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Speciale
17 ottobre 2012, 11:19
Speciale | VIGAMUS: intervista a Marco Accordi Rickards
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Speciale | VIGAMUS: intervista a Marco Accordi Rickards

Questo weekend, il 20 Ottobre, a Roma apriranno le porte del VIGAMUS, il museo del Videogioco Italiano. E’ un evento molto importante per diffondere cosa si cela dietro un Videogioco, la cui percezione sociale e culturale, specie sul nostro territorio, è quantomai errata, soprattutto per l’assenza di una giusta e corretta informazione. Marco Accordi Rickards, direttore del VIGAMUS e tra le altre cose, presidente di Aiomi (Associazione Italiana Opere Multimediali Interattive), il Movimento per la Cultura del Videogioco, ci ha concesso gentilmente del tempo per conoscere qualcosa in più sulla realizzazione di questo ambizioso progetto, sulle sue prospettive e sul messaggio che potrà diffondere.

UN PICCOLO PASSO PER L’UOMO, UN GRANDE PASSO PER IL VIDEOGIOCO

Ciao Marco. Innanzitutto puoi dirci quando è stata partorita l’idea di creare un museo sul Videogioco e quali sono stati gli ostacoli per la realizzazione del progetto?

Appena nacque AIOMI, pensammo subito che avremmo voluto aprire un museo permanente dedicato al Videogioco. Era il 2008… sapevamo che sarebbe stata un’impresa ardua, ma ci abbiamo voluto provare lo stesso, così abbiamo cominciato a lavorare al progetto mentre lanciavamo le prime iniziative dell’Associazione, tra cui l’IVDC (www.ivdconf.it), la nostra conferenza internazionale dedicata al Videogioco, giunta ormai alla sesta edizione. Tra tante difficoltà, il progetto del Museo è andato avanti, concretizzandosi molto lentamente. Oggi come oggi, forse, avrei aspettato di più a svelarlo. Sapevo che ce l’avremmo fatta e l’ho dichiarato. Poi abbiamo impiegato più tempo, è vero… e c’è stato chi ha messo in dubbio il progetto. Con soddisfazione posso dire: ecco il VIGAMUS. Un museo vero e proprio, sotto tutti i punti di vista. Permanente, sempre aperto, riconosciuto dalle istituzioni ma libero e indipendente, con grandi partnership e una produzione scientifica di tutto rispetto. Ma, soprattutto, è un museo esclusivamente dedicato al Videogioco, che è ciò che amiamo di più.

Gli ostacoli? Infiniti e di ogni genere. Burocratici, economici, culturali e pratici. Immagina una situazione del genere: al mattino in giacca e cravatta a perorare la causa del Videogioco in Comune (dove non sono propensi a darti ascolto se indossi la t-shirt di Shadow of the Beast, che io ovviamente possiedo!), il pomeriggio a scrivere i pannelli della mostra e la sera per terra e in tuta a pulire i pavimenti, fare riparazioni varie e montare mobiletti! Arrivare in fondo è stato più difficile che finire Dark Souls.

Il VIGAMUS permetterà di dare uno sguardo approfondito sulla storia dei videogiochi ma diventerà anche il punto di riferimento per eventi informativi, convegni e presentazioni ufficiali di titoli?

Non avrei saputo dirlo meglio. Il VIGAMUS non è solo “raccontare la storia”, è anche un centro di attività che ruotano attorno al Videogioco in tutte le sue infinite espressioni e manifestazioni. È la casa di tutti i videogiocatori. Ci tengo per questo a precisare che saremo lieti di mettere a disposizione le nostre strutture, tra cui una vasta sala conferenze multimediale da 100 posti, a ogni associazione, gruppo o community senza scopo di lucro che si occupi di games, ovviamente nei limiti del possibile.

Puoi dirci già qualcosa su quello che si potrà vedere nel prossimo futuro, un’anticipazione di qualche evento importante per esempio.

Volentieri. Dopo la sesta IVDC durante l’apertura del 20-21 ottobre, dove ricordo che ci saranno, tra gli altri, Martin “GoldenEye & Perfect Dark” Hollis e Dino “Kick Off” Dini, avremo, a novembre, un evento dedicato a Space Invaders e uno al rapporto tra cinema e videogiochi realizzato all’interno della sezione “Risonanze” della VII Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. Tante nuove sperimentazioni narrative, trainate da un incessante progresso tecnologico, dimostrano ormai che il Videogioco è sempre più vicino al Cinema, tanto nei linguaggi che nelle modalità. “Interferenze Interattive. Playing Movies”, questo il titolo dell’evento in programma l’11 novembre dalle ore 11:00 presso il VIGAMUS, indaga sulle reciproche contaminazioni tra Cinema e Videogioco con ospiti di spicco da entrambi i mondi. Nel luogo dove storia e videogiochi incrociano le loro strade, ci piace ribadire come sia l’arte cinematografica che quella interattiva abbiano bisogno l’una dell’altra per evolversi e rinnovarsi.

Siamo rimasti davvero colpiti che con la software house italiana Milestone avete creato un’importante iniziativa, la VIGAMUS Academy, che supporterà la formazione di nuovi sviluppatori. In un’intervista con Geniaware, un altro studio di sviluppo italiano al lavoro su Lords of Football, ne abbiamo approfittato per chiedere l’attuale situazione circa la crescita di questo settore in Italia. Visto il ruolo che ricopri e la tua esperienza, puoi darci la tua panoramica sullo sviluppo di questo settore in Italia? C’è stata una crescita?

Non mi permetto di rappresentare in alcun modo gli sviluppatori italiani, né di dare giudizi che vantino pretese di completezza e obiettività. Ho conosciuto tante realtà grandi e piccole del made in Italy videoludico e devo dire che, nonostante i grandi problemi del nostro Paese in questo settore, ci sono tantissimi talenti e molte nuove e promettenti energie. Da eterno ottimista, sono certo che l’Italia del Videogioco crescerà sempre di più, anche grazie a tante belle iniziative portate avanti da diversi gruppi e realtà! Con la VIGAMUS Academy speriamo anche noi di dare un ulteriore contributo alla causa della promozione della cultura del Videogioco, che poi è la missione di AIOMI.

AIOMI è stata riconosciuta quest’anno come Istituto Culturale, un chiaro segno della direzione del vostro operato il cui interesse è soprattutto quello di far conoscere la cultura del videogioco ed educare. Ecco, a tal proposito, il VIGAMUS può essere il luogo e il mezzo tramite il quale sfatare il luogo comune del “Videogioco” quale prodotto adatto solo ai più giovani e soprattutto per eliminare l’idea del gioco quale minaccia, dalla mente dei genitori, che spesso e volentieri vengono fuorviati da servizi e articoli di giornalisti della stampa generalista?

Credo proprio di sì, perché alla base del VIGAMUS ci sono proprio la valorizzazione delle donne e degli uomini che, con la loro arte, hanno definito il medium, e il racconto di una storia, quella della game industry, che ormai vanta oltre mezzo secolo di peripezie (Tennis For Two è in prototipo del 1958: fa impressione, non credete?). Quanto a presunti “rischi da videogioco”, il VIGAMUS è per il gioco consapevole e sicuro. Seguendo sempre il PEGI ed evitando gli eccessi sfrenati, con il videogioco ci si diverte, ci si emoziona e si imparano tante cose. La disinformazione e l’allarmismo li lasciamo ad altri… anzi, li combattiamo con fermezza!

Chi dobbiamo e vuoi ringraziare, per la realizzazione di questo incredibile progetto?

Ho solo tre ringraziamenti, ma che per me sono importantissimi. Il primo va al team di AIOMI, per il lavoro incredibile svolto in questi anni e, soprattutto, in questi ultimi mesi. È stata un’impresa corale, dove tutti noi ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo faticato, insieme. Il secondo grazie va ai videogiocatori, un popolo sempre più vasto e importante che merita una voce e un luogo dove incontrarsi e che, in tutto questo tempo, mi ha sempre dato la carica, specie nei momenti più difficili. L’ultimo grazie, infine, va alla mia prima figlia, Mila, scomparsa a meno di 4 anni il 12 febbraio 2007, che mi ha insegnato nel modo più duro e difficile che bisogna sempre rialzarsi e non smettere mai di lottare. Io l’ho fatto, per lei.

Marco, grazie per il tempo concessoci. Ci vediamo al VIGAMUS.

Grazie a voi, vi aspetto! E ricordate: il Videogioco fa bene!

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