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26 luglio 2011, 19:53
AIOMI in difesa del Videogioco
AIOMI in difesa del Videogioco mobile

AIOMI in difesa del Videogioco

In data 24 Luglio è andato in onda un servizio del TG1 intitolato “Videogiochi: passione pericolosa“. In questo servizio , la tremenda strage di Oslo, è stata ricollegata alla passione per i videogiochi violenti. Noi di Z-giochi , indignati dall’accaduto , ci schieriamo al fianco di AIOMI e di Marco Accordi Rickards, il quale ha prontamente inviato una lettera aperta al direttore del telegiornale in questione. Eccovi le parole di Marco che condividiamo pienamente:

Gentile Direttore,

il giorno 24 luglio il vostro telegiornale ha mandato in onda un servizio dal titolo “Videogiochi: passione pericolosa”, nel quale il giornalista collegava la recente strage di Oslo con l’uso di alcuni videogiochi da parte del responsabile del grave delitto.

Non solo questo assunto, totalmente ingiustificato e indimostrabile (esiste una sterminata letteratura scientifica che sostiene il contrario), lede gravemente la dignità di un medium culturale tra i più importanti dell’epoca contemporanea qual è il Videogioco, ma il servizio riporta un gravissimo errore frutto di disinformazione, risultando fuorviante per gli spettatori.

“Di recente la Corte Suprema degli Stati Uniti”, sostiene infatti il servizio, “ha abolito il divieto di vendere videogiochi violenti ai minori. Ciò non è vero. Negli Stati Uniti, infatti, esiste un sistema di certificazione dei videogiochi in base ai contenuti. I videogiochi violenti o con contenuti sessuali non possono pertanto essere venduti ai minori, e la Corte Suprema non ha in alcun modo modificato tale regolamentazione, ribadendone semmai la vigenza e l’utilità. Ciò che la Corte Suprema ha invece stabilito è che il Videogioco debba essere coperto come le altre manifestazioni artistiche dal Primo Emendamento, vietando così di impedire l’uscita di un videogioco sul mercato per i suoi contenuti violenti. Credo che si possa essere tutti d’accordo che, proprio come avviene per film o romanzi, sia giusto poter realizzare e commercializzare ogni tipo di opera multimediale interattiva, a patto di non vendere a un minore prodotti indirizzati a un pubblico adulto.

Sperando in una pronta rettifica da parte del TG1, le porgo i miei saluti indicandole un gruppo Facebook che ben sottolinea la presente questione:

https://www.facebook.com/nodisinformazionesuivideogiochi

In fede,

Marco Accordi Rickards

Presidente, AIOMI

Associazione Opere Multimediali Interattive – Movimento per la Cultura del Videogioco

www.aiomi.it

Ancora una volta abbiamo assistito ad accuse verso il media videoludico prive di qualunque fondamento. Per saperne di più vi riporto la nostra news , pubblicata nella giornata di ieri:

LINK.

E ancora una volta AIOMI e Marco Accordi Rickards hanno lottato in difesa della nostra passione. Non possiamo fare altro che ringraziare questa grande associazione che promuove e difende a denti stretti, la cultura videoludica a livello nazionale ed internazionale.



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