Castle of Illusion starring Mickey Mouse – Recensione
Da qualche tempo a questa parte è consuetudine riportare sullo schermo glorie del passato. Questa pratica ormai usuale in ambito cinematografico è divenuta via via sempre più popolare anche in ambito videoludico, la prova indiscutibile è la grande quantità di remake sfornati negli ultimi anni. Vi sono però remake di titoli che non fanno fare ai giocatori un salto indietro di una generazione, ma addirittura un salto nel passato ludico di venti anni. Recentemente infatti è stato rilasciato il remake di DuckTales, uscito nel 1990 per le piattaforme NES e GAMEBOY dove fu subito un successo. Anche SEGA però nello stesso periodo sfornava un platform di alta classe, Castle of Illusion starring Mickey Mouse per SEGA Genesis, Mega Drive e Game Gear.
La critica sfornò recensioni più che positive per entrambi i titoli, che così divennero vere e proprie opere di spunto per le generazioni successive. Oggi, grazie al lavoro di SEGA Studios Australia, anche Castle of Illusion rivede la luce sugli schermi, con una veste grafica tutta nuova: sarà pronto per farci tornare di nuovo bambini?
TOPOLINO DA FIABA
Il plot narrativo è molto semplice ed è sempre scandito da una voce fuori campo che ci introduce nel mondo di Topolino e Minnie. I due amati vivono felici le proprie giornate fino a quando, durante un bel picnic, compare la strega Mizrabel. La vecchia strega è gelosa di Minnie e vuole impadronirsi della gioventù di quest’ultima. In men che non si dica la strega, con la sua potente magia, rapisce l’amata, mentre l’incredulo Topolino rimane inerme. In pochi attimi il coraggioso protagonista si avvia alla ricerca del Castello dell’Illusione (da qui il titolo, NdR) di Mizrabel, con l’intento di salvare la sua Minnie. Giunto finalmente all’interno dell’immenso castello, l’impavido protagonista dovrà vedersela con gli incantesimi della strega e, nel frattempo, raccogliere le sette preziose gemme che compongono il Ponte Arcobaleno, unica via per raggiungere Mizrablel. L’azione si dipanerà attraverso sette livelli che compongono l’epica avventura di Topolino, che dovrà farsi strada attraverso foreste e mondi incantati revisionati in chiave moderna, pur rimanendo fedeli all’originale.
Le meccaniche di gioco rimangono invariate, quindi avremo a che fare con un platform a due dimensioni. Sotto questo punto di vista non vi è nessuna nuova aggiunta rispetto alla controparte anni ’90: il salto è l’unica azione su cui poter far affidamento, mentre per tutto il resto serve una buona dose di tempismo ed in alcuni casi qualche “vita persa” per capire come procedere al meglio. Come già faceva Super Mario prima di lui, anche Topolino potrà rimbalzare sulle teste dei nemici ed inoltre, se schiacceremo con il giusto tempismo di nuovo il tasto del salto, il nostro alter-ego raggiungerà notevoli altezze, che in alcuni casi porterà a scoprire nuove piattaforme nascoste, tesori o scrigni segreti. La novità che senza ombra di dubbio ha lasciato piacevolmente sorpresi è che Castle of Illusion starring Mickey Mouse ha anche una terza dimensione. I binari principali scorrono attraverso un’interfaccia 2D restaurata, ma vi sono anche fasi particolari in cui la telecamera, con un leggero movimento laterale, ci porterà a vedere tutto in terza dimensione. Una notevole aggiunta che esponenzialmente ne aumenta le possibilità e le situazioni offerte dal gameplay. Il cambio di prospettiva da seconda a terza dimensione potrebbe pur risultare forzato e poco preciso, ma grazie all’ottimo lavoro svolto il remake di Castle of Illusion utilizza passaggi fluidi e ben strutturati, che in alcuni casi sfociano in fasi più adrenaliniche che divertono e spezzano le fasi puramente platform.
Graficamente è stato fatto un ottimo lavoro di restauro pur mantenendo intatto il level design del capitolo 16 bit; stesse piattaforme in movimento, corde dondolanti e crepacci da saltare. Gli scenari, riadattati per l’occasione anche se strutturalmente identici agli originali, sono splendidi, ben nutriti di dettagli, oggetti animati e dettagli anche sullo sfondo, il tutto per ricreare una certa nostalgia in chi ha giocato a suo tempo il capitolo precedente ma rimanendo allo stesso tempo godibile per chi non l’ha mai visto prima d’ora. Comparto sonoro delizioso, notevole anche l’uso di una voce fuori campo che fa da narratore mentre l’avventura procede. Sono stati riassettati a nuovo anche i nemici che incontreremo, uguali all’originale anche se sempre ispirati e con discrete animazioni. Alcuni piccoli difetti sono però visibili, soprattutto il finto sorriso sempre presente del protagonista, che mai si scompone, o l’indubbia pochezza di novità introdotte, ma anche il prezzo, decisamente troppo alto (quasi tredici euro) per un remake di questo calibro.
Giunti alle ultime righe possiamo dire che Castle of Illusion starring Mickey Mouse è una cartolina proveniente dal passato per molti ed un platform molto sbrigativo per tutti gli altri. Il titolo in questione dura poco, ci vogliono poco più di tre ore per giungere ai titoli di coda. Ad aumentare di poco la rigiocabilità vi sono la raccolta di tutti i diamanti e degli oggetti segreti (statuette) disseminati tra i livelli. Queste ultime, una volta recuperate, andranno ad ornare gli androni del castello che fa da fulcro per la scelta dei livelli.
Vecchi scenari restaurati in grafica moderna... |
7 | ... Ma nessun livello aggiuntivo |
Ottima l'introduzione di parti in 3D | Longevità veramente bassa | |
Prezzo decisamente troppo alto | ||
| ILLUSIONE DAL PASSATO | ||


