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Speciale
25 gennaio 2012, 9:30
Speciale | Il declino dei Survival horror nella Next Gen
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Speciale | Il declino dei Survival horror nella Next Gen

In questi ultimi anni appartenenti alla nuova generazione di videogiochi (NEXT GEN), gli sviluppatori di tutto il mondo hanno lavorato per portare sugli scaffali sempre di più titoli “innovativi” ed appaganti. Basti pensare alla saga di Uncharted (esclusiva PS3) o quella di Halo (esclusiva XBOX-360) o ancora a Little Big Planet, Assassin’s Creed, Skyrim, Fallout, Call of Duty, Battelfield 3, Mass Effect ecc ecc. Tutto però sembra sfumare nel disappunto generale quando si parla dei Survival Horror (SH).

Cucù ?!

I NUOVI “TERRIFICANTI” ARRIVI

Infatti non si può di certo affermare che i titoli usciti negli ultimi anni siano stati appaganti per gli amanti delle situazioni di tensione e terrore, producendo sempre più titoli classificati SH ma con una componente Action decisamente troppo marcata e dall’anima poco horrorifica ed ispirata. Ad esempio, senza andare troppo lontano, l’appena uscito Amy doveva essere, a detta degli sviluppatori, la rinascita del SH “old school”, con situazioni e dinamiche da puro Survival Horror. Peccato che così non è stato, infatti non solo il gioco non produce, nemmeno nel più impressionabile dei videogiocatori, una sensazione di paura, o tensione (eccetto la fase finale di gioco (per quanto riguarda la tensione)), ma per di più il prodotto finale non è stato “confezionato” a dovere presentando una grafica non poco distante dalla generazione precedente (ps2 – xbox) e dinamiche davvero al limite dell’accettabile, creando delusione per chi ha dovuto sborsare 9.99 € per l’acquisto, o per chiunque aveva riposto fiducia in questo nuovo brand.  Ma sicuramente un esempio che fa da re di questa fiacca NEXT GEN Horror, è la saga di Resident Evil. Infatti già dopo l’uscita del quarto episodio per Gamecube e successivamente per Playstation 2 aveva fatto intuire un “totale” cambio di rotta, reinventando le dinamiche del SH in un TPS con componente horror. Con l’uscita poi del quinto capitolo della saga, CAPCOM ha riconfermato la totale deviazione dal vecchio stile, trasformandolo in un action/adventure, abbandonando quella sensazione di terrore, ansia e quell’atmosfera propria del genere, creando scompiglio e delusione nei milioni di fan della serie.

Una nebbia inconfondibile

BISOGNO DI RINNOVARSI

Il motivo che ha spinto CAPCOM, come tante altre case sviluppatrici, a cambiare pagina è stata probabilmente non solo l’esigenza di rinnovarsi, ma anche quella di aumentare le vendite abbracciando un maggior numero di potenziali nuovi videogiocatori. Ma n’è valsa davvero la pena? Beh, analizzando i fatti, sicuramente, con questa mossa puramente di marketing, le case hanno potuto guadagnarci di più a livello d’incassi, a scapito però della fiducia e della credibilità che avevano acquisito negli anni da altrettanti videogiocatori. Il problema in realtà sta a monte, infatti sarebbe azzardato se non addirittura inutile attribuire la colpa solamente al gioco in se. Infatti l’errore, se così si può definire, sta nella classificazione dei videogame, spesso e volentieri errata. Ad esempio è ridicolo come alcuni titoli vengano identificati come SH, creando confusione e andando inevitabilmente poi a creare, al momento dell’acquisto, nell’ignaro e fiducioso videogiocatore, disappunto e delusione, portandolo successivamente ad uno scetticismo nei confronti della data casa sviluppatrice. Tutto sommato però, non tutti i mali vengono per nuocere, infatti in molti casi, questa leggerezza nel classificare ad esempio, un TPS con componente horror un SH, ha portato ad una maggiore attenzione e scrupolosità da parte del videogiocatore nello scegliere un determinato gioco e ad informarsi meglio prima dell’acquisto.

Qualche punto di sutura e siamo apposto !!!

LA NOSTALGIA DEI VECCHI TEMPI

D’altra parte però il vero Survival manca: puro, estremo, nella quale ogni singola munizione, medikit, decisione erano fondamentali per la sopravvivenza e la riuscita dell’ardua impresa. Così come manca la vera componente Horror: che come tutti ben sanno prevede per lo meno scarsa visibilità (notte o ambienti chiusi), musiche d’effetto, atmosfera davvero spaventosa e mostri che rispecchiano le nostre più oscure paure (zombie, alieni, creature di vario genere). Ecco che allora si crea nel videogiocatore quella odiosa quanto sublime nostalgia dei “vecchi tempi”, dove titoli come Biohazard o Silent Hill avevano fatto davvero rabbrividire il popolo videoludico mondiale, portando con se non solo un gameplay unico e coinvolgente, ma anche atmosfere, musiche (la colonna sonora di Silent Hill è forse la più bella mai scritta) e storie davvero ben studiate nel minimo dettaglio.

Ecco cosa manca a questa nuova generazione: insomma, tutte le case sviluppatrici vogliono rinnovarsi, cambiare pagina, dimenticando però che per cambiare o rinnovarsi non è necessaria la distruzione totale di uno stile amato da milioni di persone. Non sempre, anzi praticamente mai, un gioco graficamente soddisfacente e con dinamiche più o meno discrete può colmare la lacuna più grande, ovvero quella di una mancanza di un plot narrativo appagante, di un’atmosfera studiata appositamente per provocare sgomento, angoscia e terrore. Ormai la spettacolarità fa da padrone per chi vuole portare su schermo un nuovo titolo e quindi questo penalizza sicuramente l’essenza stessa di un SH: il sentirsi con le spalle al muro e completamente soli contro l’inferno. Basti pensare al fatto che nei RE passati ad esempio non ci si poteva muovere durante la presa della mira e il fuoco: si era costretti a fermarsi magari quando alle spalle avevamo il TAIRANT o qualche altra abominevole creatura a darci la caccia, aumentando così esponenzialmente la tensione.

Soli… soli contro l’inferno

UN GENERE MESSO DA PARTE

La verità, a dirla tutta è bensì più profonda. Pensando a questi ultimi anni in realtà i titoli classificati dalle case sviluppatrici come SH sono ben pochi e probabilmente si contano sulle dita di una mano. Questo a causa della decisione di investire in generi più “abbordabili” come l’ACTION o l’ADVENTURE e gli FPS o i TPS, andando così a rendere il genere SH uno stile più di nicchia, quasi da (veri) intenditori. Quindi si potrebbe infine affermare che il vero SH sia in via d’estinzione. A confermarlo è ancora una volta una delle case sviluppatrici più famose al mondo, che in passato ha creato scompiglio e disappunto generale per aver messo su schermo, per la prima volta, scene di violenza e orrore in modo realistico, ovvero CAPCOM.

Infatti dopo l’uscita pochi giorni fa del trailer di RE6, è chiaro e a quanto sembri definitivo il cambio di direzione preso dalla casa nipponica, che nonostante le promesse di un ritorno alle origini (minimizzato a quanto sembra dal solo reinserimento dei tanto snobbati zombie e di una “nuova” Raccoon City), si propone con un titolo sicuramente più horror rispetto al predecessore ma ancora con dinamiche action troppo esasperate. Ovviamente questo non significa che non sarà un ottimo gioco e con una storia originale, ma d’altra parte è anche vero che lo stile e la “magia” del passato sono stati per la maggior parte stravolti. Ciò che fa ben sperare in questo titolo è la presenza, almeno così sembrerebbe, di tre storie parallele con tre differenti sfumature horror. Ma è anche vero che questo cambio di direzione fa aprire gli occhi ancora una volta sulla ormai “triste realtà”, ovvero che, davvero pochi (almeno per quanto visto fino ad oggi) saranno d’ora in avanti i titoli degni di questa classificazione.

Occhio ai vicoli bui

NON TUTTO È DA BUTTARE

Tuttavia non tutta questa NEXT GEN SH è da buttare, per fortuna infatti ci sono stati titoli (pochi ma buoni) che hanno riportato speranza, come per quel 2008 dove nel giorno di Halloween usci Dead Space: titolo veramente horror e degno di questa classificazione, che ci ha portati all’interno del Planet Craker e claustrofobica Hishimoura alla ricerca di Nicole, tra orde di Necromorfi e giochi di luce/ombra davvero terrificanti. Un altro titolo che sicuramente rispiecchia appieno la categoria è la saga ormai stra conosciuta di Silent Hill che, dai suoi albori negli anni ’90, si continua a riproporre con uno stile ed un gameplay davvero poco “rinnovati”, non ovviamente dal punto di vista grafico (anche se restano alcune pecche migliorabili) ma da quello del gameplay, anche se resta davvero difficile l’avvicinamento al primo capitolo della serie, per storia e carisma, che rimane tutt’oggi uno dei massimi esponenti del genere SH insieme alla pluri premiata saga di RE. Successivamente il 27 febbraio del 2009 il team di Double Helix Games ripropose Silent Hill Homecoming: titolo controverso e dalle dinamiche ancora fedeli al genere, minato però nell’aspetto tecnico che rimane leggermente sottotono rispetto al livello generale, ma che riesce ancora una volta, con musiche d’effetto ed ambientazioni tetre ed ispirate, a farci rabbrividire, portandoci nel ventre dell’inferno e ritorno. Non ci resta che aspettare poi l’imminente uscita e successivo capitolo della serie chiamato Silent Hill Downpour, che dalle ultime dichiarazioni e filmati in rete sembrerebbe promettere bene, anzi benissimo, infatti parrebbe che i difetti grafici, da sempre i nei della serie, siano stati finalmente risolti.

Anche altri sviluppatori a modo loro hanno dato luce ad altre tipologie di SH come ad esempio i ragazzi made in Japan di SCE Japan Studio, che nell’estate 2008 portarono su Playstation Network un titolo curioso dal nome “Siren: Blood Curse”. Titolo ispirato dai più grandi horror nipponici come The Ring e che con le sue 10 ore di longevità faceva vivere sensazioni di vera tensione e terrore, grazie ad atmosfere suggestive e un gamplay realmente “old school” incentrato propriamente sulla sopravvivenza (anche se, rispetto ai precedenti capitoli, la difficoltà generale è stata notevolmente ridotta per essere maggiormente accessibile), tuttavia il vero difetto era puramente tecnico, data la carenza grafica di alcune texture e movimenti non sempre realizzati bene.

dite cheeeeeeeeeeeeeeeeese !

CONCLUSIONE E PROSPETTIVE PER IL FUTURO

Come già detto, il futuro per questo controverso genere sembra non essere poi così roseo, anche se titoli come Insane (previsto per il 2013 e avvolto da un velo di mistero) fanno ben sperare in una vera e propria resurrezione del Survival Horror. Ma anche The Last of Us, titolo enigmatico ispirato ad Io sono leggenda e The Road e in sviluppo presso il team di Naughty Dog, se pur classificato come adventure, fa ben sognare, riportando nel suo stile quello che sembrerebbe il puro survival, dove ogni nostra decisione andrà poi ad influenzarne il proseguo della storia.  Infine, è giusto precisare che alcuni cambi di direzione sono stati comunque positivi, come ad esempio l’eliminazione della telecamera fissa (ormai obsoleta) e l’implemento di meccaniche più rapide, rendendo meno legnosi i movimenti dei personaggi e portando il gioco ad un livello ulteriore (evolvendolo). Qundi l’evoluzione di un genere non può essere definita un totale male, a patto che l’anima del titolo rimanga invariata o perlomeno non storpiata o addirittura distrutta: in quel caso sarebbe corretto cambiarne il nome come ad esempio per RE: Operation Raccoon City, andando così a creare uno Spin-off o una nuova serie, evitando così l’inevitabile delusione per tutti i veterani e amanti del brand “vecchio stile”.

Le buone idee quindi ci sono e ci saranno, il problema sostanziale rimane la voglia di svilupparle a dovere evitando risultati scadenti come per il neo gioco AMY: il cui unico pregio resta l’idea di base, ispirata e per certi versi innovativa. Non ci resta quindi che aspettare e sperare in questo 2012/2013 e nel frattempo, se nostalgici, rispolverare le vecchie console oppure rigiocare ai (veri) titoli Survival Horror di questa generazione.

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