Omegalodon – Speciale
Fin dai lontani anni ’50, quando Godzilla uscì dal mare per distruggere Tokio e tutte le città del Giappone, gli enormi mostri assassini godo di una fetta di appassionati del trash e dei B-Movie. Tra gli amanti dei film orrendi non potevano mancare moltissimi gamer che hanno avuto una buona disponibilità di intrattenimento videoludico, ma dalla qualità decisamente altalenante. Verso la fine del secolo scorso, tra Rampage e picchiaduro come King of the Monsters, ne uscivano di frequenti, ma nel nuovo millennio come prevedibile i gusti sono un po’ cambiati e la mania dei titanici mostri deformi si è un po’ spenta.
A tentare di ricatturare il vastissimo pubblico ci pensa Omegalodon, un particolare gioco multiplayer dove divisi in due squadre dovremo salvare la città oppure aiutare un enorme squalo-godzilla a distruggere tutto. Voi da che parte vi schiererete?
GODZILLA VS THE WORLD
Seguendo una moda che pare non conoscere crisi, Omegalodon è ambientato in una città di stampo minecraftiana, con protagonisti (mostro escluso), alberi e palazzi che paiono arrivare direttamente dal titolo di Mojang e, come tali, saranno distruttibili. Omegalodon al pari di molte altre produzioni indipendenti non fornisce nessuna spiegazione o tutorial, lanciato il gioco dovremo scegliere se schierarci dalla parte dell’esercito o dalla parte del mostro e da lì iniziare la battaglia. Fortunatamente è facilmente intuibile, se sceglierete di impersonare le vesti dell’enorme squalo o la squadra dei cattivi dovrete seguire una via prefissata che vi porterà fin nel cuore della città, dove troverete il vostro obiettivo: una centrale nucleare. Al contrario, se deciderete di interpretare gli agenti della milizia dovrete utilizzare tutti i mezzi messi a disposizione per evitare l’olocausto radioattivo. Per raggiungere i loro obiettivi i giocatori umani dovranno ingaggiare furiose battaglie utilizzando gli svariati mezzi volanti e terrestri dislocati in tutta la mappa, senza dimenticarsi di abbattere o curare il gigantesco Omegalodon che procederà verso il suo obiettivo.
Sulla carta il gioco di North of Earth ha tutte le carte in regola per diventare uno di quei giochi che si installano sui PC della scuola e sistematicamente procurano il debito di informatica a centinaia di studenti; sfortunatamente, però, non tutto è andato nelle direzione giusta. Uno dei problemi principali del gioco è dovuto ad una non equilibrata distribuzione delle parti. Il gioco propone quattro ruoli, da un lato l’Omegalodon, il mostro enorme che vuole distruggere tutto e gli Enviro, ovvero i support che dovranno curarlo; mentre nell’altra avremo i Poliziotti ed i Soldati, personaggi praticamente identici se non per l’arma di partenza. Mentre il nostro squalo-Godzilla vagherà verso la sua meta, i poliziotti, i soldati e gli enviro potranno sia muoversi a piedi che salire a bordo di elicotteri, camion dei pompieri ed una ventina di altri mezzi da utilizzare per annientarsi a vicenda. L’Omegalodon soffre di un costante diminuzione della salute e di conseguenza diventa indispensabile il supporto dei curatori e tanto basta per far sì che non venga mai selezionato. Senza healer l’unica altro sistema per recuperare energia è distruggere i palazzi della città, azione sconsigliata visto che nel frattempo i militari vi bombarderanno e l’effetto rigenerativo sarà assolutamente limitato e poco efficace. Altro problema piuttosto evidente è proprio l’inutilità offensiva dell’Omegalodon, disponendo solo dei propri arti per attaccare esso potrà colpire solo i giocatori che si porranno a distanza estremamente ravvicinata, cosa praticamente inutile visto che con un elicottero Apache è possibile bersagliarlo stando a debita distanza. Negli anni sono uscite decine di versioni diverse di Godzilla, tra cui un Burning-Godzilla ed uno con un reattore nucleare interno che gli permette di sparare enormi raggi, sarebbe bastato copiare queste idee ed aggiungere qualche attacco a distanza o ad area per rendere il ruolo dell’Omegalodon più divertente di quello dell’enorme bersaglio ambulante.
Omegalodon vuole proporre battaglie frenetiche ed immediate, ma al momento soffre di una realizzazione ancora acerba: i mezzi terreni hanno un sistema di guida estremamente superficiale e lo stesso vale per quelli aerei. Un aereo da caccia ed un Boeing si muovono praticamente nello stesso modo ed in nessuno dei due casi è particolarmente divertente, problemi maggiori nascono quando si cerca di mirare visto che il titolo presenta un sistema di puntamento che come tutto il resto presenta non pochi difetti. Il risultato è quindi un gioco con battaglie frenetiche, ma che stancano perché troppo confusionarie e poco appassionanti dopo breve. In quasi tutte le partite che abbiamo giocato la maggior parte dei giocatori erano o poliziotti o soldati e passavano il tempo a bombardarsi tra di loro, fino a quando non sopraggiungeva la noia ed abbandonavano il match.
IN CONCLUSIONE
Sappiamo bene che questo gioco è sviluppato da un gruppo di sviluppatori indipendenti, con un budget probabilmente irrisorio, questa però non può essere una scusante per i troppi problemi che al momento Omegalodon ha. Tutte queste mancanze sono anche causa per cui i server sono sempre praticamente deserti e le poche persone che troverete online giocheranno tutte come militari, solo per pochi minuti. Omegalodon è un titolo con un grande potenziale che speriamo venga fixato in tutti i suoi bug, perché potrebbe rendere molto di più di quanto non faccia adesso.









