a destra verso l’alto). La seconda tendina invece, posta in alto, è quella dedicata al Centro Notifiche che in questa nuova versione ci permetterà di vedere il Calendario del giorno stesso e del giorno dopo con i rispettivi appuntamenti, le notifiche messaggio e le chiamate perse. Entrambe le tendine non copriranno definitivamente lo schermo come in passato, ma resteranno in trasparenza creando un effetto “blur” sullo sfondo. E proprio su quest’ultimo effetto Apple sembra aver puntato. Infatti ora la tastiera per l’inserimento del codice riprenderà il colore dello sfondo, così come anche le cartelle, che sono più capienti grazie alla graditissima aggiunta delle pagine (fino a 14). L’effetto che si viene a creare è gradevole e decisamente d’effetto, poiché non verremo mai estraniati del tutto da quella che è la schermata Home, ma anzi ogni cosa, compreso il colore del font (ora Helvetica Neue), si adatterà.

Arriviamo ad un’altra grande novità: il Multitasking a schede. Già introdotto su Android, permette di gestire le App in modo più veloce e funzionale. Basterà cliccare due volte sul tasto Home, et voilà, tutte le app in background saranno visibili sotto forma di schede e, nel caso in cui volessimo chiuderle definitivamente, basterà strisciare il dito verso l’alto, portando l’applicazione al di fuori della schermata. Inoltre, Apple ha introdotto l’Aggiornamento in background delle App che ci permetterà di essere sempre aggiornati; per di più l’aggiornamento viene fatto secondo le nostre abitudini, infatti iOS 7 è in grado di monitorare la nostra attività selezionando le App più utilizzate da noi, registrando i periodi nei quali abitualmente le visitiamo, così il nostro “fedele” iPhone in quei precisi momenti e senza il nostro comando ci farà trovare l’App già aggiornata!

Il difetto di tale novità è un continuo flusso dati che porterà ad un esaurimento batteria più rapido. Ultima sostanziale novità è la gestione della libreria photo e la Macchina fotografica. Le foto vengono organizzate automaticamente per data, mese e anno (cosa prima inesistente), il che rende più leggibile la libreria e più facile l’individuazione delle fotografie. Per quanto riguarda invece la Fotocamera, Apple ci ha visto giusto e ha implementato la possibilità di fare foto quadrate, oltre che classiche, panoramiche e video. Sulla stessa linea di successi di Instagram, inoltre, ora si possono applicare dei filtri in tempo reale, sia durante che in post ripresa.

UN SISTEMA NUOVO PER UN IPHONE “NUOVO”

Il titolo è già esplicativo in sé. iOS 7 è stato infatti pensato, studiato e progettato sull’hardware del neonato iPhone 5S e 5C, nei quali batte il processore, neanche a farlo apposta (o forse sì), A7. Un processore di ultima generazione made in Samsung in grado di gestire la mole di lavoro che iOS 7 richiede al nostro apparecchio mobile. Infatti fra amici, via web o anche per vostra personale esperienza, vi sarete accorti di alcune lamentele sulla lentezza eccessiva del telefonino, dovuta alle belle e dinamiche animazioni. Peccato infatti che chi dispone di un iPhone 4 non possa usufruire di alcune piccole (è comunque fastidioso non averle, NdR) cose. Un esempio è che su iPhone 4 non vi sono le animazioni a schermo come su 4S o 5, non vi è Siri ed il tutto è rallentato, pesante a schermo, quasi fossero macigni di informazione per l’ormai obsoleto processore A4. La domanda quindi sorge spontanea: perché hanno lanciato l’aggiornamento anche per i più datati sistemi? La risposta è altrettanto semplice. Apple ci sta dicendo, in breve: vuoi avere iOS 7 e tutto quello che ha da offrire (utile o no)? Bene, comprati un iPhone 5.

Questo concetto può essere più o meno accettato, ma alla fine, Apple è così potente, così radicata nell’immaginario collettivo, che riesce a non farci odiare completamente questa azione di mercato, anzi, molti cederanno e compreranno iPhone 5 solamente per avere gli sfondi dinamici (che tra l’altro succhiano un sacco di batteria), un processore in grado di star dietro a tutto ciò che è iOS 7 e per “stare al passo coi tempi”. Insomma, Apple è diventato un simbolo! Non importa se vi sono telefoni che costano meno e sono migliori, l’iPhone nella mente di chi ormai ha abbracciato lo stile Apple è IL telefono per eccellenza. Tuttavia, iPhone 5 così come i suoi diretti successori 5S e 5C (almeno fino ad ora) non hanno venduto quanto il precedente iPhone 4S che continua ad essere “il miglior iPhone di sempre”. Questo perché? Sicuramente perché le differenze sostanziali fra 4S e 5 erano e sono pressoché nulle, ed è anche per questo che tutti i possessori del 4S aspetteranno (come il sottoscritto, NdR) l’uscita dell’iPhone 6.

In conclusione, iOS 7 è sicuramente una grande innovazione dal punto di vista del design e delle funzionalità e segna un altro grande passo di Apple verso il futuro della comunicazione mobile. Tuttavia, le migliorie significative sono davvero poche e molte sono solo di contorno. Non proprio “fumo negli occhi”, ma quasi e si tratta sicuramente di una piccola anticipazione di quello che sarà in un prossimo futuro.

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