Speciale | Le bombe sexy nei videogames
Chi l’ha detto che gli eroi devono essere tutto muscoli e niente… curve?! Beh fino a poco tempo fa eravamo abituati a vedere eroi senza macchia, pieni di muscoli, con il senso dell’onore e della giustizia, ma ormai da qualche anno le cose sono cambiate portando alla vita nuovi tipologie di valorosi. Infatti se prima ci si chiedeva come facesse ad esempio Ken Shiro ad avere sempre lo stesso vestito in ogni puntata anche se lo rompeva sempre, oppure come facessero i pantaloni di Hulk a rimanere integri, adesso tutti si chiedono: “ma come diavolo è possibile che una eroina come quella sia sempre e comunque sexy, in ogni circostanza e abbia il tempo, tra una catastrofe ed un’altra, per truccarsi alla perfezione e in modo provocante, avere i capelli raccolti ma mai banali, un vestito sexy che copre a dir poco l’inguine e tacchi a spillo sempre alla moda e vertiginosamente allettanti?!”
Di certo mentre prima i valori ricercati erano la giustizia e l’onore, ora sembra che il look e la voglia di trasgressione all’ennesima potenza abbiano preso il loro posto. Sì perchè mentre Bayonetta è vestita dei suoi soli capelli foltissimi e nerissimi, che al momento di uno specifico attacco (chioma malefica) la lasciano praticamente in mutande… anzi no nemmeno quelle, c’è qualcuno che fa le code nei negozi per accaparrarsi un abito con lo spacco o un bel bikini che siano adatti per affrontare l’apocalisse, e non passino mai di moda. Mi viene in mente ad esempio una Jill Valentine che guardandosi allo specchio pensa a come affrontare la minaccia bioterroristica: “questo troppo sobrio, questo troppo mascolino e questo ormai è fuori moda!… Eccolo, questo è perfetto per sconfiggere gli zombie: un paio di stivali di pelle, una minigonna nera, una canottiera azzurra che dice “hei tu stammi alla larga” e come tocco finale un bel berretto militare tanto per rimanere ufficiali!” Sicuramente quindi, ora si punta molto sulla quantità e la qualità (di curve).

Decisamente un gran bel lato b !!!
QUESTIONE DI PROSPETTIVA
La cosa infatti che salta subito all’occhio quando andiamo scrupolosamente ad osservare le nostre nuove paladine della giustizia, sono le forme prosperosamente esagerate che in una ragazza normale graverebbero sulla postura e il benessere della colonna vertebrale in preda a dolori lancinanti, causando un pericoloso squilibrio in avanti. Ma loro, le nostre nuove paladine no! Non si scompongono di un centimetro e sembrano quasi danzare su quei trampoli così alti da fare invidia al più bravo equilibrista. Bellissime, sempre e solo bellissime nella loro spaventosa forza. Alcune tra l’altro hanno totalmente stravolto icone come ad esempio le streghe: prima nel nostro immaginario come vecchie scapigliate e con un grosso naso aquilino con sopra un altrettanto grosso porro peloso (bleah!). Ebbene, ora, io non so voi, ma me le immagino vestite di capelli magici, con curve da urlo e prive di qualsiasi difetto se non il fatto di intimidire per la loro stucchevole bellezza e sensualità. Sto parlando della streghetta “tutto pepe” e lecca-lecca alla fragola (ovviamente) Bayonetta.
Ma non è sicuramente l’unica ad averci smontato un’idea primordiale di una tipologia di persona, infatti se prima pensavamo ad una studiosa di storia, ci immaginavamo di certo una cosiddetta “topo di biblioteca”, che grazie a Lara Croft ora si è trasformata in una “topa da biblioteca”: con quella sua canottierina verde, i pantaloncini inguinali marroni e quelle labbra a canotto in grado di suscitare, anche nel più innocente dei videogiocatori, emozioni forti, rimane una delle protagoniste più sexy del mondo videoludico. Ma altre paladine hanno contribuito alla modifica di un’immagine, come ad esempio l’idea di poliziotta. In realtà nell’immaginario collettivo l’archetipo della poliziotta sexy con tanto di divisa attillata e manette alla mano c’è sempre stata. Tuttavia un’idea più chiara ce la siamo fatta tutti vedendo in azione Jill Valentine: la donna che con una pistola e una uniforme particolarmente accattivante è stata in grado di sconfiggere l’inferno di Raaccoon City e giungere di nuovo sui nostri schermi versione cattiva con tanto di tutina aderente di pelle, capelli tinti di biondo e una taglia in più di seno (un beneficio del controllo mentale dovuto al macchinario impiantatole nel petto?) che di certo non le ha causato minimi problemi nel prenderci a calci.

Pai Chan, Nina e Sarah… tre “femme fatale” da urlo
LA LOTTA LIBERA CI PIACE…
E a proposito di calci, chi di voi non vorrebbe farsi dare una lezione dalle innumerevoli sexy ragazze appartenenti al genere Picchiaduro: da Tekken a Street fighter, da Virtua Fighter a Dead or Alive. Infatti se ci sono ragazze svestitissime e davvero allettanti, queste sono le lottatrici virtuali. Sto pensando ad esempio a una Nina, uno dei personaggi femminili più famosi della serie Tekken e protagonista femminile più accattivante. È la classica “femme fatale”, letale, fredda e spietata ma con due grossi attributi che la rendono ancora più pericolosa. Un’altra sicuramente da non trascurare è Sarah Bryant, una lottatrice tutta d’un pezzo che ci ha fatto davvero sognare in Virtua Fighter destreggiandosi con il suo micidiale Taekwondo e il vibrare dei suoi capelli biondi e delle sue forme perfette. Così come anche Pai Chan, di certo non la più sexy di tutte ma comunque propria del fascino orientale: capelli raccolti con trecce molto lunghe, pelle chiarissima e occhi da “cerbiatta” (la classica brava ragazza che però sotto sotto… ci siamo capiti no?!).
Fino ad arrivare alle vere bombe sexy della lotta libera, ovvero le ragazze di Dead or Alive: Ayane, Christie, Helena, Hitomi, Kasumi, Kokoro, Leifang, Tina e Lisa. Nove ragazze, nove combattenti, nove motivi per perdere la testa. Infatti tutte queste lottatrici non sono famose per le loro mosse ma per le “tenute da combattimento” (chiamarle tenute da combattimento è esagerato) e la loro incredibile bellezza. C’è però da puntualizzare che non sono diventate note per il gioco Dead or Alive in se, piuttosto, per uno spin off uscito nel 2003 dal nome Dead or Alive: Extreme Beach Volleyball, dove tutte le calde ragazze in questione vengono riunite sull’isola di Zack, credendo di svolgere il IV torneo di lotta e che invece, per la gioia dei nostri occhi, si sfideranno in un torneo di beach volley: con bikini e costumi di ogni genere e forma dallo spessore paragonabile al filo interdentale ed esibendosi in mosse e comportamenti sessualmente espliciti e che lasciano davvero poco all’immaginazione, andando a creare un vero e proprio Pin up game.

la mora o la bionda ?… “tutte due no eh ?!”
…CHE DIRE ALLORA DELLA STORIA
Abbiamo parlato già di Tomb Raider e di Lara Croft, ma di studiose sexy ce ne sono altre, come Chloe Frazer: uscita direttamente dalla serie cult di Uncharted. Definita come anche la nemesi di Elena Fisher (la vera “ragazza” di Nate), un’Indiana Jones con bei capelli o ancora come esempio di ragazza indipendente videoludico, propria di un carattere ironico, ambiguo e spericolato, Chloe si è guadagnata il titolo di sex symbol della nuova generazione. Ad aiutare di certo è il rapporto creatosi nel secondo capitolo della serie tra Nate e lei, dove assisteremo a scene ambigue e sfacciatamente provocanti tra i due. A farci sorridere poi, accentuando ancora l’apprezzamento nei suoi confronti, sono i commenti che lei stessa fa sul suo lato b (un capolavoro indiscusso di modellazione poligonale) e alle numerose battute da bar tra lei e Sully. Ma ciò che la rende così dannatamente attraente è quel suo carattere strafottente e forte proprio della donna che se vuole una cosa se la prende in un modo o nell’altro (la classica che sta sopra insomma).
Tuttavia non è l’unica, infatti anche Elena col passare degli anni ha riscosso un discreto successo. Pur essendo l’incarnazione della “brava ragazza”, con quel visino pulito e quei capelli sempre legati a coda di cavallo, ha suscitato un certo fascino in tutti i videogiocatori. Infatti anche lei può giovare di un carattere particolarmente forte e di curve, meno ostentate rispetto a Chloe, ma di tutto rispetto. Di certo il personaggio ha acquisito fama nel secondo capitolo della serie, dove accompagnerà Nate per gran parte del gioco. Ha il fascino della giornalista avventuriera ma al contempo premurosa e fedele. Chloe quindi è la ragazza che tutti vorremmo incontrare almeno una volta (ma anche due), Elena invece è quella che vorremmo al nostro fianco per tutta la vita: anche perché fidatevi che sotto quel visino d’angelo, si nasconde una gran…

Amo la pizza!
ORA BASTA SBAVARE…LA DURA VERITÀ
Ormai è chiaro come il sesso all’interno dei videogiochi abbia preso piede in questa generazione. Il mio pensiero primo va al neo uscito Catherine, titolo sicuramente interessante ma per la maggior parte acquistato (siate sinceri) per la protagonista: nella speranza di intravedere anche qualche scena piccante o sperare in un lembo di pelle scoperto di troppo. È giusto puntualizzare che sarei un ipocrita a dire che io non ho pensato la stessa identica cosa. Tuttavia lasciatemi dire che, il problema fondamentale, come nella pubblicità e nello spettacolo, è che la donna oggetto, impiegata per vendere (anche perché siamo sinceri, la f**a vende e venderà sempre), ora venga utilizzata anche in campo videoludico. Infatti, sempre riportandomi al discorso Catherine, la campagna pubblicitaria tenutasi in questi mesi, rappresentava la protagonista con in mano una fetta di pizza e un lungo filamento di mozzarella che le si attacca alla lingua sgocciolando vistosamente anche sul seno. Il messaggio è del tutto, anzi forse troppo esplicito, dato che nessuno probabilmente ha mai notato la fetta di pizza (come il sottoscritto).
Ovviamente io non sono contro al sesso nei videogiochi, purché questo non sia ostentato palesemente, rasentando davvero il Porno soft o nel momento in cui venga utilizzato per vendere. Anche perché, un conto è come succede in GTA, che si poteva caricare sulla macchina una lucciola e poi appartarsi su di un prato vedendo l’automobile muoversi inconfondibilmente (giostrandosi in cigolii rumorosi, lasciando tutto all’immaginazione: anche perchè se giravamo la telecamera per vedere all’interno del veicolo, i due protagonisti erano immobili), un altro invece è renderlo ancora più palese, mostrando scene poco fraitendibili (come ad esempio in Duke Nukem), andando a minare poi lo scopo ludico del gioco che girerebbe inevitabilmente intorno ad una sola cosa. Il sesso nei videogames non è di certo un totale male, poiché infondo è un valido espediente per vendere il prodotto, tuttavia è anche vero che la sempre maggior presenza di azioni esplicite, vanno a “sporcare” ciò che non deve esserlo e che è sempre stato motivo di svago (nel senso più innocente del termine).
C’è anche da puntualizzare che non tutto risulta sbagliato o esagerato, infatti l’utilizzo per esempio del lecca-lecca alla fragola (notare il tocco di classe del gusto del chupa-chupa) in Bayonetta è azzeccatissimo e da quel tocco di sensualità al tutto. D’altra parte è anche vero che alcune cose potevano risparmiarsele rendendole meno esplicite. Quello che molti sviluppatori dovrebbero capire, principalmente quelli orientali che mettono il sesso anche sul cartoccio del latte e ancora più grave nei cosiddetti “cartoni per bambini”, è che il sesso prima o poi annoia, e annoia più velocemente di qualsiasi altra cosa, poiché quando questo, da “raro” diventa la normalità, non attira più. Di conseguenza quindi ci troviamo tra le mani, prodotti che per un po’ ci fanno sbavare ma che poi alla lunga ci annoiano profondamente e cadono nel ridicolo e nella volgarità.

Due, Quattro, Sei, Otto !!!
IN CONCLUSIONE
Concludo dicendo che la cosa allarmante a mio avviso è che, se prima un gioco vendeva per la propria anima videoludica, storica e “caratteriale”, adesso sembra che per vendere si debba invece prostituire fornendo sempre più eccessi e trasgressioni. Insomma è come se ci proponessero sempre di più sveltine piuttosto che una relazione duratura.
“E a me il per sempre felici e contenti, manca!”
