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Recensione
TESTATO SU PC
30 giugno 2013, 14:24
MotoGP 13
MotoGP 13 mobile

MotoGP 2013 – Recensione

Abbiamo ricevuto una copia omaggio di MotoGP 2013 di Milestone e dopo aver giocato per una settimana al titolo di corse tutto italiano, rappresentante un brand fortissimo poiché è il videogioco ufficiale del motomondiale, vi proponiamo la nostra recensione proprio dopo il ritorno alla vittoria del Dottore ad Assen, il leggendario VR46.

MotoGP 13(1)

TUTTI IN PIEDI SUL DIVANO?

Milestone non è certo nuova allo sviluppo di titoli di corse, i meneghini si sono fatti decisamente le ossa grazie alla serie Superbike dedicata al campionato motociclistico delle derivate di serie. Nutrivamo quindi una certa serie di aspettative, data la portata del marchio pesantissimo di Dorna e tutti i diritti legati al motomondiale in questa particolare stagione che, almeno per quanto riguarda noi abitanti del Bel Paese, vede il ritorno di Valentino Rossi sulla sua moto, la Yamaha, il rilancio della Ducati acquistata da Audi lo scorso anno e, per ultimo, il gioco in sé dato che MotoGP 2013 sarà probabilmente l’ultimo capitolo sviluppato per l’attuale generazione di console. Ci aspettavamo quindi una sintesi di tutto il know-how accumulato dagli sviluppatori milanesi e una buonissima simulazione sportiva. Purtroppo qualcosa è andato storto durante il ciclo di sviluppo di questo videogioco.

Dopo avere installato il titolo sul nostro PC e settate le impostazioni al massimo è stato subito evidente come il gioco non brillasse per la particolare resa grafica. Infatti MotoGP 2013 è un titolo graficamente altalenante se non proprio scarso e ridotto al limite della sufficienza per quanto riguarda il comparto tecnico. Siamo alla fine del ciclo di vita di Xbox360 e PS3 eppure sembra di vedere un gioco preistorico.

I circuiti sono realizzati con sciatteria, essenzialmente abbozzati e assai scarni. I dettagli degli sfondi sembrano appiccicati sulla linea dell’orizzonte dell’ambiente di gioco con noncuranza e non è davvero possibile distinguere le piste l’una dalle altre se non per alcuni tratti fondamentali che caratterizzano fortemente questo o quel circuito. Ovvero, saranno sicuramente realizzate con fedeltà ricreativa, studiati nello sviluppo del tracciato, identificabili nella topografia delle curve e dei saliscendi, esaltanti in particolari precisi quali il Cavatappi o le “Arrabbiate” del Mugello, ma tolti i pregi esclusivi di questi leggendari circuiti per la maggior parte sono stati realizzati con superficialità dai programmatori, vuoti, senza pubblico, con pochissimi cartelloni pubblicitari. Anche l’interno dei box dei piloti non è nulla di trascendentale e i meccanici sono davvero appena passabili. Certo sono figure minori ma questo particolare è sintomo di una realizzazione povera. Non chiediamo a Milestone di competere con i colossi del videogioco, ma dove non è possibile arrivare con i soldi da investire nel motore grafico è possibile arrivarci con l’estro artistico che da sempre caratterizza noi italiani.

Migliora appena la qualità del modelli poligonali dei piloti e delle moto, ma anche questi non fanno gridare al miracolo, tutt’altro. È comunque emozionante scendere in pista indossando i colori delle tute di alcuni tra i piloti più forti di tutti i tempi che logicamente sono duplicati alla perfezione. Infine, nonostante fosse uno degli elementi di richiamo che Milestone ha portato all’attenzione del pubblico di giocatori e degli addetti del settore, le animazioni in particolare per ciò che riguarda la riproduzione delle cadute rovinose risultano il più delle volte goffe e buffe. È insomma una realizzazione tecnica scadente, tacendo la compenetrazione poligonale evidente durante le cadute o quando magicamente la moto passa attraverso un cartello pubblicitario, che ha come unico punto a favore quello della realizzazione degli pneumatici che si sporcheranno se uscirete di pista e qualche effetto sulle tute e null’altro.

Bisognerebbe poi chiedersi perché il commento italiano della Voce del motomondiale di Guido Meda, telecronista ormai da un decennio delle gare di MotoGP, sia limitata alla presentazione del gran premio e completamente assente durante lo svolgimento della gara. Anche navigando tra le opzioni e impostando verso il “+” la barra del commento (che prevedibilmente gestisce solo il livello di volume maggiore o minore) nulla è cambiato. Sembra assurdo che la telecronaca sia ristretta all’immediato inizio e poi più nulla. Per il resto una sinfonia di motori metallici e poco più.

FUORI DAL PODIO

Fa da contrappunto alla realizzazione tecnica più che sottotono un sistema di gioco ricco di opzioni e personalizzazioni. Infatti è possibile affrontare una partita rapidissima lasciando decidere al gioco con chi e dove correre, un week end di gara singolo sia partecipando alle qualifiche complete che alla gara o affrontare una stagione intera. Le classi disponibili sono quelle del motomondiale: Moto3, Moto2, MotoGP. Potremo scegliere di correre sempre con uno dei piloti ufficiali o creare il nostro alter-ego con il quale farci le osse a partire dalla Moto3. MotoGP 2013  richiede un certo tirocinio per essere padroneggiato nel migliore dei modi, infatti se giocherete subito con una MotoGP, come si è ostinato a fare chi scrive e come prevedibilmente è nelle intenzioni di chi acquisterà il titolo, vi troverete spesso a strisciare l’asfalto.

La lunga curva di apprendimento richiesta per non sfigurare nella competizione risulta però frustrante e sembra quasi che Milestone si sia scordata uno dei fari che dovrebbe essere sempre tenuto nel proprio orizzonte quando ci si accinge a programmare qualcosa definibile come “gioco”: deve essere divertente.  MotoGP 2013 è invece assai frustrante e passi per l’aspetto simulativo e serioso ma è indubbio che, se l’obiettivo di una software house è vendere, il prodotto sviluppato deve essere accessibile ai più e l’ultima fatica Milestone non lo è del tutto, risultando quasi criptico, fine a se stesso. Come nella serie SBK anche MotoGP offre diverse regolazioni, tra cui cambio semi-automatico o manuale, “incarenatura” automatica, assistenza alla frenata, linea ideale visibile o meno e molte altre, alcune peregrine che distolgono dal vero scopo di un gioco di corse, darci del gas e fare divertire. Bisogna comunque rendere merito alla programmazione di un aspetto in particolare, la differenza di classe è immediatamente percepibile oltre che propedeutica all’approdo del nostro pilota sul gradino più alto del podio. Guidare una Moto3 per esempio, oltre che più facile, restituisce un feedback molto diverso rispetto a montare in sella di una MotoGP. Che dire poi del multiplayer? La nostra ricerca di giocatori in rete è risultata infruttuosa, negandoci la possibilità di appurare l’efficienza del netcode del gioco che solitamente è sempre stato abbastanza stabile.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=NqvbjT3xRac[/youtube]

IN CONCLUSIONE
MotoGP 2013 non verrà ricordato come un titolo memorabile. Vista la licenza e la fame di motori che caratterizza gli italiani e dato che questo titolo è stato sviluppato da uno studio tutto tricolore che vanta un pedigree di tutto rispetto, ci aspettavamo di giocare un bel titolo di corse, invece MotoGP 2013 ha disatteso le nostre aspettative. È l'insieme a non funzionare. Quello di Milestone non è un titolo brillante, per certi aspetti è molto macchinoso, richiede una certa dose di pazienza per essere giocato al meglio che non tutti potrebbero volere dare alla simulazione e non è nemmeno bello da vedere, anzi, certe scalettature sono addirittura ridondanti. Pad alla mano MotoGP 2013 è una mezza delusione. Non è possibile accontentarsi di pubblicare un titolo simile e barricarsi dietro il blasone del marchio della MotoGP sapendo che più o meno un certo numero di vendite verrà raggiunto. Il gioco inoltre sembra essere uscito prematuramente, mancante di quella fase di rifinitura che occupa gli ultimi mesi prima dell'uscita. Purtroppo MotoGP 2013 è completamente privo di quella adrenalina che le gare di moto riescono a trasmettere al pubblico.
Pro-1
Le tre classi restituiscono il giusto feedback in sella alla moto
5
Contro-1
Grafica scadente
Pro-2
Licenza ufficiale
Contro-2
Frustrante
Pro-3
C'è Valentino Rossi
Contro-3
Vuoto
"PIU' AMBIZIONE CHE TALENTO"
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