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Speciale
26 aprile 2013, 8:44
Speciale | Ralph Spaccatutto
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Speciale | Ralph Spaccatutto

Da un paio di settimane è finalmente disponibile per il mercato dell’home entertainment  Ralph Spaccatutto, il 52° Classico ideato negli studi di Disney Animation. Essendo ambientato in una sala giochi, quella del signor Litwak per la precisioni, non possiamo non parlare di questo capolavoro per grandi e piccini. E dopo avere visto due volte di fila Ralph Spaccatutto vi proponiamo un nostro speciale circa l’uscita di questo Blu-ray 3D, Blu-ray, Dvd disponibile praticamente ovunque. Non consideratela una recensione quanto due chiacchiere a film già veduto, pertanto se non l’avete ancora visto e non volete rovinarvi parte della trama vi consigliamo di vederlo, poiché il film è più che un omaggio ai videogames e poi tornare qui, a bomba, a leggere il nostro articolo.

TOY STORY MODERNO

E’ inutile negare che un sito come il nostro, dedicato all’approfondimento di argomenti riguardanti i videogames, senta una affinità speciale con questa produzione, e particolarmente il sottoscritto appassionato videogiocatore sin da tenera età, quando le sale giochi c’erano ancora e tra i cabinati, tra un Virtua Fighter, un Daytona, Fatal Fury, Mortal Kombat, Street Figther, c’era sempre posto per il primo Mario/Jumpman al quale Ralph Spaccatutto strizza evidentemente l’occhiolino.

Consideriamo superfluo dirvi come lo spettacolo visivo sia senza pari e al massimo delle capacità realizzative disponibili al giorno d’oggi, il know-how di Pixar, acquistata da Disney nel 2006 è evidente, e se disponete della strumentazione tecnica richiesta guardare il blu-ray di Ralph Spaccatutto su una Tv ad alta definizione costituisce un’esperienza visiva incredibile. Tra l’altro la confezione del blu-ray 3D che costa dai 25 ai 30€ circa contiene due dischi: uno per la visione in tre dimensione e la classica versione bidimensionale.

Se acquisterete la versione blu-ray inoltre potrete godere di alcuni contenuti aggiuntivi, i simpatici spot dei videogiochi protagonisti del nostro lungometraggio animato e un corto Disney tutto da vedere, Paperman. Comunque torniamo al nostro Toy Story del giorno d’oggi.

Ralph Spaccatutto è il personaggio cattivo di Aggiustatutto Felix. La sua vita è stata organizzata per trent’anni dalle righe di comando della programmazione del suo videogioco e per trent’anni ha cercato di distruggere e il condominio che Felix grazie al suo martello magico deve ogni volta aggiustare. Il povero Ralph però, un omaccione dalle mani create solo per devastare tutto quanto, stanco della solita vita (come un Jack Skeletron qualsiasi) intraprende un viaggio alla ricerca di una Medaglia Eroe per riscattare la propria posizione di emarginato e trovare la propria collocazione nella comunità di insopportabili ometti borghesi e inquadrati che abita il condomino, che forse dovrebbe proprio distruggere. In questo senso Ralph è il classico eroe in cerca di se stesso al quale i prodotti dell’immaginario del dopo guerra influenzati dal romanticismo, dal Übermensch tedesco, dagli uomini straordinari dai problemi quotidiani dei fumetti Marvel e DC e dal passato di Disney stessa ci hanno abituato. Comuqnue  Ralph fuggirà dal proprio mondo a 8-bit e incontrerà alcuni personaggi a lui affini, come la piccola Vanellope, un glitch di  Sugar Rush, un gioco tipo Mario Kart e altri decisamente più ostili, oltre ad una serie di comparse che tutti i videogiocatori conoscono molto bene.

ralph-spaccatutto

RALPH L’EROE?

Ma non è solo questo che fa del nostro Ralph un eroe. Scomodo, grazie ad uno sforzo immane, le lezioni universitarie che furono. Cos’è un eroe? Secondo Baricco: “eroe è una figura granitica, esentata dall’essere qualcuno, perché conta più per quello che fa che per quello che è, il suo essere si riassume nel suo agire. Da un eroe si pretende a priori il coraggio, senza bisogno di spiegazioni e di specificazioni. L’eroe è implicitamente anche dalla parte del giusto, sempre: perché la sua figura serve a una giusta causa, garantire il lettore dalle paure, dalle  insicurezze, dai dubbi. Il mondo è ostile e pericoloso, ma si danno gli eroi che sono in grado di vincerlo.”

Non saprei proprio dirvi da dove è stata presa questa citazione, se non da riassunti della sesta settimana del ciclo di lezioni terribile di Letteratura Latina alla Statale di Milano, sui quali oltre a sputare sangue si era pure ricamato sopra, e poiché, come è noto, sono un pessimo giornalista, prendiamola per veritiera e concediamone i natali al Baricco. Comunque, se si desse retta allo scrittore, Ralph, come tutti gli altri eroi granitici della storia sarebbero conglomerati di azioni già decise dal destino, solo da compiere, ai quali è riconosciuta una sorta di impunità preventiva in nome di una missione coraggiosa da farsi a tutti i costi e magari condannati al solito happy ending. Insomma tutti Superman o il primissimo Capitan America tanto per citarne due poco impegnativi. E invece la modernità esige eroi diversi, Ralph è un tipo d’eroe diverso. Ragionando sulla figura di Enea, personaggio Titanico della letteratura mondiale, a suo tempo (ma sono sicuro che legioni e legioni di studenti vedranno lo stesso .pdf e sottovalutandolo diranno: “Chissenefrega dei riassunti settimanali”) si disse che ad un eroe è si attribuiscono facta impia e che non raggiunge nessuna riconciliazione finale, salvo la legge del più forte.

Concentrandoci su quello che, a mio dire, è la caratteristica fisica che pare subito evidente di Ralph, la forza fisica, e mettendo insieme i pezzi di questo breve catalogo, valido per lo stereotipo d’eroe capace di commuovere, come è Ralph, è possibile dire che il nostro spaccatutto sia un vero Eroe e che la produzione Disney sia molto più profonda del solito e rispetti appieno i canoni appena citati.

Anche Ralph è capace di facta impia, distrugge la macchina di Vanellope senza sentire ragioni, desiste dall’impresa della vittoria (certo perché raggirato dal Re Candito/Turbo), teme per la sorte di Vanellope e reprime le proprie preoccupazioni con un comportamento distruttivo, non raggiunge nessuna riconciliazione finale salvo la legge del più forte. Con la forza che sconfigge il Re Candito, è con la propria forza che riesce a trovare il proprio posto nel mondo, un posto che non gli spetta visto che il destino, la programmazione del gioco di cui fa parte in questo caso, ha riservato per lui l’inevitabile ruolo di antagonista. Certo c’è un lieto fine, è la magia Disney infondo, ma il motivo dell’esistenza di Ralph rimane la distruzione, come quello di Felix, Ying e Yang, rimane la capacità miracolosa di ricostruire tutto. E nulla impedirà a Ralph di finire nel fango alla fine di ogni giornata come è scritto, o programmato. In questo senso la ribellione di Spaccatutto è riuscita solo a metà e mitigata dall’accettazione di un non-cattivo tra di noi che gli abitanti del condominio sono costretti ad accettare, poiché durante l’avventura i due esseri superiori a loro Ralph e Felix hanno stretto un patto che loro, i civili, non potranno mai capire.

E che il tentativo di essere altro da sé  che Ralph mette in atto per scappare dalla propria routine quotidiana sia un mezzo fallimento lo dimostra la vicenda di Vanellope, lei sì predestinata per diritto di nascita a grandi cose. E’ infatti la principessa del mondo di Sugar Rush, ingiustamente detronizzata dall’altro disperato tentativo di non essere messo in soffitta e diventare così altro da sé messo in atto da Turbo, personaggio della commedia che rifiuta il proprio destino di fallimento e oblio che, fuggendo anni prima dal proprio videogames, si è insediato dentro Sugar Rush per mantenere non essere dichiarato obsoleto. E ancora più classico e notevole è il fatto che sarà proprio Ralph, chi altri, a dovere affrontare un Turbo all’ennesima potenza a suon di cazzotti, uno scontro tra emarginati, per restituire alla piccola Vanellope il ruolo che spetta a lei nel economia del proprio videogioco, cioè quella di personaggio giocante e anzi il favorito dei videogiocatori. Insomma, in ciò sta la grandezza di questo lungometraggio animato, nella classicità dei personaggi che come un ossimoro si adatta alla modernità dell’ambientazione utilizzata per questa nostra avventura.

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