KickBeat – Recensione
Videogioco e musica: un connubio che ha ormai diversi anni sulle spalle e che di tanto in tanto si affaccia sul mercato per proporre qualcosa di nuovo ai consumatori, legando una particolare meccanica di un genere a tracce musicali per creare un mix diversamente coinvolgente dai concept standard dei videogiochi. Indubbiamente negli ultimi anni un grosso contributo al genere, comunemente chiamato Rhythm Game, è stato dato da Harmonix con la serie Guitar Hero che ha permesso agli amanti della musica di associare uno strumento musicale come la chitarra ad un gameplay che chiedeva essenzialmente di riprodurre le note di una canzone seguendo il giusto ritmo.
Un fenomeno che ha avuto un suo momento di boom e che ha dato coraggio a diverse software house di fare diverse sperimentazioni su questo genere combinando la musica a sequenze platform – vedi Sound Shapes – oppure a meccaniche da sparatutto come Child of Eden. Nuove esperienze di gioco che hanno prodotto ottimi risultati e oggi siamo qui ad occuparci di un nuovo titolo che segue questo filone. Parliamo di KickBeat disponibile dall’11 settembre su PlayStation 3 e PS Vita (titolo Cross-Buy) sviluppato da Zen Studios, famoso ai più per i noti franchise Pinball e Zen Pinball.

ARTI MARZIALI E MUSICA
L’idea di Zen Studios è stata quindi quella di combinare musica e arti marziali, e dopo la nostra prova possiamo dire che anche questo esperimento è riuscito, risultando divertente ed al tempo stesso anche impegnativo man mano che la difficoltà aumenta. KickBeat presenta uno schema di controllo molto semplice, basato sulla pressione dei quattro tasti del D-pad o dei tasti frontali, da schiacciare con tempismo in base alla direzione da cui proviene il nemico. Lo scenario di base sarà sempre il solito: noi al centro dello stage accerchiati da una schiera di nemici intenti ad attaccarci, i quali, proprio come un Guitar Hero, rappresentano delle note diverse a seconda del colore. Ci sono note normali, veloci, doppie e tre in successione, infine anche quelle da tener premute. Guardando quindi il colore dei nemici capiremo come comportarci. Per esempio quelli di colore giallo sono note normali e colpiranno uno per volta, mentre se si avvicineranno nemici di colore blu sappiamo che dovremo colpirne due in rapida successione e così via. Ai nostri piedi il simbolo del Tao di cui una parte evidenzia la nostra salute, che diminuirà ad ogni colpo subito, cioè quando andremo fuori tempo, mentre l’altra parte rappresenta il Chi che una volta carico portando i nostri colpi a segno, potremo usare per raddoppiare i nostri punti.
Sì, perché il fine ultimo di ogni scontro non è solo quello di portarlo a termine, ma anche di ottenere il punteggio più alto, che verrà poi espresso sia in forma di punti che andranno caricati nelle classifiche mondiali se connessi, sia in stelle (da 1 a 5) utili per sbloccare costumi ed altre modalità di gioco. Tutto questo viene spiegato da un breve Tutorial che insegna anche come alcuni nemici possano avere sulla testa dei globi che contengono dei bonus, come punti extra, moltiplicatore di punti, energia extra di Chi, onde d’urto per eliminare subito i nemici vicini o scudi che deviano i colpi avversari per qualche secondo. Per prendere questi globi bisogna colpire due volte un nemico e ben presto impareremo come questa pratica porterà facilmente all’errore dovendo premere due volte un tasto, quindi una nota, con il rischio di andare fuori tempo e perdere salute, finita la quale giungerà il game over e saremo costretti a ricominciare lo stage.
COME UN METRONOMO
Finito l’addestramento utile ad assimilare le meccaniche di base, a disposizione c’è solo la Modalità Storia, che prevede anche una trama poco interessante, ma ben illustrata da ottime scene d’intermezzo, che giustificano gli spostamenti del personaggio Lee tra i 18 livelli: un’avventura che lo porterà da San Francisco a Parigi, da Tokyo a Istanbul. L’epilogo di questa storia ne sbloccherà un’altra in cui vestiremo i panni di Mei, strettamente collegata in termini narrativi ai fatti di Lee, che ci porterà a ripercorrere gli stessi 18 stage una seconda volta, con cut-scene completamente diverse. Diciotto stage per diciotto canzoni ed un repertorio musicale che spazia tra il rock e il metal, con qualche brano hip hop, che annovera famosi artisti quali P.O.D, Pendulum, Marilyn Manson e ne affianca altri indie come Cellweller e Blue Stahli. Una soundtrack che abbiamo molto apprezzato, pur non essendo fan del genere. Alcuni potrebbero avere da ridire sul numero delle tracce, ma bisogna tener conto del prezzo di vendita di KickBeat (9,99 euro) e del fatto che per uno sviluppatore indipendente riuscire ad ottenere le licenze dei brani è un compito tutt’altro che facile. Proprio per sopperire a questa mancanza ed estendere la longevità del titolo, che conta su qualche ora di sano divertimento a cui si aggiungono ore extra per il perfezionamento dei punteggi, gli sviluppatori hanno ben pensato di inserire la modalità ‘Crea la tua Musica’, attraverso la quale poter importare i brani presenti sull’hard disk di PS3 o sulla memoria di PS Vita nel gioco e creare nuove sessioni inserendo i battiti per minuto (BPM), la varietà dei nemici e lo stage. Una pratica abbastanza facile, che però prevede di inserire un valore dei BPM quanto più vicino a quello reale della traccia che carichiamo per far sì che il gioco poi generi a schermo un giusto ordine di attacco dei nemici. In tal senso è possibile consultare i vari topic del forum di Zen Studios – c’è il link diretto nella Live Area del gioco su PS Vita – in cui trovare aiuto per il valore dei BPM e condividere le proprie canzoni con gli altri utenti, così da scoprirne di nuove. Un’ottima idea, che aumenta la rigiocabilità del titolo, ma che soffre di alcune limitazioni da tener conto e che possono rendere l’importazione delle tracce un po’ più faticosa. Nella fattispecie il formato ufficiale deve essere MP3 con una frequenza di 44.1 kHz. Se sulla frequenza del bit rate non ci sono grossi problemi, sul formato il gioco è poco tollerante; altri formati potrebbero funzionare, quindi il gioco potrebbe non codificarli bene e generare livelli musicali non precisi. Il gioco comunque riconosce automaticamente i brani compatibili della personale libreria musicale scartando automaticamente gli altri. Insomma, lo scoglio non è grosso, tutt’altro, però è comunque una piccola limitazione che può dare fastidio. In tal senso, PS Vita beneficia senza dubbio di una più rapida trasmissione di dati che può avvenire connettendo la console tramite wi-fi al proprio PC, per mezzo dell’applicazione Gestione Contenuto.
Concludendo la rassegna delle modalità, troviamo ‘Visualizzatore’ grazie alla quale poter vedere il combattimento musicale fatto in modo perfetto dalla CPU, un modo diverso di sentire la traccia audio, una modalità che francamente abbiamo trovato inutile e che può riprodurre solo i 18 brani del gioco senza spazio per le tracce da noi importate. Infine la modalità ‘Gioco Libero’ dove poter rigiocare gli stage e cercare di perfezionare i punteggi, e ‘Sopravvivenza’, sbloccabile solo finendo il gioco al massimo livello di difficoltà, che propone di terminare tutti i livelli in sequenza. Poca roba insomma in termini di contenuti, però il gioco in sé propone una meccanica di gioco riuscita e divertente che mette in scena un combattimento colorato molto coreografico, producendo effetti visivi molto vicini al free flow combat di Batman. L’unica sbavatura nel gameplay è una inquadratura della telecamera a volte troppo stretta, il che pregiudica la visuale, e quando ci sono tanti nemici a schermo organizzare le mosse vedendo chi attacca per primo non è semplicissimo. Comparto tecnico assolutamente piacevole, sotto questo aspetto KickBeat restituisce immagini molto pulite e fluide nella sua versione portatile, senza nessuna incertezza. Gli scenari sono pochi, sei in tutto, il più bello sicuramente è l’ultimo, con i costumi dei nemici in stile TRON.
Arti marziali e musica: un altro mix vincente |
8 | Qualche sbavatura della telecamera |
Buona soundtrack arricchita dalla possibilità di importare altre tracce audio... | ... Ma con qualche limitazione sul formato | |
Oltre la modalità Storia non c'è molta carne al fuoco | ||
| FREE FLOW RHYTHM FIGHTING | ||

