Speciale | La pirateria Informatica in Italia
In questo video (che trovate a fondo articolo ndr) ed articolo speciale, l’argomento che tratteremo quest’ oggi riguarda un aspetto che affligge l’intero commercio mondiale, ovvero la piaga della contraffazione e della pirateria. Ne esistono naturalmente varie forme, ma in questo video speciale ci limiteremo ad analizzare con più attenzione e dovizia di particolari quella che tocca più da vicino il mercato del videoludico: la pirateria informatica.
UN PICCOLO CENNO DI STORIA…
Ma prima permetteteci di iniziare con un piccolo, ma al tempo stesso importante, cenno di storia… La comparsa del fenomeno chiamato Internet portò nel giro di pochi anni alla creazione di software in grado di permettere la condivisione, tra utenti, di file di ogni tipo. E’ senz’altro doveroso citare l’ormai defunto Napster, il quale grazie ad un sistema di server centralizzati ed una sconfinata rete di utenti, creò il primo sistema Peer-to-Peer nella storia informatica. Le geniali menti dietro questo innovativo quanto ambizioso progetto prendono il nome di Shawn Fanning e Sean Parker.
L’ EFFETTO NAPSTER SUL MERCATO DISCOGRAFICO…
Il sistema infatti permetteva la condivisione di file musicali in maniera totalmente gratuita, andando così ad aggirare l’acquisto di musica in formato fisico e contemporaneamente ledere i guadagni delle case discografiche. Un fenomeno chiaramente negativo per l’industria discografica, la quale, aggrappandosi all’ attuale iTunes Store di Apple, cerca tutt’ora di contrastare questo fenomeno con una politica di prezzi più accattivante rispetto al passato. Questo approccio economico risulta in parte la salvezza del mercato discografico internazionale, in quanto con pochi centesimi, si può acquistare la canzone desiderata, senza contare che molto spesso sono presenti scontistiche di livello differente. Ma della possibilità di intraprendere una politica di prezzi più agevolativa nei confronti di utenti che usufruiscono di prodotti videoludici, ne parlemo più avanti nell’articolo.
GLI SFORZI ECONOMICI DELL’ INDUSTRIA VIDEOLUDICA…
Tornando a noi, l’ industria videoludica è un settore costantemente in sviluppo, sempre alla ricerca di nuove idee per la creazione di IP, ovvero proprietà intellettuali, in grado di farsi strada in un mercato sempre più difficile ed esigente. L’ ideazione di un brand, il conseguente sviluppo ed una campagna di marketing volta a pubblicizzare il lavoro svolto, porta le software house ad investire ingenti quantità di capitali. Per fare un esempio, il simulatore di guida Gran Turismo 5, ha costretto la software house Poliphony Digital ad investire l’esorbitante cifra di 60 milioni di dollari per cercare di creare un prodotto in grado di surclassare sia dal punto di vista grafico che di simulazione, i precedenti capitoli. Sono investimenti, questi, che vengono eseguiti in base alle statistiche di vendita dei predecessori e di conseguenza non c’è la certezza assoluta di riuscire a raggiungere e magari superare la soglia di Break Even, ovvero il momento nel quale i costi produzione vengono coperti dalle vendite e si inizia quindi a trarre un vero profitto dal lavoro svolto. Questi sforzi economici e lavorativi meritano senza dubbio un plauso più che adeguato e capite bene che vedere il lavoro di 5 anni di sviluppo rubato nel giro di pochi click di mouse, risulterebbe deleterio per chiunque. Tutto questo per dire che è importante impegnarsi insieme per il mantenimento dello sviluppo di questo tipo di commercio che sta tanto a cuore a noi video giocatori.
LA PIRATERIA TRADOTTA IN NUMERI…
L’ ISFE,ovvero l’ Interactive Software Federation of Europe, ha stimato che nel 2003 nel solo territorio Europeo, il danno subito dal mercato videoludico si aggiri intorno alla titanica cifra di 2,5 Miliardi di Euro. AESVI, ovvero l’ Associazione Editori Software Videoludico Italiana ha rilevato che nel solo 2009 il danno causato dalla contraffazione di software ha raggiunto la cifra di 54 milioni di Euro, pari all’ 8,6% del valore totale sulle vendite di prodotti videoludici. Sono dati preoccupanti, i quali fanno pensare a questo fenomeno come qualcosa di consolidato ed irrefrenabile, infatti l’ Italia si colloca ai primi posti su scala mondiale per violazione di proprietà intellettuali. La naturale conseguenza a questi disastrosi dati è la selvaggia riduzione di personale nelle software house, riduzione che spesso porta anche al fallimento di quest’ultime con conseguente perdita di IP importanti che, nell’ impossibilità di essere acquisiti da altre software house, non vedono mai la luce. La stessa Microsoft ha calcolato che una riduzione del 10% della pirateria consentirebbe la creazione di ben 7500 nuovi posti di lavoro solo in Italia, 600,000 nel mondo e un volume d’affari incrementato di 4 miliardi di Euro.

Oltre ad altri compiti AESVI ci fornisce tutte le settimane le classifiche di vendita del nostro paese.
I SISTEMI DI PROTEZIONE INVASIVI…
Nel corso degli anni l’evoluzione della pirateria ha portato naturalmente le software house a concentrare i loro sforzi economici verso sistemi di protezione in grado di tutelare le loro opere. Basti pensare ad Ubisoft, ampiamente conosciuta in ambito videoludico, la quale aveva creato un sistema di DRM che permetteva di usufruire del prodotto acquistato solo in presenza di una connessione online permanente, pena il blocco del prodotto. Quest’ultimo, come altri, sono sistemi di protezione naturalmente invasivi per l’utente, ma purtroppo inevitabili visto l’estensione della piaga sopratutto su piattaforma Personal Computer.
IL DIGITAL DELIVERY IN SOCCORSO DEI PREZZI…
Ritornando al concetto citato in apertura di articolo, ovvero la possibilità dell’ attuazione di una politica di prezzi più agevolativa nei confronti degli utenti, bisogna considerare che se la piaga continuerà a crescere nel tempo, questa possibilità faticherà parecchio a realizzarsi, sopratutto per chi è abituato ad acquistare videogiochi in formato fisico. Il concetto della pirateria va’ ad allinearsi in maniera parallela a quello delle tasse dello Stato; se tutti comprassero legalmente prodotti videoludici, il costo al dettaglio diminuirebbe considerevolmente.
E’ anche vero che servizi di Digital Delivery come Steam attuano durante ogni singolo anno di attività un estesa scontistica su buona parte del parco titoli, andando così incontro agli utenti. Il Digital Delivery viene cosiderato come il futuro dell’ industria videoludica e non solo. Un fenomeno sicuramente positivo, ma purtroppo minacciato dal livello di Digital Devide presente sul Territorio Nazionale. Fino a quando non saranno presenti reti abbastanza veloci, ma sopratutto completamente estese, si farà fatica a veder decollare questo settore. Come abbiamo visto sono una moltitudine di fattori che vanno ad incastrarsi in un groviglio di pro e contro. I prezzi elevati portano gli utenti ad avvalersi della pirateria per risparmiare, facendo crescere quest’ultima senza freno. Da una parte la possibilità di avere reti estese e veloci con le quali comprare software in maniera legale e dall’ altra una spropositata divulgazione del fenomeno della pirateria. Situazioni alquanto ridicole, ma reali, che portano gli aspetti negativi a superare di gran lunga quelli positivi…
LA PIAGA DELLA PIRATERIA E IL MODO PER COMBATTERLA…
La pirateria è senz’altro un male da curare a tutti i costi grazie a controlli maggiori e costanti da parte delle differenti associazioni presenti sul suolo Nazionale ed Internazionale, le quali ricordiamo sono coadiuvate da normative dello stato atte a proteggere i diritti degli sviluppatori. In questo senso associazioni come AESVI occupano un posto di primo piano alla lotta contro la pirateria, le quali sentono la necessita di impegnarsi a fondo nel monitorare costantemente le iniziative legislative presenti nel nostro paese ed intervenire prontamente, qualora queste non vengano rispettate, presso le istituzioni nazionali. Ma forse bisogna considerare un aspetto ancora più grave rispetto alla mera pirateria, ovvero il fattore culturale. Perchè è proprio di questo che si tratta, una cultura o se vogliamo chiamarla semplicemente una filosofia che si è venuta ad instaurare e consolidare nel corso degli anni nelle menti degli utenti informatici di tutto il mondo… Allora come combattere questo fenomeno? Come far si che il mercato cresca senza dover inciampare nella costante presenza di prezzi elevati che portano alla pirateria, nella perdita di IP di rilievo, posti di lavoro, fallimenti aziendali, e quant’ altro…? La parola d’ordine è SENSIBILIZZARE. Abbiamo appunto voluto creare questo video articolo per far si che diventi un punto di riferimento per sensibilizzare gli utenti ad una tematica che troppo spesso viene sottovalutata.
PENSIERI E CONSIDERAZIONE…
Prima di lasciarci, proviamo a fare qualche piccola considerazione. Quanti dei videogiochi scaricati illegalmente si riescono a terminare in modo completo? Tutti coloro che sono abituati ad acquisire illegalmente software videoludici si ritrovano con una quantità di titoli impressionante. La voglia di scaricare sempre l’ultima novità presente sul mercato, essere i primi a dire: “Io l’ho provato prima!” per poi accantonare il prodotto e passare quasi freneticamente ad un altro.
In questo modo la sana esperienza videoludica diviene incompleta e priva di quel sapore, se così lo vogliamo chiamare, dell’ avere il prodotto tra le mani acquistato e successivamente terminato. Allo stesso modo viene solo a mancare la magia che si prova nel terminare la storia di un episodio o di un intera saga. E’ come spezzare l’ immedesimazione che un film può regalare, interrompendolo a metà. Quindi ricordate che la pirateria è un reato e per quanto sia semplice usufruirne, rovina il mercato e la percezione che ognuno di noi ha verso la videoludica. Le proprietà intellettuali devono essere protette a tutti i costi ed è giusto sempre ricordare che la pirateria uccide la creatività.
IL PENSIERO DELLA REDAZIONE DI Z-GIOCHI…
Noi di Z-Giochi sentiamo la necessità di far presente a tutti che ogni singolo bit presente all’interno del codice di un prodotto videoludico deve essere considerato come un opera d’arte e quindi tutelato alla massima potenza. Proprio come Picasso creava le sue tele usando semplici pennelli, le software house creano le loro opere con programmi informatici. Allora qual è la differenza? Ve lo diciamo noi: Nessuna. Il software sarà pur qualcosa di non tangibile, ma alla fine il concetto rimane il medesimo. E’ un opera d’arte ed è creata per essere protetta, studiata e guardata…
“NO ALLA PIRATERIA”



